Whistleblowing

Anche gli Ordini si attivano per tutelare chi segnala illeciti

Dai commercialisti ai notai e agli avvocati a che punto sono le piattaforme e i percorsi protetti per raccogliere le denunce di illeciti degli iscritti

di Francesco Nariello

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(AdobeStock)

Dai commercialisti ai notai e agli avvocati a che punto sono le piattaforme e i percorsi protetti per raccogliere le denunce di illeciti degli iscritti


2' di lettura

Anche il sistema ordinistico si apre al whistleblowing. Nell’aggiornamento delle linee guida in materia, in consultazione dalla scorsa estate, l’Autorità anticorruzione (Anac) ha chiarito come l’introduzione di una procedura per la segnalazione di illeciti coinvolga tutte le amministrazioni pubbliche tenute all’adozione di norme sulla prevenzione della corruzione nella Pa, tra le quali rientrano anche gli Ordini professionali. E sebbene la questione non sia stata finora trattata in ambito deontologico, alcune professioni - dai commercialisti agli avvocati, fino ai notai - hanno promosso l’avvio di un protocollo interno per la tutela del whistleblower.

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha adottato una procedura informatizzata specifica (ex articolo 54 bis, Dlgs 165/2001). La piattaforma elettronica, raggiungibile attraverso il sito web del Cndcec, consente ai dipendenti di inoltrare segnalazioni di illeciti al responsabile anticorruzione, garantendo riservatezza su identità del segnalante (al quale, se decide di non qualificarsi, viene assegnato un codice di accesso al sistema), contenuto e relativa documentazione. Lo stesso Consiglio, nel frattempo, ha istituito un sottogruppo per la redazione di una policy whistleblowing per le aziende.

A livello territoriale, sono diversi gli Ordini provinciali dei commercialisti che si sono mossi in autonomia, attivando piattaforme informatiche ad hoc - di solito con l’uso in convenzione di software esterni - per le segnalazioni di illeciti. Ne sono un esempio le iniziative intraprese, tra gli altri, dagli Ordini di Aosta, Monza e Brianza, Pesaro-Urbino, Reggio Emilia, Rimini.

Il Notariato ha introdotto - nell’ambito del piano triennale di prevenzione corruzione e trasparenza 2020-22, approvato lo scorso 7 febbraio - la tutela del personale che segnala illeciti, attivando un’apposita casella email per il whistleblowing. Le segnalazioni possono essere inoltrate al responsabile della prevenzione corruzione e trasparenza (Rpct), ma anche ad autorità giudiziaria, Corte dei conti, Anac. Garantiti la tutela dell’anonimato e il divieto di discriminazione nei confronti del segnalante.

Anche per quanto riguarda il Consiglio nazionale forense, un paragrafo apposito sul whistleblowing è stato inserito nel piano triennale per la prevenzione corruzione, trasparenza e integrità adottato a gennaio. Per attuare la misura è prevista la predisposizione di un’apposita casella email all’interno del sito web del Cnf, in cui sarà possibile compilare un modulo per le segnalazioni di illecito che sarà inviato in automatico dal sistema al responsabile prevenzione corruzione (Rpc). L’identità del whistleblower verrà protetta in ogni contesto antecedente e successivo alla segnalazione. Si prevede che la procedura sarò messa a punto entro l’anno: nel frattempo si predisporrà un «contenitore riservato» in cui potranno essere, anonimamente, inserite le segnalazioni. Anche per gli avvocati sono diversi gli Ordini provinciali che si sono attivati per proprio conto.

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