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Amministratori concordi sulla richiesta di rinvio a fine anno della Cilas

Subissati da richieste di chiarimenti gli amministratori chiedono un rinvio della scadenza per la presentazione della Cilas dal 25 novembre a fine anno

di Annarita D'Ambrosio

Superbonus, Giorgetti: "Continua per chi non può permettersi ristrutturazioni"

2' di lettura

Superbonus ultimo atto: gli amministratori di condominio, subissati da richieste di chiarimenti, sono concordi nel chiedere un rinvio della scadenza per la presentazione della Cilas dal 25 novembre a fine anno (si veda Il Sole-24Ore di ieri), come sembrano intenzionati a chiedere i parlamentari di Forza Italia. «È una perdita di credibilità nel mondo dei bonus che a cascata riguarderà anche altri interventi» lancia l’allarme il presidente Anaci Francesco Burrelli che precisa: «Se si voleva portare avanti l’obiettivo di un efficientamento energetico serio si doveva predisporre prima un decreto antifrodi e dare chiarezza all’iter sin dall’avvio».

Addio al 110% ma quante spese sul tavolo

E ora? La perdita di fiducia porterà a convocare assemblee condominiali che in molti casi potrebbero deliberare un addio ai lavori non esente però da spese, considerato che ci saranno da pagare studi di fattibilità e tecnici estensori. Il totale degli investimenti per i lavori di efficientamento energetico agevolati dal 110% che ad ottobre hanno interessato, secondo dati Enea,i condomìni italiani sono stati 24,1 miliardi di euro, i cantieri in condominio 40.552. I tecnici stanno pressando gli amministratori per firmare i documenti in relazione ai molti progetti pur deliberati in stato di sospensione per via del fermo delle cessioni, raccontano molti amministratori. I costi vivi e tecnici della Cilas nel caso di annullamento chi li paga? Chi paga gli studi di progettazione preliminare ed esecutiva neppure più detraibili? Domande che nel testo del Dl che approderà in Gazzetta nelle prossime dovrebbero trovare risposta.

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La minaccia di contenzioso

Si confida nel rinvio ma c'è chi è pronto già ad avviare una serie di contenziosi «perché sono stati generati danni precontrattuali inducendo condomìni ad avviare lavori coperti dal credito d’imposta negoziabile». È l’opinione di Luca Ruffino, presidente del Cda di Sifitalia Spa, secondo il quale «le variazioni sostanziali apportate dal Dl rappresentano l’ennesimo oltraggio al mondo condominiale illuso prima, vessato durante, deluso infine».Chiede interventi solleciti Appc, Associazione piccoli proprietari case, il cui presidente Vincenzo Vecchio, insieme al segretario Mario Fiamigi, ha scritto ai gruppi parlamentari. «La proposta - dice Vecchio - di ridurre il 110 al 90% è impraticabile se non accompagnata da correttivi. A carico del contribuente se si lascia lo sconto in fattura attualizzando il credito resta un onere del 30% del costo dell’intervento». Appc lancia la proposta di un prestito ipotecario di 50 anni a tasso zero con una graduazione degli interventi in blocchi». Rinvio al 31 dicembre perchè il condominio «ha bisogno di tempi congrui di programmazione come il sistema delle imprese- concorda infine il presidente di Abiconf Andrea Tolomelli.

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