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Amazon entra nella corsa al computer quantistico e potenzia la sua “nuvola”

Dopo avere perso la maxi commessa con il Pentagono, l'anima cloud di Amazon annuncia l'ingresso nel computer quantistico e punta tutto sulla tecnologia aggiungendo sempre più machine learning al suo public cloud

dal nostro inviato Luca Tremolada


Il Pentagono assegna a Microsoft contratto cloud da 10 miliardi

4' di lettura

Sono nuvole che annunciano vendetta quelle avvistate nel cielo di Las Vegas. Oltre 60mila cloud-entusiasti si sono dati appuntamento qui al Venetian per celebrare Amazon Aws, l'anima tecnologica e più profittevole del gigante del commercio elettronico.

Brucia ancora (e tanto) il contratto da 10 miliardi di dollari perso con il Pentagono un mese fa anche perché, a mettere le mani su una delle più ricche commesse di questo mercato, è stata la rivale di sempre Microsoft con l'aiuto pare di Donald Trump. Il dipartimento della difesa nega influenze esterne, ma gli avvocati di Bezos sono pronti a ricorrere in tribunale. L'argomento però non è stato sollevato.

L'annuale conferenza Re:Invent ha voluto suonare la carica al popolo Aws, ricompattare la squadra e rilanciare la sfida. In prima linea Andy Jassy, il ceo di Amazon Aws che ha mostrato i muscoli, elencando i primati tecnologici della sua piattaforma e allungando ancora di più il portafoglio prodotti. Nessun accenno al multi-cloud, a nuove partnership o alla concorrenza. Jay ha parlato alla sua gente, a migliaia di clienti, sviluppatori e startup, puntando tutto sulla tecnologia.

Amazon entra nel business quantistico
L'annuncio più sorprendente è arrivato però ieri con la notizia dell'ingresso di Amazon nella corsa al computer quantistico offrendo a una selezione di clienti aziendali la possibilità di sperimentare servizi di calcolo quantistico in fase iniziale sul cloud. Si chiama Amazon Braket ed è una piattaforma as-a-service progettata per aiutate le aziende a trarre vantaggio dai computer quantistici sviluppando e testando algoritmi quantistici nelle simulazioni.

Il servizio è offerto con le startup specializzate più avanzate del settore come D-Wave, IonQ e Rigetti e guarda dritto negli occhi Ibm, Google e la Cina. La mossa è intelligente perché Amazon non sta investendo per costruire il proprio computer quantistico, sta mettendo le proprie risorse di calcolo e software per programmarlo, in futuro, quando tutto sarà pronto.

Il dominio di Aws
Nata nel 2006 come una attività secondaria del business dei pacchi Aws è cresciuta fino a diventare il più grande fornitore di cloud del pianeta e una fondamentale fonte di entrate per Amazon. Il public cloud Amazon attualmente contribuisce a oltre la metà dei profitti dell'azienda. Aws sarebbe responsabile del 71% dei profitti operativi e del 13% del fatturato complessivo. Tradotto: gli affari sul cloud rendono benissimo ma la crescita sta rallentando. Le entrate sono cresciute “solo” del 34,7 per cento nell'ultimo trimestre, un calo rispetto al +37 del trimestre precedente. Jay non sembra però preoccupato. Come ha ribadito sul palco del centro congressi del Venetian, citando dati Gartner il business delle nuvola (IaaS) è per il 47,8% nelle mani di Amazon. Il doppio delle quote di mercato dei due diretti inseguitori Microsoft e Alibaba.

Amazon vs Microsoft
Eppure, i due rivali non sono fermi: Aliyun di Alibaba e Azure di Microsoft sono in costante crescita. Per gli analisti qui negli Stati Uniti si giocherà sull'asse Redmond-Seattle quella che appare la prima vera prima guerra mondiale delle “nuvole”. Da una parte c'è Microsoft che nel giro di pochi anni ha spinto moltissimo sul modello multi-cloud stringendo accordi con Salesforce, VmWare e in ultimo Oracle. Dall'altra Aws, la Apple del cloud, fortissima con startup e sviluppatori, concentrata a rendere la sua “nuvola” ancora più performate da un punto di vista tecnico. La parola multi-cloud non è mai stata pronunciata, neppure una volta nel lunghissimo keynote del capo di Aws. Quella di oggi, però non è una dichiarazione di guerra al multi-cloud ma l'affermazione di un primato tecnologico e il sintomo di un mercato che sta decidendo da che parte stare.

Le novità annunciate
Tre ore di annunci, moltissime i passi di avanti e anche qualche novità. A scaldare la folla le nuove applicazioni di machine learning di Sage Maker Studio l'ambiente di sviluppo per chi intende programmare con l'intelligenza artificiale. Amazon Fraud Detector è un tool per individuare le frodi finanziarie. Amazon CodeGuru invece è una applicazione per gli sviluppatori che li aiuta a capire se il codice prodotto è stato scritto correttamente. Non sono mancate le curiosità come la tastiera che suona con il machine learning.

DeepComposer è una tastiera a 32 tasti (2 ottave) basata sull'apprendimento automatico rivolta agli sviluppatori e progettata per insegnare alle macchine a generare qualcosa di creativo usando “reti contraddittorie generative”. Contact Lens per Amazon Connect invece trascrive automaticamente le chiamate. Nei giorni scorsi è stato anche presentato Transcribe Medical è un web service che permette di registrare e trascrivere velocemente, e con un'accuratezza molto elevata, le conversazioni tra gli specialisti e i pazienti nonchè i dati sanitari.

I nuovi processori Graviton2
Da segnalare la prossima generazione dei suoi processori ARM, Graviton2 che dovrebbero offrire prestazioni superiori fino a 7 volte rispetto ai precedenti chip.

Il focus sull'Iot. Interessante infine Alexa Voice Service (AVS), una nuova funzionalità che permetterà all'assistente vocale di entrare anche nei dispositivi con 1 Mb di Ram dotati di processori economici e poco potenti. Vuole dire portare Alexa anche nei più piccoli dispositivi IoT senza la necessità di avere una smartspeaker. L'internet delle cose, il mercato dei sensori vale 212 miliardi di dollari. E Amazon vuole continuare a essere la piattaforma di riferimento per queste settore.

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    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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