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Ambiente, tutte le aziende riunite in un solo contratto

Si punta a completare la parte normativa entro l’anno. Il settore Igiene Ambientale dà lavoro a 100mila persone

(Adobestock)

2' di lettura

«Questo contratto è riuscito a mettere d’accordo aziende, lavoratori e sindacati. È un contratto con cui abbiamo riunito il settore: non è rimasto fuori nessuno. Un risultato raggiunto grazie al percorso degli ultimi 6-7 anni: sono orgogliosa dell’unità raggiunta. Abbiamo preso un comparto, quello dell’ambiente, l’abbiamo esaminato, e abbiamo messo d’accordo tutti», così Lucia Leonessi, direttore generale di Confindustria Cisambiente, commenta il rinnovo del CCNL del settore Igiene Ambientale, a copertura del periodo dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2024, firmato lo scorso 18 maggio da Utilitalia, Confindustria Cisambiente, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Agci Servizi, Assoambiente con Fit Cisl, Fp Cgil, Uiltrasporti e Fiadel.

«È un risultato importante che definisce il perimetro del contratto unico di settore e restituisce titolarità nella negoziazione al sistema confindustriale in un settore nevralgico quale è quello dei servizi ambientali», le fa eco Maurizio Stirpe, vicepresidente di Confindustria con delega al Lavoro.

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Armonizzata la contrattazione previgente

«Il contratto ha di fatto assorbito e armonizzato tutta la contrattazione previgente, favorendo l’assistenza alle aziende associate al sistema territoriale confindustriale. Ed è in linea con il Patto per la fabbrica», spiega ancora Leonessi. Più che un semplice rinnovo, si tratta infatti di un’operazione che ha ricondotto a un’unica disciplina il trattamento del personale dipendente (circa 100mila lavoratori) dalle aziende di tutto il settore dell’igiene ambientale: pubbliche, private e cooperative, uniformando costi e regolamentazione.

Entrando nel dettaglio, l’incremento economico medio nel triennio è di 121 euro, di cui 80 euro previsti come incremento delle retribuzioni base parametrali mensili, 15 euro come elemento retributivo aggiuntivo collegato alla produttività e 17 euro da destinare al welfare, da intendersi a supporto dei fondi pensione PreviAmbiente e Fasda.

Previdenza e parte normativa

«PreviAmbiente è un fondo importante, ben strutturato, e che in questo contratto ha un ruolo di primo piano, insieme al Fasda e al Fondo di solidarietà bilaterale costituito 6 anni fa quando venne avviato un percorso comune tra Confidustria e Utilitalia: privato e pubblico insieme. Anche qui, un punto importante», continua Leonessi, che aggiunge: «Il lavoro non è finito. Per quanto riguarda la terza parte dell’accordo, su cui stiamo lavorando, si prevede risulterà di particolare rilievo la riforma della classificazione del personale, in grado di fotografare l’evoluzione che il settore ha vissuto negli ultimi anni e la revisione delle normative contrattuali in materia di avvicendamento di imprese nella gestione ed esternalizzazione dei servizi che rappresenta un tema di assoluto rilievo nell’ambito del sistema della concorrenza». Mentre la parte economica è già in vigore, si punta a terminare il lavoro su quest’ultima, normativa, entro la fine dell’anno.

Ecomondo

È con questo impegno che Confindustria Cisambiente si presenta a Ecomondo, la fiera per la transizione ecologica in corso dall’8 all’11 novembre a Rimini, riferimento per il settore. «Tutti gli anni diamo un tema», racconta Leonessi: «Quest’anno è l’energia dell’ambiente, attraverso le risorse naturali. Ma l’ambiente è composto anche da tante aziende e lavoratori: sono oltre 1.100 le nostre imprese associate, per 35 miliardi di euro di fatturato. In 6 anni abbiamo messo insieme questa armata verde, dalle 11 iniziali nel 2016. Promuovendo non le singole attività ma un impulso comune verso l’ambiente. In quest’ottica, anche il contratto di lavoro diventa una forma di energia corale».

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