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Amazon ottiene il blocco del mega-contratto cloud del Pentagono a Microsoft

Un giudice dà il primo round nella battaglia legale a Jeff Bezos, che aveva presentato ricorso denunciando pregiudizi di Trump contro la sua azienda

di Marco Valsania

Amazon accusa il Pentagono per il contratto negato

Un giudice dà il primo round nella battaglia legale a Jeff Bezos, che aveva presentato ricorso denunciando pregiudizi di Trump contro la sua azienda


2' di lettura

NEW YORK - Il grande scontro tra Amazon e Microsoft sul contratto da dieci miliardi per i servizi cloud al Pentagono si inasprisce: il colosso di Jeff Bezos ha vinto un primo round legale ottenendo un'ingiunzione da parte della magistratura federale che blocca almeno temporaneamente la commissione affidata dall'amministrazione Trump alla rivale Microsoft.

Il contratto, volto a modernizzare drasticamente i sistemi tecnologici del dipartimento della Difesa americano, è noto con la sigla Jedi (Joint Enterprise Defense Infrastructure). Aveva visto scendere in gara numerosi protagonisti dell'hi-tech americano e i finalisti erano stati appunto Amazon e Microsoft, oggi i due leader indiscussi del settore cloud. Amazon è al primo posto, ma Microsoft ha guadagnato di recete quote di mercato. Entrambi i gruppi erano considerati in grado di soddisfare i requisiti di sicurezza e affidabilità chiesti dal Pentagono, ma Amazon era considerato favorito sulla carta per le sue precedenti esperienze proprio con le forze armate. Altri contendenti eliminati erano stati Ibm e Oracle.

Il ricorso di Amazon
Amazon, davanti al successo a sorpresa della concorrente lo scorso ottobre, ha presentato ricorso contro la decisione il mese scorso. Ha paventato il sospetto che l'asta per il contratto sia stata influenzata indebitamente dai noti scontri tra il presidente Donald Trump e Bezos, che controlla personalmente il quotidiano Washington Post considerato dalla Casa Bianca troppo critico del governo.

Formalmente, il ricorso presentato dalla controllata di Amazon nel cloud, la Aws, afferma che le procedure di valutazione usate nella scelta del vincitore sono state “chiaramente inadeguate, sbagliate e viziate da pregiudizi”. La decisione ora del giudice di congelare il contratto è arrivata in risposta a quella denuncia, con l'accorgimento tuttavia che Amazon deve stanziare 42 milioni di dollari per eventuali costi in caso il provvedimento di sospensione si riveli successivamente “errato” e provochi danni.

Un nuovo round il 27 febbraio
Le due aziende devono poi rispondere ulteriormente all'azione del tribunale entro il 27 febbraio. Il Pentagono ha stimato che ritardi nel Jedi potrebbero costare tra i cinque e i sette milioni di dollari al mese.

La battaglia rimane aperta a colpi di scena ancora più drammatici. Amazon ha indicato di recente alla corte che potrebbe chiedere deposizioni dello stesso Trump, del segretario alla Difesa Mark Esper e del suo predecessore James Mattis come parte della sua controffensiva legale. Portavoce di Amazon hanno affermato che l'azienda intende assicurare che le procedure dell'asta per il mega-contratto della Difesa siano «prive di interferenze politiche».

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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