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Amundi fuori dal coro, vede il Pil mondiale in crescita del 3% nel 2020

La società leader in Europa nel risparmio gestito resta ottimista sul futuro dell'economia globale, perche' ritiene che i contraccolpi del coronavirus rientreranno in tempi non troppo lunghi. Per questo la società di investimenti ha tagliato le sue stime solo dello 0,2%

di Eleonora Micheli

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La società leader in Europa nel risparmio gestito resta ottimista sul futuro dell'economia globale, perche' ritiene che i contraccolpi del coronavirus rientreranno in tempi non troppo lunghi. Per questo la società di investimenti ha tagliato le sue stime solo dello 0,2%


4' di lettura

Amundi , la società leader in Europa nel settore del risparmio gestito, rimane ottimista per l'economia mondiale, nonostante la diffusione del coronavirus in tutto il mondo. La sgr, proprio nel giorno in cui anche l'Ocse ha dato una decisa sforbiciata alle previsioni sul pil mondiale, dal 2,9% al 2,4%, non escludendo però che la crescita si fermi solamente all'1,5%, consiglia di mantenere i nervi saldi sia nel tracciare le previsioni, sia nel decidere le strategie di investimento. Per Amundi il pil mondiale quest'anno rallenterà per l'emergenza sanitaria, ma comunque vanterà un rialzo del 3%, beneficiando degli interventi di Governi e banche centrali.

La situazione si stabilizzerà scongiurando shock di lunga durata
«Lo choc potrebbe rivelarsi più forte nel breve periodo, ma restiamo dell'idea che la situazione ad un certo punto, nei prossimi mesi, si stabilizzerà, portando a un successivo recupero, senza uno shock di lunga durata per la crescita potenziale», hanno commentato Pascal Blanqué, il chief investment officer, e Vincent Mortier, deputy Chief Investment Officer di Amundi, secondo i quali governi e banche centrali interverranno per combattere ogni ulteriore deterioramento delle prospettive economiche. Nel dettaglio per la società di investimento la crescita globale del 2020 si attesterà al 3%, stima rivista solo di poco rispetto al precedente +3,2%.

Più in particolare secondo gli esperti di Amundi, in Cina la situazione tornerà pian piano alla normalità, anche grazie a misure monetarie e fiscali massicce. Invece la regione più colpita al di fuori dell'Asia potrebbe essere l'Europa, a causa della sua esposizione al commercio globale, oltre che dell’economia che si era già rivelata debole nel quarto trimestre del 2019. «Le attuali previsioni (circa 1% per quest'anno) presentano un certo rischio di ribasso, in funzione dell'evoluzione del contagio nei Paesi della Ue, con l'Italia che ad oggi è il Paese più colpito». Gli Stati Uniti registreranno una decelerazione del pil rispetto al 2019, ma alla fine l’economia Usa, secondo Amundi, reggerà bene, grazie a una domanda interna 'resiliente'. Invece le conseguenze si faranno sentire in alcuni Paesi legati alla catena di approvvigionamento della Cina (Cambogia, Vietnam, Corea, Tailandia) o fortemente dipendenti dalle esportazioni di metalli (Cile, Perù, Sudafrica).

Nel breve periodo privilegiare liquidità, ma poi tornare a investire
Gli esperti di Amundi in un report dal titolo 'Quando la visione diventa sfocata, attenersi alle convinzioni principali', hanno dettato la linea anche in tema di investimenti, partendo dal presupposto che la performance dei mercati finanziari sia dettata da una reazione emotiva esagerata. Insomma per la società di gestione del risparmio, nel breve periodo è preferibile privilegiare la liquidità, anche per poi utilizzarla al momento giusto, quando il mercato rimbalzerà. Inizialmente è consigliabile, dunque, ridurre l'esposizione al rischio e aumentare le coperture per proteggere i portafogli degli investitori. «Siamo diventati più cauti sulle azioni europee e statunitensi e siamo passati a una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti», hanno spiegato gli esperti di Amundi, aggiungendo che, al di là di questa visione tattica, «crediamo che il coronavirus possa fornire opportunità per mettere in atto le nostre convinzioni di investimento». Convinzioni che perseguono titoli ciclici soprattutto quelli 'value' rispetto a quelli growth, in particolare nel mercato azionario europeo. Sul fronte obbligazionario, ci potrebbe essere una riscoperta di titoli di Stato ad alto rendimento come quelli dei mercati emergenti, o anche quelli italiani.

Società value europee sono da tenere d'occhio
A livello di investimenti, nell'immediato è bene fare i conti con il fatto che la fiducia sui mercati è diminuita. In un'ottica di medio-luneo periodo, però, la mossa migliore potrebbe essere quella di mantenere la barra dritta, sfruttando proprio le «reazioni esagerate dei mercati». Così gli esperti di Amundi consigliano di sfruttare le debolezze delle Borse, tenendo d’occhio soprattutto le azioni cicliche così dette ‘value’ in Europa. Azioni che erano già attraenti prima dell’emergenza sanitaria e che «adesso lo sono ancora di più». Potrebbero crearsi interessanti occasioni di acquisto anche per le azioni quotate sui mercati emergenti, puntando soprattutto su quelle di Paesi che registrano una forte domanda interna e che sono meno esposti alle vulnerabilità esterne. Potrebbero inoltre diventare interessanti anche le valute dei mercati emergenti.

Nel lungo periodo sotto osservazione anche Btp italiani e immobili
Gli esperti ricordano anche che il basso rendimento dei titoli di stato considerati porti sicuri, come gli stessi treasury americani, potrebbe alla fine incoraggiare di nuovo la corsa agli asset più rischiosi, ossia alle azioni, oltre che a titoli più redditizi, come quelli italiani. Sul fronte dei bond societari, sono posizionate meglio le aziende Investment Grade, peggio quelle High Yield, anche se si creeranno possibili opportunità di ingresso man mano che la situazione si normalizzerà. Per altro, hanno rimarcato gli esperti di Amundi, «non dobbiamo sottovalutare il fatto che se la situazione peggiorasse ulteriormente, le banche centrali e i governi potrebbero aumentare gli stimoli monetari e fiscali, perpetuando il detto che tanto peggio è tanto meglio». Infine per Amundi non è da escludere che saliranno le quotazioni degli immobili: il coronavirus, in effetti sta accentuando la deglobalizzazione, che a sua volta sta spingendo la domanda di asset immobiliari sulla base del fatto che forniscono una significativa diversificazione geografica su scala internazionale.
(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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