Nella zona del K2

Ambiente, la Farnesina finanzia un centro per studiare 5mila ghiacciai pakistani

Il progetto punta a creare un nuovo grande parco naturale nella regione pakistana del Gilgit Baltistan

di Gerardo Pelosi

(SIRIPONG JITCHUM - stock.adobe.com)

3' di lettura

Si chiamerà “Glaciers and students”, (ghiacciai e studenti) e sarà intitolato all'esploratore e scienziato italiano Ardito Desio. È l'ambizioso programma finanziato dal ministero degli Esteri italiano attraverso la Cooperazione allo sviluppo e all'Undp in collaborazione con EvK2Pakistan per censire e monitorare i 5350 ghiacciai del Pakistan e creare un nuovo grande parco naturale nella regione pakistana del Gilgit Baltistan. A partire dal gennaio 2022, anno internazionale della sostenibilità delle montagne (come deciso a metà dicembre dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite) il progetto prevede una mappatura satellitare dei ghiacciai nella zona del K2, la “montagna degli italiani”, l'area del massiccio montuoso del Karakorum dove l'Italia sta investendo di più in Pakistan nel settore della sostenibilità ambientale anche per realizzare l'ambizioso progetto Gilgit Baltistan Vision 20/30.

Da Polenza: vogliamo creare un parco montano di 87 mila km quadrati

Come spiega Agostino Da Polenza di EvK2 “sono ben 5350 i ghiacciai del Pakistan e rappresentano la cosiddetta third tower la terza più grande riserva d'acqua dolce mondiale dopo i due poli, la più grande dell'Asia”. Con il Governo del Pakistan, aggiunge Da Polenza, l'obiettivo è quello di “trasformare la regione del Nord del Pakistan, un'area di 87mila Km quadrati in una grande area protetta, un grande parco che può rappresentare per gli studiosi italiani e pakistani un laboratorio a cielo aperto”.

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Milano e Cagliari le Università italiane coinvolte

Il progetto prosegue e amplia l'impegno giù profuso nell'area da almeno cinque anno con gli studi e le ricerche del glaciologo Claudio Smiraglia e da Guglielmina Diolaiuti dell'Università di Milano.Il progetto Glaciers and Students pur avendo per ora un budget limitato, (1,1 milioni di euro) contribuirà al monitoraggio della più grande riserva d'acqua dolce in Asia con la raccolta di informazioni utili per la gestione dei sistemi idrici dall'irrigazione alla produzione di energia. Il progetto è stato affidato per la realizzazione all'agenzia delle Nazioni Unite Undp e ad EvK2Pakistan, organizzazione che da altre 30 anni opera in campo scientifico e della cooperazione allo sviluppo insieme ad alcune Università italiane tra le quali Milano e Cagliari.

Due Università pakistane e i loro studenti impegnati nel progetto

Il censimento degli oltre 5mila ghiacciai sarà implementato con il contributo delle due Università locali, la International Karakorum e la Baltistan University. Il nuovo “Glaciology Center” (che porterà quasi certamente il nome dell'esploratore e conquistatore del K2 Ardito Desio) è stato inaugurato il 27 dicembre scorso. Studenti e ricercatori delle due Università raccoglieranno dati e informazione su alcuni “ghiacciai spia” traducendo in azioni concrete gli impegni presi durante la Cop 26 di Glasgow. Impegni confermati anche da Guglielmina Diolaiuti, dell'Università di Milano che continua il lavoro portato avanti per anni dal prof, Smiraglia e dalla professoressa Titti Melis dell'Università di Cagliari esperta per le analisi dei dati satellitari.

Gallo (EvK2): studieremo in tutti i ghiacciai la Karakorum anomaly

Maurizio Gallo, presidente di EvK2 e capo del progetto tiene a ricordare che «c'è da sempre la firma italiana nella ricerca sui ghiacciai del Pakistan fin dai tempi di Ardito Desio che prima di guidare la spedizione sul K2 è stato un grande ricercatore». Nei progetti finora realizzati, aggiunge Gallo, sono stati studiati 500 ghiacciaia dell'area del K2. Adesso il professore Davide Fugazza ha presentato il rapporto finale delle ricerche ultimate dalle quali emerge la cosiddetta “Karakorum anomaly” ossia l'anomalia per cui in alcuni ghiacciai della zona non si registra alcuna riduzione del ghiaccio. «Con questo progetto – osserva sempre Gallo - dobbiamo verificare se l'anomalia è ancora presente e se si registra anche in altri ghiacciai dell'area». In ultima analisi l'obiettivo della ricerca è creare una banca dati su tutti e i 5350 ghiacciai per poterne in futuro valutarne i cambiamenti. Nello stesso tempo EvK2 sta proseguendo, sempre con fondi della Cooperazione italiana, il lavoro di pulizia delle microplastiche accumulate negli anni durante le spedizioni sui ghiacciai arrivando ormai a 100 tonnellate di rifiuti che vengono poi smaltiti a valle.

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