Il report

Ambiente, Conou: record di raccolta di oli minerali usati, riciclato il 98%

Un’ attività di eccellenza a livello europeo, dove mediamente si recupera solo il 40% dell’olio immesso al consumo e se ne rigenera solo il 60%

di Nicoletta Cottone

La seconda vita dell'olio usato

2' di lettura

I rifiuti sono una risorsa. Lo testimonia il traguardo del massimo raccoglibile nel sistema raggiunto dal Conou, il Consorzio nazionale degli oli usati, con 171mila tonnellate di olio minerale usato raccolti nel 2020. E il 98% è stato avviato a rigenerazione, con un significativo risparmio sulla bilancia energetica del Paese, permettendo una riduzione di circa 46,7 milioni di euro sulle importazioni di greggio in Italia. Il consorzio raccoglie olio usato e lo rigenera in nuovo olio lubrificante, chiudendo così il ciclo da rifiuto pericoloso a preziosa risorsa. Circolarità completa, salvaguardia ambientale, lotta ai cambiamenti climatici, difesa delle specie animali e innovazione tecnologica sono gli asset strategici dell’attività del Consorzio. Una attività riconosciuta come un’eccellenza a livello europeo, dove mediamente si recupera solo il 40% dell’olio immesso al consumo e se ne rigenera solo il 60%, come si legge nel Rapporto di sostenibilità 2020, redatto con il supporto di Deloitte Italia e revisionato da Ernst&Young.

Evitata l’emissione di 78.400 tonnellate di CO2 equivalente

«In questi giorni di Pre-Cop26 – ha sottolineato il presidente del Conou Riccardo Piunti - siamo orgogliosi di poter mostrare la nostra Best Practice, in linea con le esigenze dei parametri da rispettare per l'Agenda 2030. Infatti la nostra attività di gestione e avvio a riciclo dell'olio lubrificante usato, che per la sua pericolosità non può essere disperso nell'ambiente, nel 2020 ha contribuito a salvare 3,2 specie viventi e a evitare l'emissione di 78.400 tonnellate di CO2 equivalente».

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Risparmiati 47 milioni di euro sulle importazioni di greggio

L'attività di recupero degli oli usati ha impatti positivi sul sistema Paese, soprattutto grazie alla riduzione del fabbisogno di materie prime: le 167mila tonnellate complessivamente avviate a recupero in Italia nel 2020 hanno consentito un risparmio di circa 47 milioni di euro sulle importazioni di greggio. L'attività del Consorzio ha generato, poi, esternalità positive anche in termini economici e sociali, con un impatto economico totale pari a 67,9 milioni di euro e impiegando 1.185 persone lungo la filiera.

La sfida dell’innovazione

La qualità dell'olio lubrificante usato, raccolto nel 2020, è stata la sfida centrale per l’efficacia della rigenerazione. Nonostante l'incremento dell'olio di provenienza industriale e da emulsioni, che ha apportato delle criticità per la presenza di inquinanti nell'olio, il Conou ha proseguito la sua attività di sensibilizzazione alla corretta gestione e stoccaggio del rifiuto, riuscendo a preservare l'integrità del ciclo degli oli usati. «Oltre a quella della qualità – ha sottolineato il presidente del Conou Piunti - il Consorzio affronta le sfide dell'innovazione, intesa in senso tecnologico e digitale, e della comunicazione ambientale. Il primo profilo vede il Conou impegnato nel sostegno attento alle realtà della sua Filiera, chiamata a ottimizzare le proprie performance attraverso l’aggiornamento e l'evoluzione industriale, gestionale e di processo. Allo stesso modo sarà fondamentale nel prossimo futuro, mantenere e rafforzare il dialogo con il pubblico e tutti gli stakeholder del Consorzio allo scopo di veicolare il messaggio di sensibilizzazione ambientale di cui è portavoce, ricorrendo a tutti gli strumenti più attuali e innovativi a disposizione. A partire dai canali social che rappresentano oggi uno dei principali veicoli per il confronto con le nuove generazioni».


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