II quadrimestre 2020

Anac, gare pubbliche in ripresa. Rispetto al pre Covid +4,1%

Per il presidente Giuseppe Busia «dobbiamo e possiamo fare di più per rendere tutta la filiera degli appalti più snella e trasparente, efficiente ed efficace soprattutto in vista del Recovery plan»

di Nicola Barone

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Il presidente dell’Anac Giuseppe Busia (Imagoeconomica)

2' di lettura

È tornato in positivo nel secondo quadrimestre 2020 il mercato dei contratti pubblici, dopo la flessione del primo quadrimestre dovuta all’emergenza sanitaria, con numeri superiori a quelli del periodo pre Covid, sia in termini di gare sia di valore economico. Questo è quanto si evince dal rapporto dell’Autorità nazionale anticorruzione sulle procedure di affidamento perfezionate di importo pari o superiore a 40mila euro nel periodo maggio-agosto 2020. Ammontano a 52.808 le procedure di gara per un importo complessivo a base d’asta di 65,4 miliardi euro: l’aumento è del 4,1% in termini di gare e del 2,8% come valore economico sullo stesso quadrimestre del 2019.

Busia: fare di più, digitalizzare tutta la filiera

Secondo il presidente dell’Anac Giuseppe Busia «l’analisi congiunturale del mercato dei contratti pubblici dimostra che dopo il calo del primo quadrimestre 2020 dovuto alla prima ondata di Covid-19 vi sia stata una ripresa del settore, ripresa che l’Autorità ha sostenuto ed accompagnato sia con i provvedimenti ad hoc, sia fornendo continuamente alle pubbliche amministrazione indicazioni su come operare nell’emergenza utilizzando al meglio le norme già contenute nel Codice dei contratti». Ora, aggiunge Busia, «dobbiamo e possiamo fare di più per rendere tutta la filiera degli appalti più snella e trasparente, efficiente ed efficace soprattutto in vista del Recovery plan, semplificandola con la digitalizzazione ed una valorizzazione e condivisione della Banca dati nazionale dei contratti pubblici. Un investimento per le future generazioni».

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IL RAPPORTO

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In cima i settori speciali

Dal rapporto dell’Anac - anticipato dal Sole 24 Ore - emerge che l’incremento in valore maggiore si è avuto nei settori speciali, con un +5%, anche a fronte di una diminuzione del numero di gare calate del 10,1%, indice del fatto che sono state bandite meno gare ma di importi più significativi. Quanto alla tipologia di contratto (lavori, servizi, forniture), l’Anac ha registrato un calo vistoso nei servizi, con un -40,5% del valore, ampiamente compensato dall’ingente aumento del 71,3% nei lavori (dovuto esclusivamente ad una serie di gare nei settori speciali) e dal +10,2% nelle forniture.

Confermato incremento delle procedure “derogatorie”

Per la scelta del contraente si conferma un incremento delle procedure “derogatorie” (affidamenti diretti, negoziata senza bando) dovuto probabilmente anche ai primi effetti del Dl 76/2020 “Semplificazione”, entrato in vigore a metà luglio 2020.Secondo i dati comunicati dagli osservatori regionali, la Regione che ha bandito più gare è la Lombardia, con 6.248 CIG, seguita da Veneto ed Emilia Romagna. Se si guarda al valore economico, la classifica vede in testa ancora la Lombardia con 5,4 mld di euro, seguita da Lazio e Veneto.


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