FORMULA 1

Anche Abu Dhabi è di Hamilton. Ma c’è lo zampino di un guasto al DRS

di Alex D'Agosta


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(Afp)

3' di lettura

Non è che si possa precisamente dire che sia piovuto sul bagnato proprio ad Abu Dhabi, dove se va bene si arrivano a contare 75 millimetri di pioggia in un anno. Però oggi il sei volte campione e poleman, come lui pure Verstappen, è stato avvantaggiato da un prolungato guasto tecnico al sistema Drs. Una situazione mai verificata sinora che ha scombussolato i piani e le speranze di tanti piloti, a partire dalla terza posizione e, certo, anche a danno delle Ferrari. La riserva di potenza che aiuta a favorire i sorpassi è stato bloccato fino al giro 19, quando praticamente le posizioni definitive erano già state decise quasi del tutto. Niente sorpassi finché le auto erano ravvicinate e così chi poteva ha preso presto il largo.

Hamilton primo, Verstappen secondo, Leclerc terzo, con riserva, sotto gli scacchi. Interessante, ma niente di eccitante. Causa Drs e pista stretta, di sorpassi se ne sono visti talmente pochi che di gare così mediocri non se ne ricordavano da tempo. Quindi non sono bastati i soliti fuochi d'artificio per ravvivare l'atmosfera: gli emiri saranno stati ancora una volta delusi da non vedere mai i propri beniamini far qualcosa di buono. Non bisogna dimenticare che qui a fianco c'è anche il “parco giochi” a tema rosso, con tanto di scudetto sul tetto visibile anche dai satelliti. Ma una rossa a Yas Marina, dal 2009, non si è mai vista vincere.

Una fortuna ancora cieca
Al contrario della dea bendata per Hamilton, Vettel in uno dei due pit stop si è trovato a cambiare gomme appena dietro a Leclerc, rientrato giusto un attimo prima: ma per lui qualcosa non ha funzionato nel serraggio dell'anteriore sinistra e ha perso secondi, fortunatamente senza ricadute sulla posizione. Ma sul finale Vettel è stato ancora in difficoltà sopratutto al penultimo giro con Albon, quando il nuovo “ alletto” della Red Bull si è permesso di sorpassarlo e lottare duramente: poi ha ceduto e Vettel ha ripreso la quinta piazza, però almeno si è tolto la soddisfazione di togliere il giro più veloce a Bottas.

Di Leclerc, terzo sul podio, si può dire che non abbia quasi sbagliato un colpo, ma un'investigazione pendente per questioni di peso del carburante mette in forse il suo terzo posto, comunque meritato. Non bisogna dimenticare che Bottas gli è stato dietro a meno di un secondo fino alla fine, mentre Vettel era in ritardo di oltre venti. C'è gente che però ha fatto una bella gara e spera nella sua penalizzazione perché Perez, pur se doppiato, andrebbe al sesto posto, ora di Albon, dietro a Vettel e a Bottas. Una Racing Point, quella dello spagnolo, sempre più sorprendente, che ha tirato su la testa fino a portarla al decimo posto mondiale. E oggi ha messo dietro entrambe le McLaren che quest'anno, nonostante tutto, hanno chiuso con Sainz dietro a Vettel, a meno della metà dei punti della Ferrari, ma pur sempre “primo degli altri”.

Di bilanci ce ne sarebbero tanti da fare
Leclerc non ha potuto “riprendere” Verstappen nel mondiale ma nel cuore degli appassionati resta lui più meritevole. D'altra parte quest'anno è coincisa una lunga serie di problemi, non ultimo il doppio crash rosso, che ha compromesso l'accumulo di punti essenziali per la classifica finale. Non bene come sperato gli altri motori Ferrari sulla scuderia elvetica: dodicesimo per Raikkonen e diciassettesimo per Giovinazzi sono meno del previsto. Peccato infine l'addio di due bravi ragazzi, razionali, veloci e capaci ma impossibilitati a far di meglio anche per essersi trovati nel sedile sbagliato al momento meno opportuno: salutano la Formula 1 Hulkemberg e Kubica.

Si chiude quindi una stagione ancora all'insegna di Mercedes e di Hamilton. Questa di oggi è una delle piste dove Mercedes ha dominato molto, ma non è andata così in tutta la stagione. A tratti si è rivista la Ferrari e ha fatto delle belle gare anche la Red Bull. L'anno prossimo forse il campionato sarà ancora più tirato, perché se le rosse sono migliorate, anche i “bibitari” sono riemersi da anni di profonda mancanza di identità: con i motori Honda sono tornati a vincere e quindi nel 2020 dovrebbero vedersi lotte più serrate fra cinque o sei piloti anziché due o tre. E con 22 gare, almeno per ragioni matematiche, i “giochi” non dovrebbero chiudersi più d'estate!

La stabilità del regolamento rappresenta infine una magra garanzia di stabilità, ma per rimescolare veramente le carte è possibile, anzi molto probabile, dover attendere fino al 2021. Fra quattro mesi infatti Hamilton tenterà senza dubbio di restare super motivato per eguagliare Schumacher nei suoi sette titoli mondiali. A quel punto, come si vociferava negli ultimi giorni, un eventuale passaggio in rosso potrebbe non essere più così irrealistico.

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