Addio alla carta

Anche l’esenzione si legge tramite Qr Code

Chi non è tenuto al vaccino per motivi di salute, dal 7 febbraio ha il certificato digitale, che funziona come il green pass

di Daniele Colombo

(AdobeStock)

2' di lettura

Nonostante le perplessità espresse dal Garante per la privacy, in sede di conversione del Dl 172/2021, è stata introdotta una norma che consente ai dipendenti di poter «consegnare al proprio datore di lavoro copia della propria certificazione verde Covid-19», che conserva la propria validità ed efficacia fino alla data di scadenza, senza bisogno, quindi, per quel dipendente, di ripetere il controllo del green pass ogni giorno. La consegna del green pass è prevista «al fine di semplificare e razionalizzare le verifiche previste dalla normativa».

Per evitare possibili trattamenti non consentiti, anche in seguito ai suggerimenti del Garante della Privacy del 13 dicembre scorso, con decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 17 dicembre 2021, è stato precisato che il green pass dei lavoratori deve essere controllato, anche se è stato consegnato al datore di lavoro, per verificare «la perdurante validità della certificazione». Il controllo avviene tramite lettura del QR code della copia in possesso del lavoratore attraverso la App Verifica C19 o mediante le previste modalità automatizzate.

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L’introduzione del super green pass non modifica molto la questione del trattamento dati, perché il provvedimento istitutivo si limita a ridurre il numero di situazioni che consentono l’accesso a determinati servizi o ai luoghi di lavoro: vaccinazione e guarigione. Il controllo del green pass, in generale, tramite gli strumenti oggi consentiti (come la Appa Verfica C19), non indica quali di queste condizioni sussista.

Il controllo per i lavoratori esenti dal vaccino

Per i soggetti esenti dalla vaccinazione, dal 7 febbraio è disponibile il certificato digitale che sostituisce quello rilasciato in modalità cartacea. Questa modalità, come più volte segnalato dal Garante della Privacy, oltre a esporsi a rischi di falsificazioni e frodi, rappresentava un serio problema di privacy: rendere nota la situazione sanitaria del soggetto esente.

Dopo il via libera del Garante della Privacy alla certificazione digitale di esenzione (parere del 2 febbraio 2022), in base al Dpcm del 4 febbraio 2022, le certificazioni di esenzione dalla vaccinazione anti Covid-19 sono emesse, dal 7 febbraio 2022, esclusivamente in formato digitale, in modo analogo a quanto già̀ avviene per le certificazioni verdi Covid-19 (green pass) e hanno validità ̀sul solo territorio nazionale. In ogni caso, il certificato di esenzione in formato cartaceo non cesserà di avere efficacia immediata: fino al 27 febbraio 2022, infatti, sarà̀ possibile usare sia le precedenti certificazioni cartacee, sia quelle digitali. Dal 28 febbraio, invece, sarà̀ necessario munirsi di certificato in formato elettronico per accedere a luoghi e servizi dove è richiesta la certificazione verde Covid-19.

Chi certifica l’esenzione

L’attestazione di esenzione è rilasciata, a titolo gratuito e su richiesta dell’assistito, dai medici di medicina generale o dai pediatri di libera scelta, da medici vaccinatori delle strutture sanitarie, pubbliche e private accreditate e dai medici Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) o medici Sasn (Servizi territoriali di assistenza sanitaria al personale navigante) operativi nella campagna di vaccinazione anti Covid-19. La validità delle certificazioni di esenzione dipende dalla condizione clinica dell’interessato e potrà essere revocata in caso di sopravvenuta positività a Sars-CoV-2: sarà poi riattivata automaticamente con la guarigione.

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