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Amcham Italy: la filiera lunga nell’agroalimentare risorsa per l’economia circolare

White paper di Amcham Italy: creazione di valore possibile nella catena agricoltura, industria di trasformazione, packaging, logistica, distribuzione e ristorazione.

di Giorgio dell'Orefice

(Sergey Ryzhov - stock.adobe.com)

3' di lettura

Vale il 25% del Pil (circa 500 miliardi di euro), conta oltre 2 milioni di imprese e occupa oltre 4 milioni di persone. È la “filiera lunga del food” ovvero quella che va dalla produzione agricola alla trasformazione industriale, dalla ristorazione al packaging, dal commercio all'ingrosso e alla logistica.
Un settore chiave dell'economia italiana, la cui considerazione, nell'opinione pubblica, è cresciuta tanto negli ultimi anni con un'accelerazione nei difficili mesi della pandemia e del lockdown. Un settore però che ora è a un bivio, ed è chiamato a cambiare davvero marcia di fronte alle nuove sfide della sostenibilità e dell'innovazione tecnologica. Due grandi chance per aprire una nuova fase di sviluppo e di opportunità per il paese.

È questo il senso dell'appuntamento “La filiera lunga del food e il suo ruolo strategico nell'economia italiana” del 23 marzo presso il Centro Studi Americani a Roma nel corso del quale, alla presenza del ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli verrà presentato il White Paper elaborato dal Gruppo di Lavoro Food di Amcham Italy (American Chamber of Commerce in Italy) presieduto da Dario Baroni, managing director diMcDonald's Italiae coordinato da Antonio Faraldi managing director & partner di Bcg.

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L'idea di fondo del lavoro portato avanti del gruppo di lavoro della Amcham Italy (del quale fanno parte oltre 20 aziende di ogni dimensione che si occupano a vario titolo di cibo) è che sia necessario provare a valorizzare la filiera del food allargata mediante un cambio di paradigma suggerito dalle nuove frontiere dell'economia circolare, delle energie rinnovabili e della sostenibilità come chiave di competitività per le imprese.

«Garantire la transizione verso una reale economia circolare – si legge nelle proposte del White Paper – stimolando una corretta gestione dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata, può consentire di guardare al rifiuto come a una risorsa che può avere una seconda vita. In secondo luogo, bisogna sostenere l'autoproduzione da energie rinnovabili sia in ottica di sostenibilità ambientale che di riduzione dalla dipendenza da energie fossili in particolare incentivando gli investimenti in infrastrutture per l'autoproduzione e la cattura di carbonio e favorendo la creazione di accordi virtuosi pubblico/privato anche in vista delle risorse Pnrr.Infine, in un'ottica di sostenibilità e per superare il vincolo delle dimensioni ridotte delle imprese, è necessario rafforzare il modello di collaborazione di filiera soprattutto nell'ottica di favorire gli investimenti in Ricerca & Sviluppo».

«L'obiettivo di questo Gruppo di Lavoro – è il commento del presidente del Gruppo nonché ad di McDonald's Italia, Dario Baroni – è valorizzare la filiera agroalimentare lunga, composta da agricoltura, industria di trasformazione, packaging, logistica, distribuzione e ristorazione. Infatti, attraverso questo White Paper, suggeriamo ai decisori di adottare un cambio di paradigma che consenta di estendere la sua visione fino a includere ogni singolo attore della catena del valore. Oltre ad essere cruciale per la competitività italiana a livello economico e strategico, la filiera lunga riveste un ruolo sociale di primaria importanza, che valorizza la posizione del consumatore e del momento di consumo, fondamentali per il sostentamento dell'intera filiera».

«A partire da febbraio 2020 – aggiunge il Consigliere Delegato AmCham Italy, Simone Crolla - la pandemia Covid-19 ha spazzato molte delle certezze che sembravano reggere le sorti delle nostre economie, rivelando criticità e falle nel funzionamento delle grandi catene del valore. L'ecosistema del mondo food sta vivendo una stagione di profondi cambiamenti che necessitano non solo di trasformazioni nei modelli di business, ma anche di provvedimenti che favoriscano una maggiore competitività di un comparto di grande importanza per l'economia italiana, nel quale si sono inseriti anche importanti gruppi americani. Ci auguriamo che questo lavoro possa contribuire a sostenere e incentivare una filiera di fondamentale importanza anche alla luce della sua rilevanza economica e commerciale lungo l'asse transatlantico».

«Volevamo arrivare ad una visione chiara e concreta su come valorizzare ancor di più il sistema agroalimentare – conclude il segretario esecutivo gruppo di lavoro food AmCham Italy e managing director & partner Bcg, Antonio Faraldi –. Ragionando di sistema, dal produttore al consumatore finale, dall'azienda italiana alla corporation americana, l’idea ha preso forma abbastanza rapidamente. Coniugando una vista industriale della filiera lunga con la più grande opportunità a disposizione: non limitarsi a vivere la sostenibilità come un nobile intento, ma farne un motore di competitività».

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