emergenza coronavirus

Anche per le aziende sportive rinvio delle scadenze al 31 maggio

Il Governo riconosce la sospensione dei termini degli adempimenti fiscali e contributivi alle società sportive. Pagamenti senza penali anche per i canoni di impianti sportivi, entro il 30 giugno 2020

di Marco Bellinazzo

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(Agf)

Il Governo riconosce la sospensione dei termini degli adempimenti fiscali e contributivi alle società sportive. Pagamenti senza penali anche per i canoni di impianti sportivi, entro il 30 giugno 2020


3' di lettura

Il Governo riconosce la sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi anche per le società sportive. E lo stesso vale per i canoni degli impianti sportivi pubblici. Con il decreto legge «cura Italia» approvato da Palazzo Chigi lunedì 16 marzo la scadenza è stata spostata dal 16 marzo al 31 maggio. I pagamenti dovranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020.

Il pluaso della Figc

«Con il riconoscimento della sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi anche per le società sportive come richiesto dalla Figc, viene riconosciuta al calcio, al pari di altri comparti produttivi, lo stato di crisi dovuto all’emergenza Covid-19. Tale provvedimento rappresenta un primo passo concreto per consentire all’intero settore di fronteggiare questa difficile contingenza. Per questo motivo desidero ringraziare - ha dichiarato il presidente della Figc Gabriele Gravina - il governo, il ministro dell'Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri e in particolare il ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora, dimostratisi sensibili verso le nostre istanze. Trovare soluzioni in grado di fronteggiare questa grave criticità è frutto di un continuo confronto con le istituzioni, così come l'individuazione di altri provvedimenti economici e normativi che rilancino l'intero sistema, in perfetta sintonia con le esigenze del Paese».

Le richieste dello sportsystem
Nei giorni scorsi lo sport italiano, dal calcio al basket, alle migliaia di palestre “ferme” nella Penisola, aveva chiesto al Governo un adeguato sostegno pubblico. A parte le modifiche regolamentari che le federazioni stanno adottando per dare ai club più liquidità e tempo per gli adempimenti esistono interventi urgenti che soltanto il Governo è in grado di adottare. Spadafora ha annunciato in proposito che porterà al vaglio del Consiglio dei ministri «un provvedimento ad hoc per fare in modo che più avanti possa esserci un piano straordinario per lo sport di base e paralimpico».

Il rinvio delle scadenze
Associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, avevano chiesto in via prioritaria la sospensione dei versamenti delle ritenute e dei contributi fiscali e previdenziali. Una concessione che il Governo ha in effetti fatto. Le associazioni e le società sportive, non solo quelle dei Comuni della “zona rossa”, come auspicavano hanno ottenuto il posticipo al 30 giugno 2020 del pagamento dei canoni di locazione degli impianti sportivi pubblici avuti in concessione. Così come è stata approvata la concessione anche ai collaboratori di società e associazioni sportive dilettantistiche, la cui attività è stata sospesa, di una indennità (si parlava inizialmente di 500 euro mensili per un massimo di 3 mesi).

Le richieste strutturali
Dalla Lega Pro del presidente Francesco Ghirelli sono giunte anche richieste più strutturali come il riconoscimento di un credito di imposta a fronte di investimenti nella formazione dei giovani e nelle infrastrutture o come l’introduzione dell’apprendistato e del semiprofessionismo. «È necessario - spiega Ghirelli - che il Governo valuti l’impatto economico e sociale del nostro movimento impostando quei correttivi che, in piena crisi e quando ne saremo usciti, diano stabilità al sistema e solidità alla nostra funzione». Sul tavolo per tutti i club professionistici c’è poi la ridiscussione dell’Irap sui contratti degli atleti nell’ottica di una deducibilità dei costi. Umberto Gandini neo presidente della Lega basket di Serie A chiarisce in particolare come i club, medie imprese da 4 a 20 milioni di fatturato, siano sottoposti al peso del regime tributario ordinario ma non possano accedere agli ammortizzatori sociali e come si trovino oggi a dover remunerare i propri tesserati pur non giocando da molte settimane, cosa che li priva di una fonte di entrata rilevantissima, senza contare il rischio di abbandono da parte degli sponsor a loro volta in difficoltà. «Ecco perché - conclude Gandini - a medio termine bisognerà pensare a una revisione della legge Melandri anche a favore del basket e a una possibile “copertura” dei danni subiti dal settore anche con i fondi di Sport e Salute».

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