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Amsterdam vietata alle auto benzina e diesel dal 2030

di G.Me.

Auto elettrica: partenza in ritardo, vendite raddoppiano


2' di lettura

Amsterdam vuole mettere al bando le auto alimentate a benzina e diesel entro il 2030. La rivoluzionaria proposta rientra nell’«Actieplan Schone Lucht», il Piano di azione per l’aria pulita presentato giovedì dalla Giunta comunale guidata dalla Verde Femke Halsema, prima donna sindaco della città in carica dal luglio scorso. Il divieto riguarderà l’area all’interno della tangenziale A10, l’anello che circonda la metropoli olandese.

Si tratterà di una transizione graduale: lo stop scatterà nel 2020 per i veicoli diesel di età superiore ai 15 anni e poi sarà via via esteso a tutti gli altri. Dal 2022 gli autobus pubblici e privati dovranno essere a emissioni zero. Infine, nel 2030 tutte le auto diesel e a benzina saranno soggette al divieto. Il piano presentato dalla giunta deve essere approvato dal consiglio comunale e nel frattempo sarà sottoposto a una consultazione pubblica. La città avrà bisogno di almeno 16mila punti di ricarica elettrici entro il 2025 per consentire la transizione ecologica. Attualmente ce ne sono circa 3.000. Saranno messi a disposizioni sussidi e sovvenzioni per favorire il cambio di vettura da parte dei cittadini.

«L'inquinamento è spesso un assassino silenzioso ed è uno dei maggiori rischi per la salute ad Amsterdam», ha dichiarato l'assessore al Traffico della città, Sharon Dijksma, nel presentare l’ambizioso piano.

Nonostante l'uso massiccio delle biciclette nei centri urbani olandesi, l'inquinamento atmosferico nei Paesi Bassi supera in diversi casi i limiti europei, a causa del traffico intenso di città come Amsterdam e Rotterdam, pur essendo ben inferiore ai livelli medi della Pianura Padana, penalizzata dalle condizioni atmosferiche.
Il ministero della Salute ha avvertito che gli attuali livelli di emissioni di biossido di azoto e di polveri sottili possono favorire le malattie respiratorie e ridurre l’aspettativa di vita.

Amsterdam fa da battistrada, ma non è certo un’eccezione in Europa. A Milano lo scorso febbraio è entrata in vigore l’area B, con l’obiettivo di chiudere tutta l’area entro la circonvallazione esterna ai veicoli diesel entro l’ottobre 2030. Il sindaco di Roma Virginia Raggi ha annunciato che dal 2024 il centro della capitale sarà off-limits per tutti i veicoli a gasolio.

A Londra l’8 aprile scorso è entrata in vigore una nuova congestion charge, una tassa di accesso al centro cittadino di 11,50 sterline (che salgono a 14 se viene pagata dopo). Da quando è stata introdotto la prima volta nel 2003, la tassa ha fatto diminuire drasticamente il numero di veicoli che entrano in città.

Anche Parigi non sta a guardare. Il sindaco Anne Hidalgo ha dato una forte impronta ecologista, vietando le auto prodotte prima del 1997 dal centro città nei giorni feriali. Dall’ottobre scorso, la prima domenica del mese è vietata alle auto in centro dalle 10 alle 18. Dalla prossima estate le auto diesel immatricolate prima del 31 dicembre 2000 non potranno circolare nella Grande Parigi, un’area con 5,6 milioni di abitanti.

A Oslo hanno un obiettivo ancora più ambizioso: eliminare le auto dal centro città entro... il 2020, cioè domani. Per preparare il terreno, dall’inizio dell’anno l’amministrazione comunale ha rimosso ben 700 posti auto dal centro, rimpiazzandoli con parcheggi per bici, panchine e aiuole.

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