Per anticipare picchi del Covid

Amministrative: il 3-4 ottobre 12 milioni alle urne per 1.162 comuni

L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci è previsto domenica 17 e lunedì 18 ottobre

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3' di lettura

Domenica 3 e lunedì 4 ottobre oltre 12 milioni di cittadini andranno alle urne per eleggere i sindaci in 1.162 comuni, a cui si aggiungeranno quelli delle regioni a statuto speciale, come il Friuli Venezia Giulia. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha firmato il decreto che cerca di anticipare eventuali picchi del nuovo coronavirus. I contagi, infatti, corrono per effetto delle varianti, anche se per ora tutte le regioni e le province autonome restano bianche. L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci è previsto domenica 17 e lunedì 18 ottobre. La tornata delle amministrative si doveva tenere a marzo, ma è stata spostata per i picchi della seconda ondata di Covid-19 che ha colpito il Paese. la Recrudescenza del virus ha spinto ad andare oltre l’estate, visto che la quinta ondata è prevista a fine ottobre, dopo i ritorni a scuola e negli stadi.

I consigli del Cts per il voto

Il Cts ha consigliato di dotare i seggi elettorali di gel e schermi in plexiglass per evitare il contatto diretto fra elettori e scrutatori. Le schede dovranno essere contate dagli scrutatori indossando i guanti.

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Resta aperta la partita sulle regionali

Resta aperta la partita sulla data per le regionali, quando è previsto il ritorno ai seggi: è il caso di Sicilia e Calabria. É naturalmente probabile un ’election day’ che comprenda quindi anche le amministrative.

Coinvolti 1.162 comuni in tutta Italia

Al voto vanno 1.162 comuni, tra i quali 18 capoluoghi di provincia e 9 Comuni sciolti per fenomeni di condizionamento e infiltrazione di tipo mafioso, per un totale di 12.015.276 elettori. Le sfide principali tra i candidati alla poltrona di primo cittadino a Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli.

Il calendario ha diviso la maggioranza

Si chiude così il calendario per il rinnovo dei vertici amministrativi in autunno, che nelle ultime settimane aveva diviso la maggioranza e con una finestra elettorale ristretta, che andava dal 15 settembre al 15 ottobre, come deliberato dalle Camere. Il Pd aveva spinto per anticipare le urne mettendo al riparo le elezioni dal rischio Covid: un’idea definita “ragionevole” dal Nazareno, che aveva spiegato questo orientamento come una scelta dettata dalla prudenza di fronte all’aumento veloce dei contagi per la variante Delta. E per evitare quindi l’eventualità di ulteriori slittamenti, considerando che il rinnovo dei consigli comunali arriva già con cinque mesi di ritardo. In direzione opposta era andato il leader della Lega, Matteo Salvini, che a margine di un incontro con il premier Mario Draghi aveva stoppato qualsiasi ipotesi di anticipo, spingendo per il 10 ottobre con l’obiettivo di scongiurare «il rischio di liste a ferragosto».

Le sfide principali sfide

Cinque le sfide principali. A Roma la poltrona della sindaca Virginia Raggi (M5S) vede schierati contro la prima cittadina uscente Carlo Calenda (leader di Azione), Roberto Gualtieri (centrosinistra) ed Enrico Michetti (centrodestra). A Milano la poltrona di Giuseppe Sala è insidiata dal candidato del centrodestra, il primario di Pediatria dell’ospedale Fatebenefratelli Luca Bernardo. In corsa anche Mauro Festa, candidato sindaco per Milano del Partito Gay per i diritti Lgbt+ Solidale, Ambientalista, Liberale. Outsider è Gianluigi Paragone, ex parlamentare del Movimento 5 stelle e leader di Italexit, che ha presentato ufficialmente la candidatura a sindaco di Milano nel corso di una conferenza stampa. Gabriele Mariani si presenterà con le liste Milano in Comune e Civica Ambientalista. Nella corsa c’è anche Bianca Tedone per Potere al Popolo. Manca invece il nome del candidato pentastellato. Affollato il parterre dei candidati che a Napoli si contenderanno la successione a Luigi de Magistris. C’è l’ex ministro dell’Università Gaetano Manfredi è il candidato frutto del patto giallorosso (Pd, Movimento 5 Stelle e Leu). Ha confermato la sua candidatura Antonio Bassolino, candidato sindaco a 22 anni da quando ha lasciato la poltrona da sindaco a palazzo San Giacomo, anche dopo l’accordo sul nome di Manfredi. C’è poi Catello Maresca, pm anticamorra che della guerra ai Casalesi ha fatto la sua bandiera, candidato civico che ha attratto le attenzioni del centrodestra. Attenzioni che no ha ricambiato. C’è poi Alessandra Clemente, indicata dal sindaco uscente e l’ex pm arriva Sergio D’Angelo, sostenuto soprattutto da un gruppo di intellettuali. A Torino la sindaca Chiara Appendino non si ripresenterà. Se la vedranno per ora Stefano Lorusso, candidato del centrosinistra, l’imprenditore Paolo Damilano e Valentina Sganga, la pentastellata, capogruppo in comune, che ha vinto le primarie web. A Bologna Fabio Battistini e Matteo Lepore.

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