Mercato dell arte

Anche le città d’arte guardano al contemporaneo

La ripartenza non riguarda solo Milano e Torino, sempre più capitali italiane dell'arte contemporanea. Il binomio mercato/istituzioni a Venezia, Roma e Firenze

di Giovanni Gasparini

Lo Spazio Berlendis visto dal canale a Fondamenta Nove, Venezia

3' di lettura

Se il mercato attende con trepidazione settembre e fine ottobre, quando finalmente si terranno le fiere MiArt e Artissima, le gallerie e le istituzioni hanno già approfittato della progressiva riapertura post-Covid prima della consueta pausa estiva. Milano e Torino si confermano le ovvie destinazioni per numero di attività, ma ciò non toglie che anche altre città italiane possano offrire spunti interessanti agli amanti del contemporaneo in cerca di novità estive.
Ne riportiamo tre, dove la visita di un progetto istituzionale si sposa bene ad una attività commerciale.

Installazione ‘Stop Painting' alla Fondazione Prada a Venezia

Venezia: Spazio Berlendis e Prada

La campanella della ripresa è stata suonata il 5 giugno a Venezia con un evento non scontato in tempi di crisi: l'investimento in un nuovo spazio espositivo, lo Spazio Berlendis, ottenuto con una ardita operazione architettonica di conversione di uno squero, un magazzino di falegnameria antico vicino San Giovanni e Paolo a Fondamenta Nove. La galleria veneziana Marignana Arte di Matilde Cadenti ed Emanuela Fadalti, ha voluto il progetto per ‘fare sistema' con le altre gallerie veneziane di contemporanea quali Alberta Pane e Victoria Miro, portando ben 8 artisti in gran parte italiani come Francesca Woodman, Maurizio Pellegrin, Francesco Candeloro e Maurizio Donzelli. Approfittando della ritardata apertura delle Biennale Architettura ha aperto anche una importante esibizione alla Fondazione Prada: ‘Stop Painting' che offre una intelligente retrospettiva di cosa voglia dire ‘dipingere' nel corso degli ultimi decenni, una complessa esibizione curata dall'artista Peter Fischli. Si tratta di oltre 100 opere di decine di artisti di fama come Pistoletto, Fontana, Baldessarri, Boetti..

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‘Obelisco' di Evgeny Antufiev nel cortile centrale del Museo Nazionale Etrusco di Valle Giulia a Roma

Roma: contemporaneo al Museo Etrusco

La mostra da vedere a Roma non è la stranota presentazione delle vecchie opere di Damien Hirst presso la Galleria Borghese. La spregiudicata operazione commerciale, che fa seguito alla presentazione delle stesse opere presso la Fondazione Pinault a Venezia nel 2017, non poteva che ritorcersi contro i suoi organizzatori: il limite evidente delle discutibili opere contemporanee si schianta infatti contro la assoluta straordinarietà della collezione antica. Ci fa desiderare più Canova e meno Hirst, non valorizzando il contemporaneo per associazione come si tentava di fare. Va, invece, visto un ammirevole progetto di integrazione di arte contemporanea in un museo ingiustamente poco frequentato, quello Nazionale Etrusco di Valle Giulia, rivitalizzato dalla discreta presenza nelle sue vetrine delle opere del giovane artista Evgeny Antufiev sotto la curatela di Marina Dacci per la galleria z2o Sara Zanin. Le piccole opere contemporanee basate sullo studio della simbologia atavica dei popoli si nascondono nelle vetrine insieme ai reperti archeologici, invitando una ‘caccia al tesoro' visiva che ci spinge a riflettere in modo intelligente sul presente, il passato e la loro relazione.

Aria Art Gallery: la sede nel giardino di origine rinascimentale nel centro di Firenze

Firenze: tra arte d’impresa e americani

Anche la calda Firenze, dove orde turistiche non vanno più in là delle sale del Botticelli e Leonardo degli Uffizi, sta cercando un posto al sole per l'arte contemporanea. L'‘enabler' istituzionale è il dinamico Palazzo Strozzi, che per l'occasione propone una collezione americana d'eccellenza, quella del Walker Art Center di Minneapolis, ricca di grandi nomi dell'arte americana dal 1961 al 2001, come Rothko, Twombly, Rauschenberg, Warhol... con una mostra a cura di Vincenzo de Bellis e Arturo Galansino: una retrospettiva di qualità internazionale.Sul fronte privato si segnala l'iniziativa della galleria Aria Art e di un gruppo di appassionati del contemporaneo che con un convegno tenutosi il 23 giugno presso la European School of Economics, hanno suggerito un modello di sviluppo basato sul mecenatismo delle piccole e medie imprese e degli studi professionali. Denominata ‘Art Enterprise' e promossa dalla Aria Art Gallery e dall'avvocato Cino Benelli, l'iniziativa offre una idea di partnership fra i due mondi tutta da esplorare, che potrebbe ben adattarsi alle ricche realtà delle province italiane.

Mostra a Palazzo Strozzi, Firenze

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