Famiglie e studenti

Analisi di testa e di «cuore» del testo breve di italiano

di Stefania Pipino

4' di lettura

A seguito dell’emergenza Covid-19, in deroga al Dlgs 62/2017, l’ordinanza ministeriale 16 del 16 maggio 2020 relativa agli esami di Stato del secondo ciclo, prevede l’effettuazione di un’unica prova orale strutturata in più fasi. L’articolo 17, comma 1, lettera b) dell’ordinanza ministeriale, definisce la seconda di queste fasi, quella che riguarda «la discussione di un breve testo, già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di Lingua e Letteratura Italiana durante il quinto anno e ricompreso nel documento del consiglio di classe». Si tratta, dunque, di un momento di scambio tra lo studente e il docente, in cui sarà discusso un testo con gli opportuni riferimenti non solo alla poetica dell’autore in questione, ma anche alle varie tematiche connesse.

Di seguito, si propone un breve esempio. Sarà utilizzato uno dei testi più noti della letteratura italiana del ‘900.

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Allegria di naufragi

E subito riprende il viaggio come dopo il naufragio un superstite lupo di mare (Giuseppe Ungaretti, L’allegria). Si tratta del testo da cui origina il titolo l’intera raccolta poetica che lo contiene, esemplificativo della prima fase (ma non solo) della poetica ungarettiana.

La prima operazione che ci si aspetta è la lettura: se effettuata con la giusta intonazione, con le pause adeguate e il rispetto della punteggiatura, essa dà il senso di quanto e di come ci si sia posti di fronte al testo per comprenderlo ed interiorizzarlo. In letteratura, e in poesia soprattutto, non sempre tutto è spiegabile solo con le parole o attraverso nessi causa-effetto chiari e ben definiti: capita più spesso di quanto non ci si aspetti, di “sentire” il testo con gli occhi dell’animo, di percepirne luoghi, persone, oggetti e di ascoltare il suono delle parole lasciandosi trasportare da sensazioni, immagini ed emozioni. Una buona lettura ne è un evidente indizio.

I collegamenti possibili

Trattandosi di un testo noto, in questa fase l’alunno può evitare il passaggio della parafrasi. Dovrà, allora, collocarlo all’interno della raccolta che lo contiene, definendone la vicenda editoriale ed il particolare significato del titolo, anche in rapporto ai fatti storici ed alle vicende personali dell’autore, e dovrà chiarire due aspetti che questo testo definisce in modo esaustivo: innanzitutto, le caratteristiche tecniche della prima fase poetica ungarettiana, con gli opportuni riferimenti alla parola che si fa simbolo, ai versi brevi e franti, alla strofa scarnificata, al linguaggio fortemente allusivo, alla mancanza della punteggiatura, poi, la presenza di topoi letterari, dominanti di tutta la raccolta, tradizionali, ma rivisitati in modo personale ed universale, quali il viaggio, la guerra, il mare ed il naufragio, il contrasto morte-vita, il dolore, la forza vitale che supera tutto, la percezione della precarietà umana, la riflessione sul senso e sul ruolo della poesia.

La parola chiave

Definite le indicazioni di tempo e luogo, tratti tipici de L’allegria, l’insegnante si aspetta una discussione ampia e puntuale sul testo, a partire dal titolo, parola-chiave. Esso si presenta come un ossimoro del desiderio di ricominciare la vita dopo momenti di grave sofferenza: è l’«allegria» che subentra ai «naufragi». Eppure, come si può provare allegria dopo un naufragio? Il testo è una potente metafora dell’esistenza umana in cui il «lupo di mare» dell’ultimo verso è l’uomo, esperto della vita e di cui ha capito il gioco: sa che essa non è altro che un alternarsi di momenti di sofferenza e di serenità, sa che il prossimo naufragio potrebbe non avere un esito felice e che egli potrebbe non essere altrettanto fortunato, ma vuole «riprendere il viaggio» e ripartire, nonostante tutto. Il lupo di mare, infatti, è ben consapevole che il naufragio fa parte del viaggio, ma sceglie di non fermarsi, anche se sarebbe per lui molto più facile chiudersi in un luogo protetto per sfuggire ai pericoli. C’è, in ogni individuo, un istinto di conservazione più forte di tutto, ma anche una gioia consapevole che spinge a ricominciare la vita, nonostante le sofferenze e le difficoltà. E si percepisce, nel testo, una strana sensazione allusiva di sollievo per il pericolo scampato e per le possibilità offerte dalla vita.

I riferimenti all’attualità

Nella discussione, non possono mancare altri due momenti: la definizione dei legami con altri autori e tematiche e gli opportuni riferimenti all’attualità. Qui sono piuttosto ovvi i nessi con Leopardi e Montale per il tema del dolore, con i Simbolisti francesi per la tecnica innovativa, con i Crepuscolari per la riflessione sul ruolo della poesia, per esempio. Inoltre, se potrà stupire un rimando così concreto alla nostra attualità, a distanza di un secolo ed in situazioni contingenti diverse, l’alunno/a saprà sottolineare che l’opera di Ungaretti ha una rilevanza universale che supera tempi e luoghi, come in una sorta di diario privato che si apre al mondo, per definire ruolo e funzione della poesia, casa comune e luogo di condivisione, ove riscoprire la propria umanità ed identità. In questo testo, poi, questa consapevolezza è evidenziata dalle due congiunzioni poste in una posizione forte di rilevo, la “E” iniziale, che lega il discorso poetico a qualcosa di già detto e conosciuto, e il “come” centrale, che crea una potente similitudine tra “il viaggio” ed il “naufragio”, attraverso i noti “versicoli” ungarettiani.

Infine, forse non è superfluo ricordare che questi aspetti non possono essere definiti in modo freddo e rigido, ma che devono essere tra di loro armonizzati. Se discutere un testo letterario, infatti, non ha alcun senso laddove non ve ne sia un’analisi appropriata, bisogna anche lasciar parlare il cuore e spingersi là dove le emozioni conducono.

Docente di Lettere - Liceo classico
Blaise Pascal di Pomezia (Roma)

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