Gli interventi contro la crisi

Ammortizzatori con lo sconto per cinque settori industriali

Per siderurgia, legno, ceramica, automotive e agroindustria fino al 31 maggio niente contributi addizionali su utilizzo Cig o Fis. Esonero contributivo per le assunzioni dei lavoratori delle aziende in crisi

di Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci

Costo energia, Orlando incontra le parti sociali a Ministero del Lavoro

3' di lettura

Per cinque settori industriali, vale a dire siderurgia, legno, ceramica, automotive, agroindustria (mais, concimi, grano tenero) arriva una nuova iniezione di ammortizzatori “scontati”. Da oggi, fino al 31 maggio, i datori di questi cinque settori - su cui ha maggiore impatto il caro energia e materie prime a causa della guerra in Ucraina-, che sospendono o riducono l’attività, potranno attivare l’ammortizzatore sociale senza pagare i contributi addizionali (per la Cig pari a 9%,12%,15% in base all’utilizzo del sussidio; per il Fis pari al 4% della retribuzione persa).

La novità, dell’ultima ora, è prevista dal decreto legge 21 del 2022, pubblicato il 21 marzo sulla Gazzetta ufficiale n. 67. Il governo ha messo sul piatto altre 34,4 milioni quest’anno, 5,3 milioni per il 2024. Secondo la relazione tecnica allegata al provvedimento, si stima una richiesta di oltre 45 milioni di ore di ammortizzatore, per un tiraggio medio ipotizzato del 50%.

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Il decreto 21 ha confermato poi per tutte le imprese industriali e delle costruzioni nuove 26 settimane di Cig fino al 31 dicembre, ma solo se hanno esaurito i contatori di durata massima del sussidio (generalmente 24 mesi nel quinquennio mobile). La disposizione prevede un limite di spesa pari a 150 milioni di euro quest’anno, superato il quale l’Inps non potrà più prendere in considerazioni nuove richieste. Sempre secondo la relazione tecnica, si stimano 106mila lavoratori dipendenti potenzialmente interessati da questa norma, con una integrazione media di 3 mesi e 40 ore mensili fruite (il tiraggio, di solito, si attesta per queste aziende intorno al 50% delle ore autorizzate dall’Inps), una retribuzione oraria di 12,7 euro ed una prestazione oraria di 7,6 euro. La relazione tecnica ricorda come la normativa vigente consente la possibilità di autorizzare in deroga ai limiti di durata periodi di cassa integrazione straordinaria per 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 (ad oggi sono state presentate per tale ultima fattispecie 7 domande per complessivi 445 lavoratori).

LE ATTIVITÀ DEL TERZIARIO CHE POTRANNO PROROGARE IL FIS
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La terza novità in materia di integrazione salariale, riguarda una fetta del terziario (turismo, ristorazione, attività ricreative), come è stato annunciato giovedì dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, alle parti sociali. Le imprese che occupano fino a 15 dipendenti di questi settori che non possono più ricorrere all’assegno di integrazione salariale per esaurimento dei limiti di durata del Fis, potranno contare su ulteriori otto settimane fino al 31 dicembre nel limite di spesa di 77,5 milioni di euro per il 2022. Sulla base dei dati delle ore utilizzate negli anni 2020 e 2021, la relazione tecnica stima per il 2022 nei settori del terziario interessati 7,2 milioni di ore in deroga con una retribuzione media oraria di 11,7 euro e una prestazione media oraria di 6,9 euro.

Sempre in ragione della particolare situazione di crisi aggravata dal conflitto russo ucraino, è previsto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali (nel limite di 6mila euro annui per il triennio) per le imprese che assumono con contratto a tempo indeterminato i lavoratori licenziati nei sei mesi precedenti per riduzione di personale da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale preso il Mise (o lavoratori impiegati in rami di azienda oggetto di trasferimento da parte delle imprese suddette): la relazione tecnica stima il bonus per una platea di 2mila lavoratori.

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