E-commerce

Amazon ora consegna in bar, negozi, tabaccherie e cartolerie

di Enrico Netti


Svolta epocale in Amazon: i robot imballeranno i pacchi

3' di lettura

Italia, con partnership siglate con Sisalpay, Fermopoint e le librerie Giunti, e Regno Unito con Nexi (negozi d’abbigliamento) sono i primi due mercati nel mondo in cui Amazon da oggi introduce il servizio Counter per il ritiro dei pacchi presso i negozi fisici. Il colosso dell’e-commerce, che contemporaneamente rafforza la rete di depositi di smistamento in Italia con la realizzazione di quello a Fiume Veneto in provincia di Pordenone, migliora i servizi offerti attraverso Amazon Hub accorciando la distanza con i clienti, incrementando la presenza sul territorio e in parte riduce i propri costi di consegna allentando la dipendenza dai driver che fanno le consegne porta a porta.

Bar-tabacchi, edicole, cartolerie, drogherie, agenzie di viaggi e tanti altri piccoli negozi di prossimità diventano così i terminali sul territorio del titano di Seattle. «Da un lato il cliente migliora la propria esperienza d’acquisto perché si rivolge a un negoziante che probabilmente conosce già - spiega Patrick Supanc, direttore Amazon del programma Locker e Punti di ritiro -. Inoltre il progetto Counter velocizza il servizio click&collect e, per esempio, non richiede il controllo dei documenti dei clienti, gestisce il flusso dei pacchi del negoziante, quelli ricevuti, in giacenza (fino a un massimo di 14 giorni ndr) e consegnati». Per il negoziante l’arrivo del cliente Amazon nel bar o in un’altra attività genera traffico e potrebbe portare nuovi incassi come, per esempio, la colazione o un altro acquisto d’impulso. In un prossimo futuro i resi si potranno restituire anche nei Counter. Invece per quei clienti che preferiscono il ritiro H24 ci sono i lockers con accordi siglati tra gli altri con Eni (stazioni di servizio), Pam e Penny Market (supermercati) e la banca Bper. «Ci sono oltre mille lockers in Italia - continua Supanc -. Ora puntiamo ad accrescere questa rete aggiungendo più partner».

Alla domanda sull’ammontare del fee incassato dal punto di ritiro il top manager preferisce non rispondere ma secondo quanto risulta al Sole 24 Ore si tratta di un importo molto contenuto, intorno ai 20 centesimi per pacco. Ipotizzando la gestione di 15 colli al giorno nell’arco di un anno si arriva a circa 900 euro di incasso.

In questa prima fase iniziale sono oltre duemila i negozi, situati soprattutto nei capoluoghi di provincia, che aderiscono come punti di ritiro al progetto Counter in Italia ma questo numero è destinato a crescere rapidamente. Il network SisalPay, per esempio, conta lungo la Penisola su oltre 40mila punti vendita a cui si devono aggiungono gli altri 2.700 della bergamasca Fermopoint e le circa 200 librerie Giunti. «Il nuovo servizio di ritiro Counter rappresenta un tassello importante a beneficio dei consumatori e degli esercenti» sottolinea Francesco Maldari, responsabile Payments and services del Gruppo Sisal. Da parte sua Alberto Luisi, Ceo e fondatore di Fermopoint, lo considera «un motore per sviluppare ulteriormente il nostro servizio e aiuterà i nostri partner ad attirare più clienti nei loro negozi».

Per quanto riguarda invece il network di depositi di smistamento Amazon entro l’estate inaugurerà quello nel Pordenonese in Friuli dove sta prendendo forma un polo logistico con una superficie di 4.500 metri quadri. Una volta in attività servirà i clienti del Nord-Est e verranno creati un centinaio di posti di lavoro a tempo indeterminato a cui si aggiungeranno gli autisti dei corrieri utilizzati per le consegne.

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