E-commerce

Amazon fa causa ai siti di recensioni false

Il colosso del commercio online fa causa a due siti di broker che orchestrano il business dei falsi commenti per compravendite mai avvenute in cambio di soldi o prodotti gratis per influenzare le scelte di acquisto dei consumatori

di Laura Cavestri

(AP)

2' di lettura

Colpire i broker di false recensioni per conto terzi, ovvero quei soggetti che orchestrano la compravendita di recensioni dei beni in cambio di soldi o prodotti gratis. Doppia causa – in Germania e Regno Unito – per Amazon con l’obiettivo di far chiudere due siti internet – AppSally e Rebatest – che avrebbero contribuito a ingannare gli acquirenti facendo pubblicare dai loro membri recensioni false sui marketplace come Amazon, eBay, Walmart ed Etsy.

Recensioni in vendita

Su queste piattaforme i revisori sfogliano una gamma di prodotti, quindi seguono un link per acquistarne uno in modo da apparire come un “acquirente verificato” , quindi insospettabile. I siti vendono recensioni ai venditori a un tariffario abbordabile – tra i 5 e i 20 euro l’una – e vendono anche i voti alle recensioni, che in quanto “utili” influiscono sull’ordine predefinito in cui le recensioni vengono visualizzate, conferendo a quelle utili maggiore rilevanza.

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«I broker di recensioni false cercano di trarre profitto ingannando clienti inconsapevoli e offrendo un vantaggio competitivo ingiusto, che danneggia i nostri partner di vendita – ha spiegato a Il Sole 24Ore Dharmesh Mehta, vice president of worldwide customer trust & partner support di Amazon –. Da qui la scelta di intervenire in Regno Unito e Germania, ma con un’attenzione capillare al fenomeno anche su altri Paesi in futuro. Mentre noi continuiamo a impedire che milioni di recensioni sospette appaiano nel nostro store, queste azioni legali mirano ad eliminare il problema all’origine».

Esercito di falsi recensori

Nel 2020, Amazon dichiara di aver bloccato più di 200 milioni di sospette recensioni false prima che fossero viste da un cliente e intrapreso questa azione legale a seguito di un’indagine approfondita su questi siti, che nel complesso sostengono di avere più di 900mila membri disposti a scrivere recensioni false. Questi soggetti cercano di nascondere la propria attività e di eludere i tentativi di rilevamento.

«Per esempio – spiega ancora Mehta – AppSally vende queste recensioni a partire da 20 dollari l’una. Il sito chiede ai propri collaboratori di spedire confezioni vuote a persone disposte a scrivere recensioni false, e di fornire ad AppSally fotografie da caricare insieme a quelle recensioni. Il sistema fraudolento seguito da Rebatest prevede la corresponsione di denaro alle persone che scrivono recensioni a 5 stelle solo se vengono approvate dalle aziende che cercano di vendere gli articoli in questione. L’azione legale intrapresa oggi rappresenta – ha concluso il vice presidente di Amazon – la nostra determinazione a fermarli».

Task force anti abusi

In Amazon sono più di 10mila i dipendenti che, nel mondo, sono incaricati di proteggere lo store dalle frodi e dagli abusi, comprese le recensioni false. Amazon riceve più di 30 milioni di recensioni alla settimana, e si avvale anche di sistemi di apprendimento automatico o machine learning in grado di bloccare la maggior parte delle recensioni abusive prima che vengano pubblicate. Nel 2021 ha segnalato più di 16mila gruppi abusivi a social media come Facebook, Twitter e Instagram, portando alla chiusura di gruppi con un totale di oltre 11 milioni di membri.


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