Traduzione CURATA dA Elena Loewenthal

Amos Oz, scrivere sotto il vulcano. Inedito del grande autore israeliano

di Amos Oz

1' di lettura

Immaginatevi un minuscolo villaggio alle pendici di un vulcano che sta per eruttare. Il vulcano trema e sussulta per tutta la notte, sputa fumo e lapilli, brontola e ruggisce, e di tanto in tanto fa rotolare dei massi incandescenti fin giù in paese. Qui in paese c'è una donna che non chiude occhio per tutta la notte, non perché abbia paura del vulcano ma perché nella stanza accanto sente il figlio sedicenne che si rigira nel letto: neanche lui riesce a prendere sonno. E neanche lui per paura del vulcano, bensì per colpa delle torbide fantasie che nutre nei confronti della vedova che abita giù, in fondo alla strada.

Anche la vedova, dal canto suo, non dorme, ma ancora una volta non per paura del vulcano: è che sua figlia si vede con un uomo, un attempato politicante che ha il doppio dei suoi anni […]. E ora, provate a immaginare che in quel villaggio alle pendici del vulcano, oltre alla vedova e a sua figlia, oltre all'adolescente e all'attempato politicante di cui è invaghita la figlia della vedova, vive anche uno scrittore. Che cosa farà dunque questo scrittore, nelle notti illuminate soltanto dai bagliori del vulcano? […]

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