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Amministrative e referendum: schede, quesiti e preferenze, la guida al voto

Nelle Faq del Viminale domande e risposte sulle modalità di voto, sul rinnovo della tessera elettorale e documenti di identificazione sono validi

Referendum giustizia, Giorgetti: se vanno male è fallimento Paese

6' di lettura

Domenica 12 giugno si voterà per i cinque quesiti referendari abrogativi sulla giustizia, proposti da Radicali e Lega e ammessi dalla Consulta, e per il primo turno delle amministrative che coinvolgeranno 978 Comuni per quasi 9 milioni di elettori: 142 comuni superiori a 15mila abitanti, di cui 26 capiluogo, e 836 pari o inferiori a 15mila abitanti. L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci si terrà domenica 26 giugno. Domande e risposte

ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Dove e come si rinnova la tessera elettorale?

La tessera elettorale che ha esaurito i diciotto spazi per la certificazione del voto si rinnova presso l’ufficio elettorale del comune di residenza. È opportuno provvedere per tempo ed evitare così una concentrazione delle domande nei giorni immediatamente antecedenti ed in quelli della votazione. L’ufficio elettorale resterà aperto dalle ore 9 alle ore 18 nei due giorni antecedenti la data della consultazione e, nel giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni di voto (dalle ore 7 alle ore 23 di domenica 12 giugno).

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Quali sono i documenti di identità da presentare al momento del voto?

I documenti di identità da presentare al momento del voto sono quelli ricompresi in una delle tre seguenti categorie.

- Carta d’identità o altro documento d’identificazione munito di fotografia, rilasciato dalla pubblica amministrazione

- Tessera di riconoscimento rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, purché munita di fotografia e convalidata da un Comando militare

- Tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, purché munita di fotografia

In mancanza di un documento di identificazione idoneo, l’elettore può essere riconosciuto anche con le seguenti modalità:

- da uno dei membri del seggio che conosce personalmente l'elettore e ne attesta l'identità;

- da un altro elettore del comune, noto al seggio e provvisto di documento di riconoscimento;

- dalla ricevuta della richiesta di rilascio della Carta d'identità elettronica (Cie), in quanto munita della fotografia del titolare e dei relativi dati anagrafici

Elettori non deambulanti

Gli elettori non deambulanti iscritti in sezioni elettorali ubicate in edifici non accessibili mediante sedia a ruote, possono votare in qualsiasi altra sezione elettorale del comune allestita in un edificio privo di barriere architettoniche.Tali elettori, per poter votare, devono presentare, oltre alla tessera elettorale, una documentazione dalla quale risulti l’impossibilità o la capacità gravemente ridotta di deambulazione, e cioè una certificazione medica rilasciata dall’azienda sanitaria locale oppure una copia autentica della patente di guida speciale.Il voto è espresso nella cabina appositamente allestita per gli elettori non deambulanti.

Italiani all’estero: come possono votare?

Per le elezioni amministrative non è previsto il voto all'estero per corrispondenza. Gli italiani residenti all'estero possono votare alle elezioni amministrative venendo in Italia a votare presso il comune di iscrizione nelle liste elettorali. I comuni inviano ai nostri connazionali all'estero le cartoline-avviso con l'indicazione della data della votazione.

Cittadini europei in Italia: possono votare?

I cittadini dell’Unione europea residenti in Italia sono equiparati ai cittadini italiani: possono quindi votare nel nostro Paese alle elezioni comunali e circoscrizionali. Purché presentino domanda entro il quarantesimo giorno antecedente la votazione.

Quali sono le modalità di voto?

Le modalità di espressione del voto cambiano in funzione della popolazione dei comuni.

Nei comuni fino a 15mila abitanti si può tracciare un segno sul nominativo del candidato sindaco o sul contrassegno della lista collegata al candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che sulla lista collegata al medesimo candidato sindaco: in ogni caso, il voto viene attribuito sia alla lista di candidati consiglieri che al candidato sindaco collegato. È eletto indaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità di voti si procede ad un turno di ballottaggio domenica 26 giugno tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Nei comuni con più di 15mila abitanti si può:

- tracciare un solo segno sul rettangolo recante il nominativo di un candidato sindaco, senza cioè segnare alcun contrassegno di lista: in questo caso il voto viene attribuito solo al candidato sindaco prescelto

- tracciare un segno solo sul contrassegno di una delle liste oppure tracciare un segno sia sul nominativo del candidato sindaco che su una delle liste collegate al medesimo candidato sindaco: in entrambi i casi il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista collegata

- esprimere un voto disgiunto, tracciando un segno sul nominativo del candidato sindaco e un altro segno su una delle liste ad esso non collegata: in questo caso il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista non collegata.

È eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno); qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare domenica 26 giugno per il ballottaggio tra i due candidati più votati.

All'eventuale turno di ballottaggio il voto si esprime tracciando un segno su uno dei due rettangoli contenenti il nominativo del candidato sindaco prescelto. Le preferenze si esprimono scrivendo negli appositi spazi il cognome (oppure il nome e cognome in caso di omonimia) dei candidati consiglieri comunali della lista votata.

Quanti voti di preferenza si possono esprimere?

Nei comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti si può esprimere una sola preferenza per un candidato consigliere comunale. Nei comuni con almeno 5mila abitanti è possibile esprimere non più di due preferenze per i candidati a consigliere comunale, scrivendone il cognome nelle apposite righe tratteggiate poste al di sotto del contrassegno di lista. In caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza. Le preferenze devono essere manifestate, esclusivamente, per candidati compresi nella lista votata.

Si può accedere in cabina con telefono cellulare?

No. Il telefono cellulare deve essere consegnato ai componenti del seggio prima di entrare nella cabina elettorale.Sono previste sanzioni per coloro i quali non si attengono a tale disposizione.

Nel caso in cui l’elettore si renda conto di avere sbagliato, può sostituire la scheda e ripetere la votazione?

Sì. L’elettore può chiedere al presidente del seggio di sostituire la scheda stessa, potendo esprimere nuovamente il proprio voto. Il presidente gli consegnerà una nuova scheda, inserendo quella sostituita tra le schede deteriorate.

I minori possono accedere nella cabina elettorale con il proprio genitore?

No. L’elettore deve recarsi da solo nella cabina elettorale e non può portare con sé dei minori.

Uno scrutatore, già designato, come può giustificare la sua eventuale assenza?

Con gravi motivi di salute od altro impedimento di analoga gravità appositamente dimostrato con documentazione idonea, che deve essere trasmessa tempestivamente al comune.

Dove fare domanda per essere chiamato come scrutatore?

Per essere designato quale scrutatore occorre essere iscritti nell’apposito Albo degli scrutatori che si tiene in ogni comune. Entro il mese di ottobre di ogni anno il Sindaco, con manifesto da affiggere nell’Albo pretorio del comune e in altri luoghi pubblici, invita gli elettori che desiderano essere inseriti nell’Albo degli scrutatori a farne apposita domanda entro il mese di novembre.

REFERENDUM

Quali sono le denominazioni sintetiche ed i quesiti dei cinque referendum stampati sulle schede?

Referendum n.1 Abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi.

Referendum n.2 - Limitazione delle misure cautelari: abrogazione dell'ultimo inciso dell'art. 274, comma 1, lettera c), codice di procedura penale, in materia di misure cautelari e, segnatamente, di esigenze cautelari, nel processo penale.

Referendum n.3 - Separazione delle funzioni dei magistrati. Abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati.

Referendum n.4 - Partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari. Abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte.

Referendum n.5 - Abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura.

Di che colore sono le schede dei cinque referendum?

Referendum n.1 - rosso

Referendum n.2 - arancione

Referendum n.3 - giallo

Referendum n.4 - grigio

Referendum n.5 - verde

Quale è il quorum affinché i referendum siano validi?

Per la validità del referendum abrogativo l’articolo 75 della Costituzione stabilisce che la proposta soggetta a referendum è approvata se hanno votato la maggioranza (50%+1) degli aventi diritto al voto e se è raggiunta la maggioranza (50%+1) dei voti validamente espressi.

Qual è la procedura di voto per gli italiani residenti all’estero?

Gli italiani residenti all’estero che non hanno optato per il voto in Italia votano per corrispondenza, esprimendo il loro voto su schede che vengono recapitate al loro indirizzo di residenza all’estero.

Come si vota all’estero per corrispondenza?

L’elettore, ricevuto il plico con le schede:

- esprime il proprio voto sulle schede referendarie: il voto è espresso tracciando un segno sulla risposta prescelta e, comunque, nel rettangolo che la contiene

- introduce le schede nella relativa busta piccola e la chiude

- inserisce, nella busta grande affrancata, il tagliando staccato dal certificato elettorale (comprovante l’avvenuto esercizio del diritto di voto) e la busta piccola contenente le schede-

- spedisce, infine, la busta grande al Consolato competente.

Gli Uffici consolari inviano, senza ritardo, all’Ufficio centrale per la circoscrizione Estero le buste comunque pervenute non oltre le ore 16, ora locale, del giovedì antecedente la data stabilita per le votazioni in Italia, unitamente agli elenchi degli elettori ammessi al voto per corrispondenza.

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