Lo Stato e i cittadini

Amministrazioni più trasparenti per generare fiducia

di Paolo Gualtieri

(alphaspirit - stock.adobe.com)

3' di lettura

La pandemia ha, almeno in parte, ricostituito la fiducia dei cittadini nello Stato per il ruolo di protezione e di indirizzo svolto nell’emergenza sanitaria e ha messo in evidenza l’importanza della cooperazione tra persone, contribuendo così ad accrescere il senso di appartenenza a una collettività. Tutto ciò è un valore, che, però, può andar perduto rapidamente se l’Amministrazione pubblica, ai suoi vari livelli, non sarà in grado di agire con efficienza ed efficacia per eseguire il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), perno sul quale si fondano le speranze e le attese di un nuovo sviluppo che crei un benessere diffuso e non disuguale. Le riforme e gli investimenti programmati nel Pnrr per essere realizzati richiedono un’azione di indirizzo e di organizzazione e anche una vera e propria attività esecutiva da parte dell’Amministrazione pubblica, la quale non può fallire in questo compito, pena il declino del Paese.

Nel Pnrr vi è un capitolo dedicato a una riforma che è molto importante per accrescere la fiducia delle persone nell’Amministrazione pubblica e che andrebbe ampliata e attuata rapidamente: «Dotare le Pubbliche amministrazioni di un sistema unico di contabilità economico-patrimoniale». Il programma prevede, tra l’altro, di creare un unico insieme di standard contabili, basato su quelli europei, per l’intera Pa italiana e la definizione di un unico piano dei conti per le pubbliche amministrazioni in linea con le migliori pratiche internazionali. Per attuare il progetto sarà realizzato un nuovo sistema informativo a supporto dei processi di contabilità pubblica, chiamato Inlt, che sarà messo a disposizione delle pubbliche amministrazioni dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato e che permetterà di rappresentare i fatti gestionali attraverso un’unica rilevazione che ne mostra i profili finanziario, economico e patrimoniale. Un sistema fondato su un quadro concettuale degli standard contabili, unico per tutta le amministrazioni pubbliche e avanzato sotto il profilo delle conoscenze e delle esperienze internazionali di contabilità, costituisce il presupposto per effettuare comparazioni intertemporali, cioè tra diversi anni, e tra differenti Amministrazioni e perciò crea le condizioni minime di trasparenza dell’attività dell’amministrazione che permettono di esercitare quella che nell’economia finanziaria, con riferimento alle società, è chiamata la disciplina del mercato e che, nel caso delle amministrazioni pubbliche, potrebbe essere definita la disciplina dei cittadini. Affinché sia possibile per la collettività esercitare compiutamente e utilmente il controllo sull’uso delle risorse, e in questo modo disciplinare il comportamento gestionale degli amministratori pubblici, occorre ampliare il progetto già incluso nel Pnrr con tre ulteriori passaggi.

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Estendere l’obbligo per tutte le amministrazioni di redigere bilanci secondo schemi uniformi e di pubblicarli sul web in modo da rendere possibile un’analisi tempestiva dei dati da parte di studiosi, giornalisti e cittadini interessati;

Imporre che i dati di tutte le amministrazioni siano trasmessi tempestivamente al Mef per essere raccolti in un database organizzato per tipologia di servizi e accessibile al pubblico da remoto e interrogabile sulla base di chiavi di lettura informatiche.

Corredare i bilanci con indicatori di performance e di rischio per la collettività, basati su dati di natura strettamente contabile o comunque oggettivamente misurabili, studiati per tipologia di amministrazione, da calcolare e pubblicare obbligatoriamente nei bilanci.

Una tale riforma permetterebbe di vedere riflessi in dati numerici, economico-finanziari e patrimoniali, gli effetti degli atti di ciascuna Amministrazione pubblica e di eseguire comparazioni intertemporali e cross section utili a comprendere gli andamenti per predisporre eventuali interventi correttivi. L’oggettività dei dati contabili imporrebbe un maggior rigore analitico e limiterebbe l’opinabilità dei giudizi sugli atti dell’amministrazione, ferma restando la non esaustività di questo tipo di analisi per l’espressione di un giudizio completo. Soprattutto, però, la riforma consentirebbe di promuovere una effettiva trasparenza dell’azione delle Amministrazioni pubbliche, disciplinando non solo le scelte amministrative, ma anche quelle politiche che le indirizzano e le influenzano, imponendo la ricerca di approvazione e consenso fondati su fatti osservabili e misurabili: in questo modo si accresce la fiducia dei cittadini nello Stato.

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