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Anche il Nyse guarda al Bitcoin: allo studio prodotti swap

di P.Sol.

Foto Afp

2' di lettura

Wall Street guarda con crescente interesse al mondo delle criptovalute. Mentre Goldman Sachs sta mettendo a punto un desk operativo per il trading, ora emerge che anche il Nyse ha in fase di valutazione una piattaforma per il Bitcoin. L’indiscrezione segnala un ulteriore passo verso il salotto buono di Wall Street per la valuta che fino a non molti anni fa era considerata l’emblema di un mondo opaco e fatto di traffici illeciti, per poi diventare un investimento speculativo ad altissimo rischio.

Stando a email e documenti ottenuti dal New York Times, il New York Stock Exchange - o meglio la controllante Intercontinental Exchange (Ice) - sta lavorando da qualche tempo a un piattaforma online che permetta ai grandi investitori di acquistare e detenere Bitcoin: le fonti citate dal quotidiano hanno chiesto di rimanere anonime dal momento che il piano è ancora largamente confidenziale. Un portavoce dell’Ice non ha voluto commentare l’indiscrezione.

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Il problema per i player istituzionali di Wall Street rimane l’assenza di regole che circonda il mondo delle criptovalute. Il progetto dell’Ice sarebbe ancora alle fasi iniziali e potrebbe essere bloccato in qualsiasi momento di fronte alla diffidenza della finanza mainstream. Ma in ogni caso la piattaforma non permetterebbe di trattare direttamente le criptovalute

Il progetto dell’Ice ruoterebbe infatti attorno a un contratto swap che avrebbe come effetto la consegna dei Bitcoin sul conto del cliente il giorno successivo, con le garanzie della piattaforma. Il contratto andrebbe oltre gli strumenti attualmente a disposizione degli investitori che possono puntare sui contratti futures di Chicago, sia al Cme che al Cboe, che però non si basano sulla consegna fisica del bene sottostante.

Il contratto swap si concluderebbe invece con la detenzione dei Bitcoin al cliente, ma la giurisdizione rimane sotto il cappello regolamentare della Commodity Futures Trading Commission. Si vociferava che anche il Nasdaq fosse intenzionato a avviare i contratti futures, ma per il momento non se n’è fatto nulla. Il Ceo del listino tecnologico, Adena Friedman, ha affermato recentemente di essere disponibile a studiare un vero e proprio exchange per valute virtuali, ma solo nel caso in cui fosse delineato il quadro normativo delle criptovalute.

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