i conti dei big tech

Amazon, straripano utili e fatturato. Facebook vola a +9%

di Marco Valsania

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Un magazzino di Amazon (Ansa)


4' di lettura

NEW YORK - Amazon ha guidato lo sprint finale delle trimestrali dell'hi-tech americano: il gigante dell'e-commerce e del web ha sbalordito Wall Street piu' che raddoppiando gli utili a 1,6 miliardi di dollari, esito di continua crescita, di disciplina nei costi e del redditizio successo della sua scommessa sul cloud. L'accelerazione del fatturato non e' stato da meno: e' aumentato del 42,8% a 51 miliardi - il balzo maggiore registrato in oltre cinque anni.

La performance ha polverizzato le attese, forte di utili per azione di 3,27 dollari rispetto a 1,48 l'anno scorso e ancor piu' ai previsti 1,26 dollari. Il giro d'affari ha agilmente superato i 49,78 miliardi stimati dagli analisti e ha portato alla ribalta un'espansione sia sulla piazze “core” nordamericana, del 46% a 30,7 miliardi, che a livello internazionale, del 34% a 14,8 miliardi. Il titolo si e' spinto in rialzo di oltre il 7% fin dal dopo-mercato di ieri sera e ha guadagnato il 35% da inizio anno, per una market cap dal 700 miliardi che la vede testa a testa con Alphabet e Microsoft. “Siamo francamente stupefatti”, ha commentato in una nota Loop Capital.

Amazon ha fatto leva ancora una volta sulla leadership nel retail online, dove rastrella 43 centesimi per ogni dollaro speso dai consumatori e dove ha accumulato un esercito globale di oltre cento milioni di abbonati al servizio Prime, che offre servizi quali streaming di film e spettacoli e consegna gratuiti entro due giorni. Forte dell'andamento di Prime, l'azienda ha annunciato nel corso della conference call sul bilancio un aumento del costo dell'abbonamento annuale negli Stati Uniti del 20% a 119 dollari da 99 dollari.

I conti hanno riportato un contributo alle revenues di 4,26 miliardi da negozi, librerie e supermercati fisici, compresa la catena da poco acquistata Whole Foods. Soprattutto e' stata pero' Amazon Web Services, dominatrice nei servizi cloud, a evidenziare entrate lievitate del 49% a 5,44 miliardi e profitti operativi saliti del 57% a 1,4 miliardi - il 73% del totale degli interi profitti di gestione del gruppo - nonostante la crescente concorrenza di rivali del calibro di Microsoft e Alphabet.

Il fondatore e chief executive Jeff Bezos, di recente obiettivo di pesanti critiche sulle dimensioni e influenza del gruppo da parte del presidente Donald Trump, ha vantato la “rimarchevole accelerazione” della marcia di Amazon in questo ultimo segmento, il cloud. Ha citato un “vantaggio di sette anni sulla concorrenza” che ne garantisce tuttora il primato “per sofisticazione e ricchezza di funzioni”. Gli investimenti e le spese per l'espansione della societa' sono aumentati del 42% ma non hanno intaccato la performance. La societa' ha anche pronosticato un bilancio piu' che robusto per il trimestre in corso: un complessivo giro d'affari tra i 51 e i 54 miliardi , accompagnato da profitti operativi tra gli 1,1 e il record di 1,9 miliardi invece dei 628 milioni dell'anno scorso.

Microsoft

Se Amazon ha brillato, Microsoft ha tenuto testa, confermando la sua progressiva trasformazione da vecchio pioniere tech con i suoi software Windows ad agile protagonista delle nuove frontiere digitali del cloud. E' riuscita, nel suo terzo trimestre fiscale, a strappare un incremento dei profitti del 35% a 7,42 miliardi, pari a 95 centesimi per azione, e un miglioramento del fatturato del 16% a 26,82 miliardi. Piu' che abbastanza per battere previsioni ferme a utili per azione di 85 centesimi e giro d'affari di 25,78 miliardi. L'attivita' concentrata sui servizi cloud per le imprese, Azure, ha riportato un'impennata del 93%, mantenendo a segno un passo di crescita superiore al 90% che ormai dura dal 2015 e dimostrando che puo' dare filo da torcere alla rivale Amazon. Microsoft ha una quota del mercato del 14% contro il 32% di Amazon. La divisione dei software di produttivita', che comprende la versione commerciale online dei programmi Office 365, e' balzata del 17 per cento. la divisione di personal computing e' lievitata del 13 per cento.

Intel

Il colosso dei microchip oggi sara' forse meno attraente dei leader di Internet ma ha a sua volta messo a segno un risultato degno di attenzione: un aumento dei profitti del 50% a 4,45 miliardi di dollari. Le vendite sono salite del 9% a 16,07 miliardi. A trainare i risultati e' stato un miglioramento del 25% nella divisione strategica di microprocessori per server e centri dati. L'attivita' oggi genera circa un terzo del giro d'affari e gonfia i profitti, mentre sono sotto pressione i chip per i personal computer. Questi ultimi rappresentano tuttora meta' del business e hanno evidenziato una modesta crescita del 3 per cento.

I nuovi bilanci tech sono arrivati a ruota dei conti di Alphabet e Facebook, che avevano gia' battuto nettamente le attese. All'appello manca ancora Apple - che dara' i conti il primo maggio - per completare una nuova stagione di forti performance dei protagonisti statunitensi dell'economia digitale.

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