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Anche pannolini e assorbenti nascono dalla mecccatronica

di Riccardo Oldani


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3' di lettura

Tra i tanti settori in cui eccelle l’industria italiana, quello della produzione di macchine per l'industria di pannolini, pannoloni e assorbenti è, probabilmente, uno tra i più insospettati ma, al tempo stesso, di maggior successo. Il leader di mercato, Fameccanica, è un’azienda che, dalla sede di Sambuceto di San Giovanni Teatino, in provincia di Chieti, è cresciuta fino a detenere il 25% del mercato globale, con impianti produttivi anche in Cina, Brasile e negli Stati Uniti. Realizza anche sistemi e linee per riempimento e packaging di prodotti per l’igiene personale e della casa, come shampoo e saponi liquidi.

Fameccanica è stata tra i primi nel settore a introdurre soluzioni digitali, con l’obiettivo di creare un mix tra meccanica, elettronica, informatica e tecnologie digitali non soltanto a beneficio dell’utilizzatore finale di queste macchine, spesso assai complesse di grandi dimensioni, ma anche per migliorare tutto il processo di progettazione e sviluppo del prodotto, fino all’assistenza e alla manutenzione.


«Le macchine che produciamo – spiega Giampiero De Angelis, direttore generale del gruppo – possono essere lunghe anche più di 50 metri, alloggiare centinaia di servomotori, svariati sensori e telecamere per il controllo del processo e della qualità in linea e diverse interfacce uomo-macchina per consentire agli operatori di impostare e controllare la produzione». Tutti questi dispositivi producono un’enorme quantità di informazioni che vanno raccolte, selezionate ed elaborate. Fameccanica da tempo ha avviato lo sviluppo di soluzioni per lavorare su questi dati che, dice De Angelis, «ci preoccupiamo di trasformare in smart data partendo dai big data. Il nostro obiettivo, infatti, è disporre di dati veramente significativi, selezionati e gestibili, utili all'utilizzatore per gestire al meglio il processo ma anche a noi per controllare le prestazioni a distanza, migliorare il servizio di assistenza e affinare la progettazione delle macchine future».

Fameccanica ha messo a punto una piattaforma in grado di gestire e storicizzare i dati a livello di singola macchina, di stabilimento industriale e, mediante il cloud, di un insieme di stabilimenti, capace non soltanto di verificare funzionamento ed eventuale usura delle parti, ma anche di fornire indicazioni sul consumo e sulla qualità delle materie prime usate in produzione.

La gestione ed elaborazione dei dati ha consentito poi al gruppo di sviluppare da tempo soluzioni oggi ritenute di frontiera, come i cosiddetti “digital twin”, o gemelli digitali, basati su potenti risorse di calcolo e su tecnologie di realtà virtuale e aumentata. Fameccanica dispone di una “virtual room” che permette di simulare, in dimensioni reali e in 3D, lo sviluppo delle macchine prima della realizzazione dei prototipi e della messa in produzione “per controllare – spiega Giampiero De Angelis – anche insieme con il cliente l'accessibilità a tutte le parti, gli spazi occupati e quelli a disposizione degli operatori, la funzionalità generale e l’ergonomia».

Giampiero De Angelis, direttore generale del Gruppo Fameccanica

I modelli virtuali realizzati in fase di progettazione, e aggiornati continuamente fino a rappresentare in modo fedele al 100% gli impianti realmente installati, sono anche la base per lo sviluppo di soluzioni di realtà aumentata che facilitano il lavoro di addetti e manutentori. «Per ogni nostra macchina – spiega De Angelis – realizziamo video tutorial, che possono girare su pc, tablet o altri dispositivi, per fornire istruzioni agli operatori di macchina o per creare schede illustrative di parti su cui è necessario far interventi di settaggio o manutenzione. Ne possono trarre vantaggio sia gli operatori sia i nostri tecnici nel momento in cui effettuano un intervento di assistenza. Per superare le barriere linguistiche, visto che i nostri sistemi sono installati in tutto il mondo, tutto è realizzato con animazioni e simboli grafici».

Non solo. Il ricorso alla realtà virtuale consente di essere molto più plastici e pronti a eventuali modifiche di progetto richieste dai committenti anche dopo l'acquisizione della commessa. «Un'eventualità – osserva De Angelis – divenuta sempre più frequente negli ultimi tempi». La scomposizione delle macchine in moduli, che creano una ricca libreria virtuale, consente agli ingegneri di Fameccanica di arrivare a un layout definitivo degli impianti in tempi molto più brevi rispetto a quelli consentiti da un sistema di progettazione tradizionale.

Tra le altre attività a cui lavora Fameccanica ha un posto importante la riduzione dei tempi di installazione e di messa in servizio delle macchine. Un recente sviluppo high-tech riguarda, per esempio, il ricorso a tecnologie di stampa 3D di parti, sia per ridurre i tempi di produzione sia per rendere più rapida la realizzazione di parti di ricambio.

Il 10 dicembre il Premio Meccatronica

Si terrà il 10 dicembre prossimo a Reggio Emilia la cerimonia di consegna del Premio Italiano Meccatronica, promosso da Unindustria Reggio Emilia, in collaborazione con Nòva-Il Sole 24 Ore, Club Meccatronica e Community Group.

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