in campo assicurazioni e fondi pensione

Anche le imprese raccolgono la sfida del cambiamento climatico

Assicurazioni e fondi pensione si allineano agli Accordi di Parigi

dal nostro inviato Gianluca Di Donfrancesco


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L’ad di Allianz, Oliver Bäte, intervenuto al Summit sul clima dell’Onu

2' di lettura

NEW YORK - Dopo big come Amazon, Google, Ikea e At&t, che nei giorni scorsi hanno promesso di rafforzare l’impegno a ridurre le emissioni di gas serra, arrivano anche fondi pensione, assicurazioni e major del petrolio.

Tra i primi a prendere la parola dal palco dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, al Climate Action Summit, Oliver Baete, amministratore delegato di Allianz, ha annunciato che gruppi assicurativi e fondi pensione che gestiscono 2.300 miliardi di dollari di capitale “ripuliranno” i propri portafogli dai settori industriali particolarmente inquinanti, allineandosi così agli Accordi di Parigi e puntando ad avere investimenti a zero emissioni entro il 2050.

È la «Net Zero Asset Owner Alliance», che vede tra i fondatori oltre ad Allianz il fondo pensioni svedese Alecta. La speranza degli «asset owners», che rappresentano alcune delle principali riserve di capitale al mondo, è di innescare una reazione a catena che coinvolga altri grandi del settore.

Contrastare il «climate change - ha detto Baete - è la sfida della nostra vita, politici, imprese, e membri della società civile di tutto il mondo devono agire insieme per ridurre rapidamente le emissioni di gas serra». I membri della Net Zero Asset Owner Alliance, tra cui anche PensionDanmark, Nordea Life & Pension, l’assicuratore norvegese Storebrand, Swiss RE, si dicono pronti a disinvestire dalle industrie inquinanti che non vorranno cambiare il proprio modello di produzione, in modo da non rappresentare più una minaccia per l’ambiente.

Quello finanziario è uno dei settori più sotto pressione da parte degli attivisti. L’altro è quello dei combustibili fossili, ovviamente. E anche qui qualcosa si muove (in realtà non da oggi). Una coalizione di 13 compagnie oil & gas, tra cui Bp, Chevron ed Exxon Mobil ha annunciato una iniziativa per sbloccare investimenti su ampia scala in tecnologie in grado di catturare i gas serra.

L’italiana Snam ha invece aderito alla «Zero Coalition», alleanza che punta a ridurre del 50% le emissioni di gas serra nel trasporto marittimo entro il 2050, per poi arrivare alla loro totale eliminazione. Tra i firmatari, Moller Maersk, Vestas, Lloyds, Siemens Gamesa, Unilever, i porti di Anversa, Rotterdam e Vancouver, China Navigation Company.

Nei giorni scorsi, Amazon ha promesso che si doterà di 100mila veicoli elettrici per effettuare le proprie consegne, come parte di un piano per raggiungere la carbon-neutrality entro il 2040. AT&T ha invece annunciato accordi con Invenergy e Duke Energy per comprare più energia da fonti rinnovabili, in particolare solare ed eolico. Schneider Electric, fornitore globale di attrezzatura elettronica, ha anticipato al 2025 il termine per azzerare le proprie emissioni di carbonio al 2025, cinque anni prima del previsto.

In tutto, sono un centinaio le multinazionali e i grandi gruppi che in questi giorni si sono impegnate a ridurre le emissioni di gas serra.

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