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American Airlines e Virgin scelgono gli aero-taxi

Sempre più compagnie aeree investono nelle nuove modalità di trasporto aereo: finora investiti 9,3 miliardi di dollari in 161 start up

di Mara Monti

L'aero-taxi elettrico di Volocopter

3' di lettura

Il settore del trasporto aereo sta lentamente cambiando pelle andando alla scoperta di nuove modalità di volo a ridotte emissioni di Co2: dai Concorde supersonici dell’americana Boom ordinati da United, agli aero-taxi che American Airlines e Virgin Atlantic vogliono introdurre nelle loro flotta. Velivoli leggeri da pochi passeggeri, utili per collegare gli aeroporti delle grandi città, soffocate dal traffico, gli electric Vertical Take-Off and Landing (eVTOL) hanno riacceso l’interesse dopo i 400 velivoli ordinati dalle due compagnie aeree al produttore inglese Vertical Aerospace grou p, basato a Bristol. Virgin Atlantic è andata oltre non escludendo una partecipazione diretta attraverso la joint venture con Vertical Aerospace. Sulla stessa scia la società di noleggio aeronautico, Avolon Holding che ha investito nel produttore inglese 15 milioni di dollari.

Le compagnie aeree scelgono gli aero-taxi

Vertical Aerospace ha già ricevuto ordini per mille velivoli che corrispondono a 4 miliardi di dollari, secondo quanto comunicato la società, ma non è l’unico nome su cui hanno puntato gli occhi le compagnie aeree. In California, la start up Archer Aviation è stata il target di un investimento di 20 milioni di dollari da parte di United per aero-taxi elettrici di cui il vettore prevede di acquistare fino 200 velivoli.

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Questa futuristica forma di trasporto urbano al momento non ha ancora ottenuto l’autorizzazione al volo dalle rispettive autorità, ma si prevede che potrebbe ottenere il via libera al sorvolo entro il 2024. Nel frattempo, le compagnie aeree fissano il loro campo d’azione perché ritengono che il futuro andrà nella direzione dei velivoli elettrici a zero emissioni di Co2. Gli aer taxi sono progettati per ospitare solo pochi passeggeri (tre o quattro più il pilota), sono più silenziosi degli elicotteri, più agili e privi di emissioni, poiché utilizzano piccoli rotori elettrici. Progettati per effettuare viaggi brevi, hanno un’autonomia di circa 160 chilometri .

Nuovo modello di «hub-and-spoke»

Nel caso di Virgin Atlantic, ad esempio, l’obiettivo è di effettuare collegamenti regionali per chi intende proseguire per voli a lungo raggio: ad esempio, da Cambridge a Londra Heathrow, con l’aero-taxi si impiegano 20 minuti mentre con l’auto una ora e 30 minuti, una riproduzione del modello «hub-and-spoke» con diverse modalità di volo. Benchè l’industria sia ancora allo stato nascente, già si pensa al prossimo step, ovvero la mobilità senza pilota.

Finora investiti 9,3 miliardi di dollari in 161 start up

Secondo un’analisi di TNMT il team di Research & Intelligence di Lufthansa Innovation Hub (LIH), la divisione digital di Lufthansa Group, gli investimenti effettuati nelle 161 start up di advanced air mobility sparse nel mondo ammontano a 9,319 miliardi di dollari con un picco nel 2021 per 4 miliardi di dollari da 1,6 miliardi nel 2020. Al top della lista per fondi raccolti l’americana Joby Aviation con 1,6 miliardi di dollari, seguita dalla tedesca Lilium con 842 milioni di dollari, l’americana Archer Aviation 662 milioni, la tedesca Volocopter 337 milioni, l’Inglese Vertical Aerospace 35 milioni di dollari. Per aree geografiche, la Germania è il paese che ha investito di più nel settore con 1,4 miliardi di dollari seguita dagli Stati Uniti 4,5 miliardi.

Prossimo passo la quotazione in Borsa

Numerose start up hanno già pianificato di quotarsi in Borsa: è il caso di Vertical Aerospace che utilizzerà il reverse merger con Broadstone Acquisition attraverso una Spac che valorizza il merger 2,2 miliardi di dollari. Simile operazione per Archer Aviation, basato a Palo Alto, in California che oltre alla quotazione ha in progetto di effettuare il primo volo nel quarto trimestre di quest’anno e iniziare la commercializzazione del velivolo nel 2022, in collaborazione con il produttore automobilistico Stellantis. C’è chi lo scoglio della Borsa lo ha già superato come Joby Aviation e Lilium mentre nella tedesca Volocopter ha investito l’italiana Atlantia.

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