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Anche Nintendo crede nella realtà virtuale ma a misura di bambino

di Luca Tremolada


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4' di lettura

Prendi Nintendo Labo, un geniale giocattolo di cartone che usa l’interattività del videogioco, e aggiungi la realtà virtuale. Otterrai Nintendo Labo: Kit Vr, la prima esperienza di realtà virtuale pensata per i bambini. Il principio è quello di Google Cardboard, il visore si corstruisce con il cartone, contiene due lenti e permette di inserire al suo interno la console Nintendo Switch. Partita come la grande rivoluzione del gaming, la realtà virtuale sente la primavera e prova a rinascere.

Ritorna la scomessa della realtà virtuale. Chi si ricorderà il Virtuale boy, una primordiale device stereoscopico datato 1995 e il più recente Nintendo 3Ds, la prima e unica console portatile per il 3D senza occhiali non si stupirà più di tanto. Nintendo ha sempra provato una attrazione per visori ed effetti in tre dimensioni. Finora, però, la realtà virtuale è rimasta nel gaming una esperienza di nicchia. Facebook con Oculus sta spingendo sempre di più verso il social. L’unico big delle console che a dimostrato di crederci davvero è stato Playstation. Nel 20116 lanciano il loro visore, Playstation Vr. In tre anni ne vendono oltre 4 milioni di pezzi.  Per avere una idea del successo dell’iniziativa contate che le Ps4 in giro per il mondo sono sopra quota 90 milioni. In percentuale non è moltissimo ma abbastanza per spingere Sony a rinnovare la line-up di giochi per la Vr.

Ecco Nintendo Labo Vr

Ecco Nintendo Labo Vr

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La scommessa di Nintendo. Come al solito i giapponesi di Kyoto hanno scelto di giocare una partita diversa dalla concorrenza. Per Sony, Facebook e Htc (Vive Vr) la realtà virtuale punta a offrire una esperienza “immersiva”: la grafica cerca di avvicinarsi alla qualità videogioco e il visore contribuisce all’”isolamento” nella realtà a tre dimensioni. Queste esperienze, scrivono gli stessi produttori, non sono adatte ai minori di 13 anni. Per diversi motivi primo tra tutti l’effetto di malessere denominato motion sickness . Parliamo dei sintomi da giramento di testa e nausea che colpiscono gli utenti quando”l’illusione” creata dalla realtà virtuale viene percepita dal cervello come troppo reale.

Come funziona. Come insegna la filosofia di Nintendo Labo, si inzia piegando il cartone per costruire la maschera per la Vr e i giocattoli. Il kit base di Labo VR prevede oltre al visore anche una specie di cannone (blaster) che potrà essere usato per quasi tutti i 64 mini-giochi. Nintendo ha anche annunciato che Super Mario Odyssey e The Legend of Zelda: Breath of the Wild supporteranno Nintendo Labo VR. L'update gratuito sarà disponibile a partire dal 25 aprile e aggiungerà il supporto alla realtà virtuale. Nintendo Labo VR, invece, sarà venduto a partire dal 20 aprile.

Il virtuale a misura di bambino. A differenza degli altri, Nintendo il 12 aprile lancerà in Italia una esperienza di Vr potabile dai sette anni in su. Come hanno fatto? Secondo gli esperti della casa giapponese la leggerezza del visore (in cartone) e la mancanza di una struttura che lo fissa al capo contribuiscono a non generare quell’aumento di temperatura corporea che appare uno dei fattori scatenante della chinetosi (motion sickness). Nel corso di una prova a cui abbiamo partecipitato, abbiamo notato anche uno piccolo spazio tra il viso del giocatore e le lenti che rende meno “avvolgente” l’esperienza. Per evitare i mal di mare legati alla Vr la strategia di Nintendo sembra appunto quella di rendere meno virtuale la realtà virtuale. Il combinato disposto di questi elementi in effetti rende la realtà virtuale meno immersiva, una esperienza mordi e fuggi. Dove l’utente è spinto a entrare e uscire dai due piani, quello reale e quello digitiale. Va detto però che gli effetti negativi della Vr restano soggettivo. Ci sono persone più sensibili di altre. Tuttavia, per chi ha meno di sette anni c’è anche la possibilità di giocare con il blaster e gli altri 60 giochi senza usare il visore e gli effetti stereoscopici.

Nintendo Labo: Kit VR – Trailer di lancio

I giochi: la prova. Sono esperienze di realtà virtuale, non giochi articolati. Nella piazza Vr ne trovate 64. Il più divertente che abbiamo provato è lo sparatutto. Il blaster si carica come un fucile a pompa e spara palline. L’invasione aliena è coloratissima così come la sfida a nutrire l’ippopotami a colpi di mele e banane. Il più creativo però prevede la costruzione di un cigno di cartone. Si indossa il visore e si prova l’ebrezza del volo simulando con le mani lo sbattere d’ali. Ad aiutarti c’è anche un pedale per simulare le raffiche di vento . Tra le creazioni anche la costruzione di un elefante e di una macchina fotografica. Nel primo si usa la proboscide per disegnare in aria. La cosa divertente è che una volta finito si possono condividere le opere o giocare in multiplayer sfidando gli altri a indovinare quello che si sta disegnando.

La progettazione in Vr. L’aspetto forse più interessante ma più articolato di Nintendo Labo è la possibiltà offerta di programmare e creare giochi attraverso la funzione Garage Toy-Con. Nel nuovo kit chiamato Garage Toy-Con Vr, i giocatori più smart potranno creare da zero o modificare gli oltre 60 giochi presenti in Labo Vr. La realtà virtuale consente di entrare direttamente all’interno della programmazione per apprezzarne il funzionamento o effettuare cambiamenti. personalizzare l'esperienza o usare sfondi e meccaniche come fonte d'ispirazione per creare un gioco completamente nuovo.

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