Musica verde

Anche la musica può aiutare l’ambiente. Ecco come, spiegato dai Massive Attack

Il gruppo inglese ha commissionato all’Università di Manchester uno studio sulle emissioni nocive causate da concerti e tournée. Le conclusioni

di Nicol Degli Innocenti

Salgono temperature in Italia e preoccupazioni mondiali sul clima

2' di lettura

LONDRA - Fatti, non canzoni. Per salvare il pianeta anche i musicisti devono dare un loro contributo, non con le parole ma con impegni concreti. Abbandonando ad esempio l’aereo privato e optando per il treno per gli spostamenti durante le tournée. Fa meno rockstar, sicuramente, ma è decisamente più sostenibile.

Il gruppo elettronico inglese Massive Attack si è fatto parte attiva, commissionando agli esperti dell'Università di Manchester uno studio sulle emissioni nocive causate dai concerti e dalle tournée dei musicisti.

Loading...

Un anno di studi e ricerche

Il rapporto, commissionato nel 2019 e pubblicato ieri, è il risultato di oltre un anno di ricerche e studi. Gli esperti del Tyndall Centre for Climate Change Research dell'Università hanno seguito la band in tournée misurando passo passo le emissioni e il consumo di energia.

Le conclusioni dello studio sono una serie di raccomandazioni pratiche su come continuare a fare concerti minimizzando l'impatto negativo sull'ambiente. L'itinerario della tournée va studiato con attenzione per evitare viaggi inutili. Oltre a viaggiare in treno quando è possibile invece che in aereo, gruppi e musicisti dovrebbero portarsi dietro meno equipaggiamento e strumenti, usare il sound system del locale e dimenticarsi quelle scenografie faraoniche che vanno trasportate con difficoltà da decine di camion.

Anche gli organizzatori di concerti e festival hanno un loro ruolo: dovrebbero utilizzare fonti di energia rinnovabili come pannelli solari, usare solo luci LED e vendere biglietti di ingresso che comprendono il costo dei trasporti pubblici per incoraggiare gli spettatori a usare l'autobus o la metro invece dell'auto, oltre a garantire parcheggi custoditi per le biciclette intorno allo stadio o alla sala concerti.

I cambiamenti da mettere in atto

I cambiamenti consigliati dal rapporto possono facilmente diventare “normali”, secondo il professor Carly McLachlan, responsabile della ricerca: «Come sempre quando si tratta di ambiente, ora che sappiamo quali cose dovremmo fare, si tratta appunto di agire mettendole in pratica».

Secondo la McLachlan cantanti e musicisti possono dare il buon esempio ai giovani che li seguono e quindi hanno il dovere di agire. «Devono dimostrare a chi li segue che sanno agire e non solo parlare, alla fine è una questione di credibilità», ha detto.

L'appello di Massive Attack e degli scienziati di Manchester però non è rivolto solo ai musicisti o ai gruppi pop o rock ma anche al Governo. Spetta ai ministri proporre un chiaro piano di azione, secondo Rob Del Naja, cantante e leader del gruppo.

«Il business della musica dal vivo è troppo importante per la nostra identità nazionale e per la nostra autostima, soprattutto dopo Brexit -, ha detto -. È uno dei pochi settori che può essere definito di altissimo livello e ha un grande valore economico e sociale».

Un settore economico di grande importanza

La musica dal vivo genera 4,6 miliardi di sterline all'anno, oltre a dare lavoro a 200mila persone in Gran Bretagna.

«Eppure non esiste un piano d'azione per attuare la necessaria trasformazione dell'economia e della società -, ha detto Del Naja -. Manca del tutto una strategia governativa per sostenere il raggiungimento degli obiettivi di Parigi».

Nell'attesa che il Governo intervenga, i Massive Attack metteranno in pratica tutte le raccomandazioni del rapporto. Partiranno in treno per la loro tournée 2022, che sarà verde e sostenibile.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti