scontro sulle banchine

Anac “cancella” il presidente del porto di Trieste. D’Agostino annuncia ricorso

L’Autorità anticorruzione dichiara Zeno D’Agostino, in carica dal 2016, decaduto dalla presidenza dell’Adsp per inconferibilità dell’incarico. Sia lui che il ministero dei Trasporti ricorreranno al Tar chiedendo la sospensiva.

di Raoul de Forcade

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(Imagoeconomica)

L’Autorità anticorruzione dichiara Zeno D’Agostino, in carica dal 2016, decaduto dalla presidenza dell’Adsp per inconferibilità dell’incarico. Sia lui che il ministero dei Trasporti ricorreranno al Tar chiedendo la sospensiva.


4' di lettura

L’Autorità nazionale anticorruzione ha dichiarato decaduto, per inconferibilità dell’incarico, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale, Zeno D’Agostino, in carica, peraltro, dal 2016. E D’Agostino ha risposto a stretto giro: «Presenterò ricorso al Tar lunedì (8 giugno, ndr) e chiederò la sospensiva: vedremo se la daranno».

Anche il ministero delle Infrastrutture e trasporti impugnerà davanti al Tar del Lazio la sentenza dell’Anac: lo ha reso noto il prefetto di Trieste, Valerio Valenti. Questi, si legge nel verbale dell’incontro, «ha avuto modo di contattare il capo di gabinetto» del dicastero il quale «ha rappresentato che il ministero provvederà a impugnare la decisione davanti al Tar del Lazio, chiedendo l’immediata sospensiva del provvedimento Anac».

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Il ministero, inoltre, è riportato sempre nel verbale, «provvederà tempestivamente alla nomina di un commissario per garantire la continuità dell'azione amministrative dell'Authority».

La vicenda è una di quelle in cui pare che la forza della burocrazia sia capace di abbattere qualsiasi ostacolo, in particolare il buonsenso. L’Anac ha dichiarato decaduto D’Agostino da presidente dell’Adsp di Trieste ritenendo inconferibile la carica, poiché, quando è stato designato all’Authority, era già presidente della società Trieste terminal passeggeri, di cui il porto di Trieste detiene il 40% (il restante 60% è in capo a privati).

La sentenza risale al 16 marzo scorso ma è stata notificata soltanto il 4 giugno e contiene elementi di retroattività. Il che rende nulla, in mancanza di interventi amministrativi ad hoc, tutta l’attività portuale, dal momento del conferimento dell'incarico di presidente dell’Autorità, nel novembre 2016.

La nomima

D’Agostino è stato nominato commissario dell’Authrity nel febbraio 2015. Per statuto, spetta all’Autorità la nomina del presidente di Ttp e, all’epoca, fu nominato lo stesso D’Agostino, proprio in quanto commissario. Questa carica è stata mantenuta fino alla sua nomina, nel 2016, da parte dell’allora ministro Graziano Delrio, a presidente dell’Autorità di sistema e anche dopo.

Poiché l'Anac ha stabilito, dopo ben quattro anni, che l’ultima carica acquisita non poteva essere conferita ab origine, è stata sentenziata la decadenza dalla presidenza dell’Adsp. E questo nonostante la carica di presidente di Tpt fosse, spiegano all’Adsp, solo formale (oltre che non retribuita) e non gestionale, anche perché svolta in presenza di due amministratori delegati.


Porto in crescita

È bene ricordare, in ogni caso, che sotto la guida commissariale e poi la presidenza di D’Agostino (che si sarebbe conclusa naturalmente nel novembre 2021) il porto di Trieste ha segnato una notevole crescita, divenendo il primo scalo italiano quanto tonnellaggio complessivo (salito dai 57 milioni di tonnellate annuali del 2015 ai 61,9 milioni del 2019) e quanto a traffico ferroviario (con i treni movimentanti saliti da 5.980 l’anno nel 2015 a 9.771 nel 2019).

«Ieri (il 4 giugno, ndr) – ha spiegato D’Agostino a un’emittente televisiva triestina - ho deciso di dare le dimissioni dalla presidenza di Ttp, che avevo assunto a compenso zero, rispetto a un compenso importante che veniva percepito in precedenza. Non avendo alcuna responsabilità, avevo ritenuto che non avesse senso un compenso».

Il senso della legge che prevede la inconferibilità, ha aggiunto, «è che qualcuno non approfitti della posizione», come ad esempio diventare anche presidente dell’Adsp, «ma nel mio caso, ero già commissario del porto già da quasi due anni».

Necessaria sanatoria

In merito al lavoro svolto in questi anni e di fatto vanificato dalla sentenza, D’Agostino ha sottolineato che l’Anac «sa come gestire una sorta di sanatoria di quanto fatto; d’altronde ci sono state centinaia di assunzioni, ci mancherebbe che saltassero».

«Dal punto di vista personale – ha detto il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza - ritengo quella dell’Anac una decisione folle. Ma sto lavorando affinché D’Agostino possa rimanere alla guida dell’Authority in qualità di commissario». L’intenzione del Governo, però, come si è visto, è di nominare qualcun altro per l’incarico commissariale, facendo ricorso contro la sentenza dell’Anac.

Portuali in piazza

I portuali dello scalo di Trieste, da parte loro, sono scesi in piazza per difendere il presidente dell’Adsp. Un centinaio i lavoratori si è posto in assemblea permanente davanti al varco quarto dell’ingresso del Molo VII. «Resteremo qui – hanno detto - fin quando Zeno D’Agostino non tornerà come presidente».

Una delegazione è stata ricevuta dal prefetto Valenti e i sindacati hanno manifestato solidarietà ai lavoratori. «La sentenza dell’Anac – ha detto il segretario provinciale dell’Usb, Sasha Colautti - è una sentenza politica che mette in discussione il valore e la strategicità del porto di Trieste». E Marco Rebez, della Uiltrasporti, ha aggiunto: «È impensabile bloccare il Porto di Trieste».

I portuali sono stati raggiunti dall’assessore regionale alle autonomie locali e funzione pubblica, Pierpaolo Roberti, il quale ha auspicato che D’Agostino «ritorni presidente apprezzato per quello che ha fatto. Tuttavia, se il commissariamento è una possibilità, per me va bene purché tutto venga sanato, messo a posto e da domani si continui a lavorare».

Al termine dell’incontro tra delegazione dei portuali, sindacati e prefetto Valenti, durante il quale è stato interpellato il presidente dell’Anac, Francesco Merloni, Rebez ha affermato: «Ci è stato assicurato che verranno garantiti tutti gli atti siglati da D'Agostino come presidente Adsp. Per noi - ha sottolineato il segretario provinciale della Uiltrasporti - questo è un punto fondamentale». Lo sciopero a oltranza è quindi stato sospeso.

L’intervento del ministero

Dal meeting è anche emerso il verbale in cui si dice che il prefetto ha contattato e il capo di gabinetto dei Trasporti, che ha confermato che «il ministero provvederà a impugnare la decisione davanti al Tar del Lazio», chiedendo la sospensiva del provvedimento di Anac.

Inoltre il ministero, recita il verbale, «provvederà tempestivamente alla nomina di un commissario per garantire la continuità dell’azione amministrativa dell’Authority e la conclusione di tutti i procedimenti in atto, in attesa della sospensiva prevista nel giro di qualche giorno».

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