formula uno

Anche a Baku niente da fare: è quarta doppietta consecutiva per Mercedes

di Alex D'Agosta

Valtteri Bottas e Lewis Hamilton (Reuters)

3' di lettura

È record: mai nessun team in tutti questi decenni di Formula 1, in avvio di stagione, ha registrato quattro doppiette. E così in Azerbaigian Bottas si aggiudica il secondo successo stagionale e Hamilton “muto”: in gara non ne ha mai avuto per andarlo a prendere, poche storie. Il suo secondo non è così male, forse ha avuto anche problemi all'auto, ma intanto insegue.

Un bel lavoro, la Mercedes ha dominato anche questa volta, non c'è niente da dire. E così passa realmente in secondo piano il fatto che in questo gran premio caucasico Vettel abbia comunque saputo salire sul podio. Anche perché in casa Ferrari, che ha tanta voglia di vincere e di riscuotere un prezzo troppo alto già pagato gli scorsi anni, la discussione punta pure sull'altro pilota. C'è infatti il rammarico che Leclerc ha saputo segnare il giro veloce in conclusione di gara, ma sopratutto qualcuno penserà che probabilmente è stato un po' “cavia” di scelte strategiche forse coraggiose, forse uniche possibili per tentare di giocare una carta che potesse stravolgere un destino che sembrava già scritto in qualifica: ma non hanno funzionato.

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Leclerc, infatti, ha cambiato molto molto tardi le gomme, più di tutti i top driver: forse l'hanno tenuto dentro un po' troppo, siccome prima di decidere di farlo cambiare, hanno atteso perfino che lo superassero, mentre era in testa, sia Bottas sia Hamilton, con la scusa, forse lecita e forse no, di vedere il comportamento delle gomme degli avversari nelle ultime fasi.

Di certo oggi le gomme non hanno permesso di far bene i conti, in particolare a causa delle deludenti performance delle Supersoft, che non hanno dato alcun vantaggio velocissimo tangibile vicino alle aspettative persino alle Soft. Si scriverà di rammarico anche per l'inizio di weekend velocissimo di Leclerc, almeno fino alle ultime prove libere: tuttavia un incidente nelle qualifiche lo ha penalizzato nell'accesso alla griglia e di conseguenza oggi, fra l'altro, ha dovuto lottare per avvicinarsi agli altri partendo addirittura dall'ottavo posto.

Formula 1, in Azerbaigian quarta doppietta consecutiva per Mercedes

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A fine gara Vettel non appare fortunatamente affranto perché, comunque, dopo un inizio di gara non facile, c'è da dire che almeno ha saputo riavvicinarsi ai tempi Mercedes e a non perdere troppo alla fine della domenica, salvo il fatto di risparmiarsi a sufficienza per non sprecare materiale in vista di auspicabili momenti di condizioni migliori nella stagione. Comunque è sul podio e comunque la “tacca” di miglior giro provvisorio in casa l'ha avuta anche Vettel, così come Verstappen, anche se a ben vedere i tanti “fucsia” giro per giro di settori in costante miglioramento sembravano un palleggio regolare fra i due uomini Mercedes.

Altra gara poco interessante per il grande pubblico, quindi. Niente colpi di scena al vertice, tracciato cittadino noioso, anche se pericoloso, pensando al tombino di venerdì: un episodio talmente vergognoso che la città risarcirà il team. A proposito: la Williams sembrava inizialmente meno sfortunate del solito, salvo poi finire ultimi, oltre che gli unici a due giri dai primi. Primo dei doppiati quest'oggi è stato addirittura Raikkonen, comunque decimo ma meglio di Giovinazzi, dodicesimo, al termine di un weekend non facile. Più innocue del solito le Red Bull: Verstappen si è accontentato di stare dietro a Vettel mentre Gasly ha sognato finché ha potuto di insidiare la top 5, ma si è ritirato a tredici giri dalla fine proprio come il connazionale Grosjean. Degno di nota anche il sesto di Perez e il decimo di Stroll, mentre “in mezzo” si notano con piacere le due McLaren a punti, grazie ai nuovi propulsori: fra i dieci, almeno, non saranno certo più una cosa rara.

Spiace e delude il pasticcio creato da Ricciardo, che tampona un incolpevole Kyvat addirittura investendolo in “retromarcia” mentre usciva da un “lungo” in curva 3: anche questo è probabilmente un altro primato di questa gara. Spiace perché il “Daniele” italo-australiano è un caro ragazzo e un pilota che in Red Bull ha saputo portare risultati importanti, mentre l'omonimo russo ancora non si capisce perché giri nel circus.

Al termine di questa gara numero 1001, causa doppiette “mai viste nella storia”, il gap con la Ferrari è quindi “massimo”, tanto fra i piloti (87 Bottas, 86 Hamilton, contro i 52 di Vettel, 51 di Verstappen e 47 di Leclerc), come fra i costruttori (ben 74 i punti in più per la stella a tre punte). Ma la stagione, è il caso di dirlo, è oggettivamente ancora lunga e Baku, per fortuna, è una delle piste meno attendibili sulle reali condizioni di competitività delle vetture.

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