mephisto waltz

American sniper


2' di lettura

Anche Belzebù non ne può più di queste sniper scappate dal film di Clint Eastwood (2014). Come la corista, una Chris Kyler al femminile, che impallina uno dei più valenti tenori italiani, quel gran simpatico di Vittorio Grigolo, accusandolo di averla toccacciata proprio durante gli inchini, davanti a un pubblico giapponese ignaro e osannante, l’altro giorno, alla tournée del Royal Opera House di Pappano. Quasi all’unisono, Placido Domingo, dopo analoghe accuse quest’estate, da Philadelphia e San Francisco, deve ora cancellare il “Macbeth” al Metropolitan, malgrado il sostegno di Peter Gelb. Dichiarandosi però fiero di essere in grado di cantare ancora, a 78 anni, e di dover rinunciare perché vittima di un me too di vent’anni prima. Oggi i musicisti maschi di successo sono un bel bersaglio, in questo clima sghembo di malvagità a scoppio ritardato, senza possibilità di indagini accurate. Se è vero che “Sfar non puoi la cosa fatta” (Lady Macbeth) o “Factum fieri nequit” (Plauto) è altrettanto vero che neppure Dio, che è onnipotente, potrebbe cancellare una realtà (Sant’Agostino). La realtà quotidiana è però anche un’altra, quando tante cantanti si presentano a colloquio col direttore d’orchestra con mises da locale notturno. Bei tempi quando il pubblico di Billy Wilder, per il primo film americano “The major and the minor” (da noi “Frutto proibito”, 1942) si rotolava dal ridere vedendo una splendida Ginger Rogers difendersi dalle avances cortesi di un arzillo ammiratore, politically incorrect. E che dire di quel diavolo di Toscanini che lasciò centinaia di lettere d’amore (vedi il libro di Harvey Sachs) probabilmente allo scopo di far conoscere ai posteri il catalogo delle sue prodezze amorose? Oggi dichiarazioni inesauribili e deformate vengono diffuse da Associated Press senza controllo, violando diritti fondamentali. Così Daniele Gatti viene rimosso e poi con scuse scagionato dal Concertgebouw di Amsterdam (anche se qui c’è chi ci vede una mandante nostrana), Charles Dutoit licenziato dalla Royal Philharmonic, Bernard Uzar dalla Florida Opera, William Preucil e Massimo La Rosa da Cleveland, James Levine dal Metropolitan. Giustizia? Fake? Troppe le truffe artistiche. Persino il diavolo si arrende

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