VACANZE DI LUSSO IN ITALIA/3

Anacapri, il dolce ed esclusivo ritiro dei vip immerso nell’arte

Al Capri Palace, il 5 stelle amato dalle star appena passato al fondo londinese Centricus, si respira sempre l’atmosfera autentica creata da Tonino Cacace che ne ha fatto uno dei miglior hotel di charme in Europa

di Sara Magro


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La vista dal Capri Palace, su uno degli angoli più belli ed esclusivi d’Italia

3' di lettura

No Bradley Cooper purtroppo non c'era. È andato almeno tre volte. Un habitué, ma stavolta, non si è visto! Chi va ad Anacapri non è comunque a caccia di star o di scoop ma per godersi una parentesi di Dolce Vita italiana, quell'atmosfera che come la Saudade portoghese, caratterizza un luogo, gli dà un'anima e un mood.

Senza piazzetta, sfilate né paparazzi, Anacapri è sempre stata il luogo del ritiro, da Tiberio che aveva lì una delle sue 12 ville, all'economista svedese Gunnar Adler-Karlsson che tuttora vive all'estremità dell'isola, circondato dal suo parco filosofico affacciato sul mare e ai suoi tramonti spettacolari, a due passi dalla trattoria preferita di molti - “Da Gelsomina” – dove si cena leccandosi le dita e guardando il luccichio sull'acqua. Difficile dimenticare persino il rosè così così che ti versano nel bicchiere come fosse blanc de blanc!

Anacapri non ha mai ambito alla vocazione mondana di Capri – mi raccontano – ma poi l'ha poi superata, e di sicuro c'entra il Capri Palace, l'hotel di lusso che ha contribuito a costruirne la notorietà come zona più esclusiva, elegante ma anche più autentica dell'isola. Tutto è iniziato quando Tonino Cacace, a soli 23 anni, ha ereditato dai genitori la boutique Mariorita e l'Europa Palace. Il giovane proprietario, studi classici, laurea in legge poi in filosofia, aveva le sue idee, innovative per l'epoca. Anticipando tendenze ancora attualissime, ha ridotto il numero delle stanze, da 100 a 69, per renderle più confortevoli; negli spazi comuni, ha esposto una collezione d'arte degna di un museo, e nel 1990 ha realizzato la prima medical spa d'Europa con la collaborazione al professor Francesco Canonaco, che tuttora la dirige.

Arte in tutti gli ambienti
Comunque una cosa è farsi raccontare un hotel - sembra sempre wow -, un'altra è starci. A quel punto, in molti casi, lo stupore si ridimensiona. Al Capri Palace no. Cos'ha di speciale? Innanzitutto l'atmosfera che è un mix di modi, ospiti e stile. L'arte, appunto, non è sfoggio di prestigio ma parte della struttura. Due esempi sono la scultura lunga 40 metri di Arnaldo Pomodoro che nobilita il corridoio d'entrata all'hotel, e il mosaico disegnato da Velasco Vitali per il fondale della piscina trasparente. Così per l'Elmo di Mimmo Paladino all'ingresso e la barca-installazione di Fabrizio Plessi nel bar. Impossibile scindere dall'hotel arte e dunque personalità del proprietario, che lo ha realizzato come fosse la sua casa di rappresentanza ma comoda, moderna, dove anche caffè e pizza sono super.

L’esclusivo ritiro di Anacapri

L’esclusivo ritiro di Anacapri

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Cure di bellezza e alta gastronomia
Non è solo questo. Tanti gli ospiti internazionali ma anche molte presenze italiane (intorno al 25%), cosicché, diversamente da quanto accade in altri alberghi di pari livello, non ci si sente mai stranieri a casa propria. Gli italiani, molto esigenti, sono affezionati al Capri Palace. Lo frequentano per la “scuola delle gambe”, che in pochi giorni migliora la circolazione con un metodo innovativo, e per le cure di bellezza. Ci vanno anche per la cucina due stelle Michelin di Andrea Migliaccio e per quella del Riccio, a picco sul mare, che la stella l'ha conquistata a furia di spaghetti all'astice e babà. Immaginate i piatti di mare classici, filologici e abbondanti, e una stanza che non finisce più di dolci, dalle delizie al limone alla pastiera napoletana. Il tutto su una terrazza ventilata aggrappata alla roccia, a picco sul mare: un ricordo indimenticabile!

Nonostante diversi cambi di proprietà (ora del fondo londinese Centricus), il Capri Palace resta l'emblema della vacanza di lusso sull'isola, e conquista ora per ora con le sue esperienze: lo zabaglione caldo a colazione, il giro dell'isola in yacht, l'aperitivo con gin tonic e dj, la boutique Mariorita da cui è cominciato tutto nel 1953. Si capisce quindi perché, nella coinvolgente vita dell'hotel, incrociare Bradley Cooper o qualsiasi altra celebrity diventa solo una curiosa parentesi di colore della vacanza caprese.

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