ZERO EMISSIONI

Anche le grandi auto iconiche scoprono una nuova vita elettrica

Renault con il concept «5 Prototype» si inserisce nel filone techno-retrò di Fiat 500 e Mini .I maggiori costruttori puntano a reinventare in chiave green i modelli mitici alla base del loro Dna

di Giulia Paganoni

3' di lettura

Hanno fatto la storia dell’automobile e ancora possiedono quella “magia” fatta di stile iconico e suggestioni dal passato adatta a dettare i canoni futuri. Alcuni marchi storici come Fiat, Mini e Renault nella loro esistenza hanno posto delle pietre miliari in grado di porre delle basi importanti ai cambiamenti, allora come oggi. Quelle icone si chiamano 500, Mini e Renault 5. E proprio quest’ultima, in una versione concept elettrica, è apparsa inaspettatamente durante la presentazione del piano industriale di Luca de Meo, numero uno di Renault.

L’automotive oggi parla il linguaggio dell’elettrificazione e dell’automazione, termini che negli anni cinquanta e sessanta (forse) neanche si conoscevano. Ma nonostante tutto questo, alcuni canoni stilistici di questi marchi sono rimasti intatti e, seppur con qualche aggiornamento, sono alla base della strategia di elettrificazione dei brand. Un bel cambio di tendenza rispetto ai primi esperimenti di auto elettriche che sembravano presentare design futuristici e senza appeal per il mercato. Un trend abbandonato in favore del lasciar emergere il Dna di quei modelli iconici che hanno fatto la storia dei marchi.

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Le strategie dei costruttori automobilistici oggi sono ben diverse da quelle di 50/60 anni fa. Se la 500 doveva motorizzare l’Italia, la Nuova 500 Elettrica del 2020 ha l’obiettivo di diffondere la cultura della mobilità a zero emissioni. Certo è che mettendo a confronto una 500 del 1957 con quella elettrica (diversa dalla 500 del 2007) le differenze sono notevoli, a partire dalle dimensioni. Però ci sono alcuni dettagli e proporzioni che sono rimasti invariati, rendendo questo modello altamente riconoscibile. Oggi Fiat, non è più il costruttore nazionale con sede a Torino, bensì un marchio del gruppo Stallantis, nato dalla fusione tra Fca e Psa.

Il neo gruppo, con sede in Olanda, nasce come quarto produttore di auto al mondo in termini di vendite annuali, dietro soltanto Volkswagen, Toyota entrambe sui 10 milioni di unità e all’alleanza strategica tra Renault, Nissan e Mitsubishi ferma a poco più di 9 milioni. Carlos Tavares, ceo del gruppo italo-francese, ha annunciato una strategia volta all’elettrificazione della gamma, con l’arrivo di 39 veicoli elettrificati disponibili entro la fine del 2021. Da ricordare che Renault è un gruppo a cui appartengono anche Dacia, Autovaz, Samsung Motors ed legato all’alleanza con Nissan Mitsubishi. E, in occasione della presentazione del piano strategico Renaulution del gruppo, è stata svelata anche la strategia per i prossimi 5 anni, dove il punto cardine resta la transizione energetica.

E se l’anima di una marca è ancorata alle sue radici, questo è il ruolo di Renault 5 Prototype: dimostrare che il marchio della Losanga riuscirà a democratizzare i veicoli elettrici in Europa con un approccio moderno dell’auto popolare ed essenziale. Il concept mostra un’affascinante city car compatta, che proietta nel futuro una delle icone senza tempo di Renault, con un tocco di modernità al 100% elettrico. Il prototipo ha mantenuto un’aria divertente e sbarazzina, con una carrozzeria gialla molto “pop”. Il team design di Gilles Vidal si è ispirato ad un modello emblematico del patrimonio del marchio, conosciuto e riconosciuto in tutto il mondo, la R5 degli anni settanta. L’approccio moderno traspare anche dalla scelta delle finiture e dei materiali che traggono ispirazione dal mondo dell’elettronica, dell’arredamento e dello sport.

E guardando al brand oltremanica Mini, le sue origini inglesi sono ormai contaminate con quelle tedesche del gruppo Bmw. Tuttavia, le sue proporzioni e i suoi dettagli sono inconfondibili, come quelli del 1959 nati dalla mano di Alec Issigonis. L’esigenza era di auto piccola che consumasse poco: la creazione, appunto di un’utilitaria dai consumi ridotti. E nel 2020 anche la Mini ha visto la sostituzione del motore a scoppio con quello elettrico. Gli esempi possono continuare ancora con la Honda-e, il primo modello elettrico giapponese, che riprende le linee della Honda N360 nata alla fine degli anni sessanta. E, seppur in formati diversi, ma la moda è sempre ciclica.

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