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Amianto all’Alfa di Arese, assolti Cantarella e gli ex manager

di Filomena Greco

2' di lettura

Non è la prima sentenza di assoluzione sul caso amianto, né si tratta di pronunciamenti unidirezionali. Il tema dell’amianto nelle fabbriche e delle responsabilità dei massimi vertici aziendali registra un nuovo caso. Questa volta tocca all’ex Alfa Romeo di Arese e ai casi di presunte morti da amianto tra gli anni Settanta e Novanta. Sono stati assolti con formula piena Paolo Cantarella e Giorgio Garuzzo, ex ad e ex presidente di Fiat Auto, accusati di omicidio colposo nel processo per i casi di morte di nove operai. Assolti nel procedimento del tribunale di Milano anche altri 3 imputati, tutti ex manager.

La sentenza emessa oggi dal Trinunale di Milano arriva dopo due anni di processo e una cinquantina di udienze. Il pm Maurizio Ascione aveva chiesto condanne a 3 anni per Cantarella e Garuzzo mentre la richiesta era di 5 anni per l’ex ad di Alfa Romeo Vincenzo Moro. La sentenza del giudice è stata di assoluzione per tutti e 5 gli imputati – insieme a Cantarella e Garuzzo, anche l’ex
presidente di Lancia Industriale spa Pietro Fusaro e l’ex ad di Alfa Lancia Industriale Giovanni Battista Bazzelli – «perché il fatto non sussiste» e «per non aver commesso il fatto», sulle diverse imputazioni.

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Secondo la ricostruzione di pm e Procura gli ex manager, tra gli anni ’70 e gli anni ’90, non avrebbero adottato le necessarie misure di prevenzione per proteggere i lavoratori dal rischio amianto. Dal punto di vista della Difesa, rappresentata per Cantarella, Fusaro e Francione dall’avvocato Giovannandrea Anfora, la linea portata avanti è sempre stata quella di ribadire che nell’Industry dell’auto non ci fosse un rischio amianto conclamato e che negli ambienti di lavoro non c’era dispersione di fibre di amianto

A processo si erano costituiti parte civile, oltre ai familiari di alcuni lavoratori morti, anche la Regione Lombardia, il Comune di Arese,l’Associazione italiana esposti amianto e il sindacato Slai Cobas.

La sentenza sull’ex Alfa Romeo di Arese segue altri casi di assoluzione, sia in primo grado che in appello, a cominciare da Pirelli, dal processo agli ex manager dell’Enel di Turbigo fino al caso Montefibre. Tra i precedenti anche le condanne in primo grado per la vicenda dell’amianto alla ex Olivetti, pronunciata dal Tribunale di Ivrea l’estate scorsa a carico tra gli altri di Carlo De Benedetti, Franco Debenedetti e Corrado Passera. In ogni caso la decisione dei giudici di Milano su Arese non sarà l’ultimo pronunciamento sul tema: in estate è infatti attesa la sentenza del Tribunale di Milano per il caso di Breda Fucine.

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