LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE

Anagrafe dei conti bancari: l’incrocio dei dati «stana» le prime 156 società

di Ivan Cimmarusti e Marco Mobili


Evasione fiscale in Europa: ogni giorno sottratti 2,25 miliardi di euro

3' di lettura

Quando i conti non tornano il Fisco alza la guardia. Se poi si tratta di conti correnti bancari, il livello di allerta raddoppia e scatta il gioco di squadra tra gli 007 delle Entrate e quelli delle Fiamme gialle. Ne sanno qualche cosa le 156 società di persone e di capitali finite nel primo archivio «riservato» dei possibili evasori. Si tratta di una sperimentazione dell'incrocio dei dati fiscali (dichiarazioni, versamenti ecc.) con quelli dell'Anagrafe dei conti correnti bancari. Un “contenitore” che si basa sul concetto di coerenza: i dati che non si incrociano con le dichiarazioni fanno scattare un alert.

La lista dei soggetti a rischio nasce a seguito di un provvedimento dell'Agenzia del 31 agosto dello scorso anno. Era stata avviata in «via sperimentale» una nuova procedura di analisi del rischio di evasione per società di persone e società di capitali. Procedura basata sull'incrocio dei dati contenuti nelle comunicazioni integrative annuali compiute dagli intermediari alla Superanagrafe dei conti correnti.

Le articolazioni centrali dell'Agenzia hanno passato al setaccio i dati dell'anno d'imposta 2016 per tutte quelle società che risultano aver registrato movimenti bancari in accredito, come risultanti dalla Superanagrafe. Non solo: un alert è l'omessa presentazione della dichiarazione annuale ai fini delle imposte dirette e dell'Iva, ma anche la presentazione della dichiarazione senza dati contabili significativi. In particolare, per ogni posizione segnalata sono state comunicate anche altre informazioni: il numero complessivo dei conti correnti, il totale aggregato dei saldi nonché quello dei movimenti finanziari. Così è stato formato l'elenco «riservato», visibile con un filtro alle Direzioni regionali e provinciali, che visualizzeranno solo quelle società di cui sono competenti.

Le 1.200 persone giuridiche
Il concetto attorno a cui ruota il tutto è la eventuale mancanza di coerenza nei dati, che potrebbe rivelarsi una fonte d'innesco o meglio un segnale da approfondire in sede locale. Come annunciato al Sole24Ore dal direttore dell'Agenzia Antonino Maggiore lo scorso 10 gennaio, il tutto è partito dall'analisi di 1.200 posizioni. Si tratta di quelle società potenzialmente a rischio evasione, che hanno movimentato sui conti correnti oltre un milione di euro. Da questo bacino è stata selezionata la lista delle 156 società di persone e di capitali che potenzialmente potrebbe evadere il fisco.

La direttiva GdF
Una nuova direttiva delle Fiamme gialle - a firma del comandante del III Reparto Operazioni, il generale Giuseppe Arbore - apre le porte a questo elenco. Nel documento è precisato che «all'atto di approfondimento delle posizioni fiscali in rassegna» ci sarà un «coordinamento» tra Agenzia e GdF per «evitare duplicazioni di intervento».

Allo stato sono in corso «interlocuzioni a livello centrale» per consentire alle Fiamme gialle – in applicazione del Dl 119/2018 – l'accesso alle informazioni contenute nella Superanagrafe dei conti correnti. Per questo nella direttiva del III Reparto si precisa che la Guardia di Finanza potrà poi utilizzare questi dati «per le analisi del rischio di evasione» delle società. I risultati potranno essere utilizzati tra «gli indicatori rilevanti ai fini della selezione dei contribuenti da sottoporre a verifica o controllo». Tuttavia, una volta avviata l'attività istruttoria, i dati in questione non potranno essere immediatamente utilizzabili come evidenza di imponibili non dichiarati. La Guardia di Finanza, infatti, dovrà comunque seguire la normale trafila relativa alla richiesta di indagini finanziarie.

Anche per le persone fisiche
Nell'ottica della lotta all'evasione la Superanagrafe partirà anche per le persone fisiche, dopo una gestazione di quasi otto anni (la norma era stata prevista dal decreto salva-Italia di fine 2011 del Governo Monti). Anche in questo caso, l'enorme mole informativa di dati di sintesi serve a creare delle liste selettive di contribuenti che poi saranno condivise con gli uffici locali del Fisco per procedere ad approfondimenti e controlli.

Un deterrente all'evasione
Nella nuova filosofia di implementare la compliance, rimarcata anche dall'atto di indirizzo sulle politiche fiscali 2019-2021 emanato dal ministro dell'Economia Giovanni Tria, l'avvio della Superanagrafe per le persone fisiche può assumere anche un significato in termini deterrenti a non evadere o a promuovere l'adempimento spontaneo. Una conferma arriva anche dal fatto che l'utilizzo delle indagini finanziarie, andato scemando negli ultimi anni, è ipotizzato dall'Agenzia a sostegno di appena il 2% degli accertamenti nel 2019 e del 3% sia nel 2020 e nel 2021. Anche perché le indagini richiedono una procedura di autorizzazione preventiva visto che si accede a tutti i singoli movimenti in entrata e in uscita del contribuente.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti