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American Airlines dà in pegno il suo network per fare cassa

La compagnia americana prepara un junk bond da 1,5 miliardi di dollari al tasso del 12%. United offre a garanzia il programma frequent flyer

di Mara Monti

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(Reuters)

La compagnia americana prepara un junk bond da 1,5 miliardi di dollari al tasso del 12%. United offre a garanzia il programma frequent flyer


2' di lettura

Non basteranno gli aiuti di Stato per risollevare le sorti delle compagnie aeree. Finora sono stati elargiti 130 miliardi di dollari di cui solo metà circa dovrà essere restituito, finanziamenti utili per la fase dell’emergenza ma ora per molte compagnie scatta l’allarme default. La lenta ripresa del traffico aereo dopo settimane di chiusura degli aeroporti per evitare il diffondersi del virus potrebbe fare da cuscinetto, ma non essere sufficiente: soltanto per l'Europa, la Iata stima per quest'anno una perdita di 23 miliardi di dollari.

Per fare fronte alle esigenze di liquidità le compagnie aeree provano a fare funding attraverso il mercato, una alternativa agli aiuti di Stato che ha un costo. E' il caso di American Airlines che si appresta ad emettere un junk bond da 1,5 miliardi di dollari con scadenza 2025 e con una cedola del 12 per cento. Nelle settimane del picco del virus i CDS della compagnia statunitense avevano raggiunti livelli da panico, calmierati dal ricorso agli aiuti statali per 4 miliardi di dollari, non sufficienti per il vettore statunitense più indebitato che si trova costretta a ricorrere al mercato a prezzi folli, pagando il doppio degli altri vettori statunitensi.

L'emissione fa parte di un programma di finanziamento dettagliato a cui si aggiungono 500 milioni di dollari di linee di credito a 4 anni con uno spread sul Libor dell’11,65 per cento . A garanzia dei prestiti il vettore è pronto ad offrire i suoi slot, i gates e le rotte del suo network negli Usa, in America Latina ed in Europa.

Come se non bastasse, il bond che non può essere rimborsato prima della scadenza, include ulteriori garanzie nel caso gli asset sottostanti dovessero svalutarsi. Con la ripresa del traffico, le esigenze di cassa di American Airlines a giugno potrebbero scendere a 40 milioni di dollari al giorno, meno della metà dei 100 milioni di aprile.

American Airlines non è la sola compagnia americana ad essere ricorsa al mercato in questo delicato momento: Delta Air Lines ha collocato un bond al tasso del 7% e Jet Blue 750 milioni di dollari con uno spread del 5,25% sul tasso Libor. Lo stesso ha fatto Southwest Airlines che vanta un rating investment grade e per questo non ha avuto difficoltà a collocare un bond da 4 miliardi di dollari.

Tuttavia, le condizioni richieste a garanzia dagli investitori non sempre concordano con quanto offerto dai vettori. United Airlines, ad esempio, ha dovuto annullare una emissione da 2,25 miliardi di dollari garantita da aerei troppo vecchi secondo gli investitori. Ora ci riprova con un nuovo collocamento da 5 miliardi di dollari questa volta coperto dal suo programma frequent flyer.

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