attività marittima

Ampliamento di Fincantieri a Genova: previsto un mega bacino

di Raoul de Forcade


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3' di lettura

Via libera, dopo 10 anni di impasse, all’ampliamento verso mare dello stabilimento Fincantieri di Genova Sestri Ponente. Ieri il governatore della Liguria, Giovanni Toti, ha annunciato l’approvazione dello schema di progetto definitivo del cosiddetto “ribaltamento a mare”, dopo le modifiche apportate per limitare gli impatti sulle attività industriali esistenti.

La decisione è emersa dalla riunione di un tavolo tecnico- politico, al quale hanno preso parte, tra gli altri, il presidente di Regione Liguria, il sindaco di Genova, Marco Bucci, e i tecnici di Fincantieri, Eni-Porto Petroli, Ferrovie, Autorità di Sistema Portuale, Marina Aeroporto, Capitaneria, Corpo Piloti.

Il progetto del ribaltamento risale al 2009 e inizialmente stimava un costo di circa 80 milioni di euro. Successivamente è stato aggiornato e ora varrebbe circa 300 milioni. A renderne complicato l’avvio è stata anche la vicinanza del cantiere con altri siti industriali. Il precedente layout, infatti, andava a interferire con le attività del Porto petroli e di Marina Aeroporto (scalo turistico per yacht).

Il nuovo layout dell’ampliamento, spiega una nota della Regione, «contempla le necessità di sviluppo di Fincantieri», garantendo la sua continuità operativa e «riduce al minimo le possibili interferenze» con le altre realtà industriali presenti nel bacino di Sestri Ponente. «Una soluzione condivisa – sottolinea la nota - che si è raggiunta grazie al contributo di tutti i componenti del tavolo tecnico» e che porterà all’avvio dei lavori, ha detto Toti, «entro la fine del 2019, grazie anche alle leggi speciali e ai poteri commissariali che vigono sul porto».


Il nuovo piano prevede che le attività di ampliamento vengano realizzate per fasi e, come richiesto sia da Bucci che da Toti, in simultanea, secondo quanto già sperimentato in questi mesi per la demolizione e ricostruzione del viadotto Morandi. La road map definita ha, come obiettivo, quello di avere il nuovo bacino operativo per il secondo semestre 2024, in linea con i piani industriali presentati da Fincantieri.

L’ampliamento del cantiere di Sestri Ponente dà l’opportunità di costruire navi da oltre 170mila tonnellate in un bacino di 400 metri, prevedendo lo spostamento a monte della ferrovia che oggi taglia in due lo stabilimento nonché la ricostruzione delle officine di prefabbricazione, in modo da renderle tecnologicamente più avanzate.

Il progetto è stato suddiviso in lotti e prevede anche la sistemazione idraulica del rio Molinassi. Nel corso della riunione è stato deciso di costituire immediatamente una cabina di regia che, attraverso due gruppi tecnici di lavoro, garantirà il procedere del cronoprogramma.

«Dopo tanto lavoro - ha detto Toti - si è giunti finalmente a un momento di sintesi e di equilibrio nell’area, senza danneggiare nessuno. Questa è una delle opere che riteniamo in assoluto più qualificanti tra gli interventi portuali e grazie alla disponibilità di tutti i soggetti interessati si è potuti finalmente arrivare ad una mediazione architettonica e politica. Adesso si tratta di mettere tutte le azioni in fila e farlo in fretta».

«Si potrà quindi costruire – ha proseguito il governatore - un grande bacino in grado di lavorare su mega navi da crociera. Questo consentirà di costruire, già dal 2024, le navi più grandi e di fare del cantiere di Sestri uno dei poli di costruzione navale più importanti del Mediterraneo, dove occupare una forza lavoro di molte migliaia di unità».

Venerdì scorso l’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, aveva detto, riguardo all’ampliamento di Sestri: «Speriamo di partire con le prime opere già entro settembre. Abbiamo un progetto che non interferisce con nessuno, più di così non potevamo fare. Vorrei ultimare i lavori del ribaltamento in tempo per costruire le navi più grandi a Genova». Quello di Sestri, ha concluso, sarà il «bacino più grande di Fincantieri», ma quello principale «resterà a
Monfalcone».

Soddisfatto dell’accordo raggiunto anche Bucci, che ha sottolineato «la positività di una soluzione molto intelligente, individuata grazie anche a Fincantieri, alla Capitaneria di porto e ai Piloti, per la cui attuazione serve la collaborazione di tutti, in quanto si tratta dello stesso tipo di urgenza del ponte Morandi, anche se non nata da un evento negativo».

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