alleanza atlantica

America ed Europa separati in casa

di Riccardo Barlaam


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(© spcollection)

3' di lettura

Le parole pronunciate da Angela Merkel alla Conferenza internazionale sulla sicurezza di Monaco in difesa del multilateralismo e della collaborazione economica tra i paesi testimoniano il sentimento di spaesamento di molti leader europei davanti alla politica isolazionista americana nell'era di Donald Trump.
Gli Stati Uniti sono stati determinanti per sconfiggere i totalitarismi nella Seconda guerra mondiale. Il piano Marshall voluto dagli americani ha sostenuto la ricostruzione economica e democratica del Vecchio Continente e ha accompagnato la nascita dell'Unione europea. L'Europa unita grazie all'alleanza con gli Stati Uniti ha conosciuto settant'anni di assenza di guerre all'interno dei suoi confini. E un lungo periodo di sviluppo per tutti i paesi che hanno preso parte al progetto comunitario dal dopoguerra a oggi.

L'attuale amministrazione americana ha una politica instabile, imprevedibile, come i tweet del suo presidente. I diplomatici europei a Washington, ma anche negli altri consessi internazionali in sede di Nazioni Unite, in questi primi due anni di Trump sono stati costretti a esercizi continui di equilibrismo, veri e propri acrobati dell'arte negoziale, per tentare di tenere insieme i pezzi di un puzzle che perde pezzi. Cercano di difendere un sistema di relazioni internazionali basato su cooperazione e multilateralismo che gli americani, dalla Società delle Nazioni in poi hanno sempre promosso per primi, ma che ora pare non gradiscano più. Al grido di quell'America first di Trump e dell'egemonia Wasp, espressi bene nelle parole del vice presidente Mike Pence, che di quel potere protestante bianco protestante ne è il maggiore rappresentante all'interno nell'amministrazione Trump. Pence alla Conferenza di Monaco non ha fatto una piega davanti alle critiche della leader della prima potenza europea e nel gelo generale dei rappresentanti europei presenti ha ribadito la strategia unilaterale della prima potenza mondiale.

La Nato finora era un dogma. Guai a chi in Europa, dagli anni Sessanta in poi, provasse a metterlo in discussione. Ora è Trump che vuole uscire dall'Alleanza Atlantica. Lo stesso Trump che con un pretesto straccia senza esitazioni il trattato di non proliferazione nucleare, per riprendere a produrre testate nucleari.

Le reti 5G di Huawei sono una minaccia alla sicurezza nazionale usato come scudo, così come tutti gli investimenti cinesi negli Stati Uniti che sanno di occupazione. La stessa Cina che ha avuto una spinta al suo incredibile sviluppo economico negli ultimi 40 anni proprio dalla globalizzazione selvaggia avviata dagli Stati Uniti. Così, poco importa se i cinesi propongono ora 2 miliardi di investimenti per rivedere tutti i dispositivi di sicurezza degli apparati 5G. Poco importa, ancora, se perfino l'agenzia degli 007 britannici certifica che, in realtà, ci sono le garanzie per sistemare le reti 5G cinesi.

Gli americani ballano da soli, vanno avanti per la loro strada pur di ritardare la perdita di un’egemonia economica già scritta. L'ultima trovata dell'amministrazione Trump per recuperare il deficit commerciale con l'Europa è quella di dichiarare le auto straniere minacce per la sicurezza nazionale. Un'automobile trattata alla stregua di un missile nucleare nord coreano.

Merkel dal palco della conferenza sulla sicurezza di Monaco ha ricordato che Bmw, grazie al suo grande stabilimento in South Carolina, è il primo esportatore di auto americane nel mondo. Non capisce perché, la cancelliera tedesca, le Bmw o le Mercedes prodotte in Germania rappresentino un pericolo per la sicurezza americana, mentre non lo sono le stesse auto prodotte negli Usa ed esportate in Europa e in Cina. O forse lo capisce e prova a gridare il suo sdegno a un alleato che non riconosce più.

Nessuno crede più che Trump tuteli gli interessi degli alleati, dicono gli analisti e i diplomatici-acrobati delle cancellerie europee. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov nota non senza piacere “le nuove crepe che si stanno formando e le vecchie crepe che si approfondiscono” nei rapporti transatlantici. E' triste ammetterlo. Ma Europa e Stati Uniti ormai più che alleati appaiono come dei separati in casa. Due coniugi che dopo tanti anni di matrimonio continuano a dividere lo stesso tetto ma, in fondo, non si amano e non si sopportano più.

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