INNOVAZIONE

Anche Ponti a bordo di My Cooking Box

di Luca Orlando

2' di lettura

Prima Cameo. Ora Ponti. Nel capitale di My Cooking Box, start-up fondata dalla bergamasca Chiara Rota, continua l’ingresso dei big dell’alimentare. Questa volta il round di investimento, che include anche il gruppo novarese, leader nell’aceto, è di portata doppia rispetto a quanto raccolto nel 2018. Due milioni di euro di nuove risorse che ora vanno a sostenere le ambizioni internazionali dell’azienda, ormai uscita dalla fase di sperimentazione e già ben radicata con i propri prodotti sul mercato.

Partita in sordina, iniziando in termini culinari dalle trofie al pesto, nel 2016 My Cooking Box raccoglie i primi fondi raccolti attraverso il crowdfunding, risorse moltiplicate nel 2018. Con 500mila euro attraverso il crowdfunding e altrettanti iniettati da quattro investitori, tra cui Cameo.

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Decolla quindi l’idea di base, quella di fornire dei kit pronti all’uso per cucinare le ricette più svariate della tradizione regionale italiana, scatole contenenti tutti gli ingredienti necessari per realizzare piatti elaborati. «Solo e rigorosamente della nostra tradizione - spiega la fondatrice Chiara Rota, ingegnere gestionale - perché questa è la filosofia di base dell’azienda, il nostro punto di forza distintivo in termini di modello di business da proporre sui mercati internazionali».

Schema che incontra il favore del mercato, a dispetto dello scetticismo che Chiara incontrava tra i suoi “colleghi” startuppari dell’acceleratore SpeedMeUp della Bocconi di Milano, impegnati in software e applicazioni web ritenute più promettenti o magari soltanto più “colte”.

«Mi guardavano con tanta perplessità - racconta Chiara ripensando a quegli esordi - ma molti di loro non sono riusciti a far decollare i rispettivi progetti. Mentre io, invece, sono ancora qui».

Un “qui” fatto di ricavi e perimetro in costante crescita, con il 2020, sull’onda dell’emergenza Covid, a dare una spinta insperata al canale online, una delle cinghie di trasmissione per il business di My Cooking Box.

«Lo scorso anno - spiega Chiara Rota - abbiamo praticamente raddoppiato i ricavi a due milioni e anche ora siamo in rotta per replicare la stessa crescita. Anche per questo ci stiamo strutturando in termini organizzativi e produttivi, investendo in nuovo personale e macchinari che consentano più automazione nella fase di confezionamento».

Oltre 90mila le “scatole” vendute lo scorso anno, in Italia e non solo, con i primi successi internazionali raccolti ad esempio in Germania e negli Stati Uniti, paese quest’ultimo in cui vi è una presenza fisica anche all’interno di catene della Gdo. Gli addetti sono saliti a quota 25 e alla luce della crescita attuale il perimetro pare destinato a crescere.

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