Operazione da 40 milioni

Anche la Puglia punta sui basket bond con l’arranger UniCredit

di Vera Viola


3' di lettura

BARI - Con pochi giorni di anticipo rispetto alla Campania, la Puglia, a sua volta, ha aperto una call (5 settembre) per raccogliere manifestazioni di interesse a emettere minibond. A quanto sembra le prime cinque manifestazioni di interesse per un valore complessivo di 30 milioni sono state depositate, e altre 21 stanno per essere formalizzate.

La Regione Puglia ha varato un suo piano per l’emissione di basket bond, avendo deciso di sostenere e renderne possibile l’emissione da parte delle Pmi che hanno sede nella regione, e che hanno le potenzialità per farlo. Devono cioè avere precisi requisiti strutturali e di bilancio, come non avere azioni quotate e non essere in difficoltà finanziarie, avere un fatturato minimo di 5milioni.

Non tutti i settori possono accedere alla procedura: non possono, a esempio, le imprese agricole, quelle del commercio, le imprese che si occupano del ciclo dei rifiuti, della pesca e dell’acquacoltura. Le imprese edili. Quelle che producono armi o che si occupano di gioco d’azzardo.

Le Pmi interessate a fare emissione di minibond potranno utilizzare la liquidità acquisita per investimenti e per operazioni da realizzare con capitale circolante. Vi si comprendono innovazione, ricerca, internazionalizzazione e persino acquisizione di aziende o rami di azienda.

In questo modo viene agevolato il ricorso a sistemi di finanziamento alternativi e complementari con quello bancario che, soprattutto al Sud, resta canale privilegiato delle piccole e medie imprese, anche quando le condizioni di accesso sono difficili se non impossibili.

Lo strumento innovativo dei minibond pugliesi sarà attuato attraverso la logica di portafoglio, i cosiddetti basket bond, da 50 milioni circa: questi devono essere di nuova emissione,della durata massima di 7 anni, di importo compreso tra 2 e 10 milioni.

Complessivamente la Regione ha dotato l’operazione di 40 milioni di euro (di Fondi Fesr-Fse 2014-2020) e affidato la gestione a Puglia Sviluppo, che società in house controllata al 100 per cento.

Arranger per la strutturazione delle operazioni è UniCredit, che supporta le società emittenti durante il processo di strutturazione, individuerà gli investitori istituzionali e professionali e creerà la società veicolo che sottoscriverà o acquisterà i minibond.

Supportata dall’arranger, e seguendo una procedura sempre aperta, la Pmi emetterà il minibond e Puglia Sviluppo interverrà con una garanzia limitata di portafoglio che fornisce una copertura del rischio delle prime perdite (con un budget di 25 milioni dei 40 stanziati). Puglia Sviluppo erogherà anche sovvenzioni dirette alle Pmi emittenti per la copertura parziale, fino alla concorrenza del 50%, delle spese relative alla strutturazione e organizzazione dell’emissione dei minibond.

«L’operazione minibond – precisa Antonio De Vito, direttore di Puglia Sviluppo – è parte di un Piano molto più ampio di sostegni alle imprese della Regione, partito nel 2015, che soprattutto punta a favorire l’accesso al credito. Questo Piano ha la capacità di attivare investimenti per oltre 4 miliardi e sta già dando risultati interessanti. Fiore all’occhiello è stata la misura del Microprestito».

In particolare per Basket bond della Puglia, la Regione ha valutato la possibilità di aggiungere altri 15 milioni al fine di realizzare investimenti per circa 200 milioni.

In sintesi, con il Fondo Minibond si interviene in tre modi: con una garanzia sulle “prime perdite” del portafoglio di minibond, con il conferimento di una dotazione finanziaria come coinvestimento per la sottoscrizione dei bond da parte degli investitori istituzionali e, infine, con sovvenzioni dirette a disposizione delle piccole e medie imprese per abbattere i costi di emissione e per la certificazione del rating e dei bilanci.

«Grazie a questa operazione – osserva Andrea Casini, Co-Ceo Commercial Banking Italy di UniCredit – mobilitiamo a beneficio delle imprese pugliesi un’importante mole di risorse finalizzate a investimenti, internazionalizzazione, alle esigenze di capitale circolante».

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