Distribuzione

Amazon spinge sulla sanità e sbarca nei farmaci da banco

di Riccardo Barlaam


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2' di lettura

Amazon continua la sua avanzata alla conquista del mercato farmaceutico. Senza annunci mediatici - per evitare le polemiche con il settore, con il quale ha scatenato di fatto una guerra dei prezzi - ha lanciato la sua linea di farmaci da banco. Cosiddetti Otc (over the counter) drugs. Medicine vendute senza l’obbligo di prescrizione medica.

Il marchio scelto da Amazon per le sue medicine è Basic, basico. Lo stesso utilizzato da anni per migliaia di prodotti sotto l’insegna AmazonBasics. Dai prodotti di elettronica di consumo, come i caricatori per i telefonini, le cuffie audio, i cavi e le prolunghe, ai prodotti per la casa, come gli asciugamani, le sedie, le lampade. Prodotti che funzionano come gli originali ma costano un po’ meno, garantiti dal marchio Amazon.

La filosofia che muove il gruppo di Jeff Bezos sui medicinali è la stessa. Prezzi bassi e prodotti simili agli originali. La linea dei farmaci da banco di Amazon è venduta con il marchio Basic Care. Tecnicamente Amazon non ha la proprietà né la licenza produttiva per questi farmaci, che sono realizzati su commissione dalla casa di generici Perrigo. La linea è già in vendita. E comprende una sessantina di medicinali molto diffusi, come l’ibuprofene o i prodotti per la crescita dei capelli. La concorrenza è senza storia. L’ibuprofene generico di Amazon Basic Care, analgesico e antinfiammatorio molto diffuso, viene venduto a 6,98 dollari. Lo stesso generico a marchio Perrigo costa 8,49 dollari. Da Walmart costa come Amazon (6,98 dollari). Nelle farmacie lo stesso medicinale costa dai 14,99 ai 15,49 dollari. Una concorrenza senza storia che però ammazza i retailer.

L’industria dei farmaci da banco generici negli Stati Uniti lo scorso anno ha fatturato 8,4 miliardi di dollari, con una crescita del 31%. Il business legato ai medicinali con la ricetta è stabile. Mentre, per le farmacie, il mercato dei prodotti da banco, a più elevato margine, proprio a causa dell’ingresso di Amazon e della grande distribuzione, come Walmart.

Le tre più grandi catene farmaceutiche americane - CVS, Walgreens Boots Alliance e Rite Aid - si stanno inseguendo da mesi per possibili M&A nel tentativo di proteggersi da Amazon. Martedì scorso la catena di grocery Albertson, controllata dal private equity Cerberus Capital, ha acquisito le farmacie di Rite Aid. Un’operazione che crea un colosso del retail del farmaco con 4.900 store e 4.350 farmacie diffuse in 38 stati americani. Lo scorso anno Walgreens Boots Alliance ha acquisito le altre 2mila farmacie della catena Rite Aid, per i quali ha avuto l’ok dal regolatore del mercato lo scorso settembre. Alcune indiscrezioni, non confermate, parlano inoltre di negoziati in corso di Walgreens Boots Alliance per acquisire o avere una partecipazione di peso nel primo distributore farmaceutico AmerisourceBergen. CVS a dicembre ha acquisito Aetna, società di assicurazioni sanitarie. Un deal da 69 miliardi per creare un sistema integrato che combini cliniche, farmacie e assicurazioni. L’industria del farmaco cerca di resistere come può. Nel frattempo Amazon in Borsa ieri ha aggiornato i suoi massimi toccando per la prima volta i 1.500 dollari ad azione. Dal primo gennaio il titolo è salito del 28%.

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