ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl giro di vite di Pechino

Anche Yahoo! lascia la Cina. La stretta sulla privacy mette in fuga le big tech

I servizi di Yahoo! sono di fatto già stati bloccati, sul mercato cinese, a partire da ieri (1 novembre) e la società ha fatto sapere che «rimane impegnata nei diritti dei nostri utenti e in un Internet libero e aperto»

di Biagio Simonetta

(AFP)

4' di lettura

Dopo LinkedIn, tocca a Yahoo!. La fuga delle aziende americane dalla Cina fa registrare un nuovo colpo grosso, che sottolinea ulteriormente – qualora ce ne fosse bisogno – la frattura sempre più netta fra Washington e Pechino.

La società di Sunnyvale ha annunciato la decisione di ritirarsi dal Paese del Dragone parlando, come ha fatto LinkedIn un paio di settimane fa, di «ambiente commerciale e legale sempre più impegnativo».

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I servizi di Yahoo! sono di fatto già stati bloccati, sul mercato cinese, a partire da ieri (1 novembre) e la società ha fatto sapere che «rimane impegnata nei diritti dei nostri utenti e in un Internet libero e aperto».

Un addio simbolico

Yahoo! aveva già avviato un percorso di ridimensionamento delle sue operazioni in Cina, tanto che nel 2015 chiuse il suo ufficio di Pechino. E in qualche modo l’annuncio odierno è più che altro simbolico, dato che diversi servizi del gigante californiano (dall'email, alle news) risultavano già bloccati nel Paese dal 2013 a causa del “Great Firewall”, lo stesso muro digitale che impedisce ad altri servizi occidentali (tra cui Google e Facebook) di poter operare in Cina, se non attraverso l’adozione di VPN.

Già dalle scorse ore, dunque, gli utenti cinesi di Internet che navigano sui siti web gestiti da Yahoo! come AOL.com, o siti di informazione come TechCrunch ed Engadget, hanno ricevuto l'avviso che i servizi di Yahoo! non sono più accessibili dalla Cina continentale. E anche gli utenti cinesi di app come Yahoo Weather hanno ricevuto informazioni - a partire da ottobre - che le app sarebbero state interrotte da lunedì 1 novembre.

Inoltre, Applecensorship.com, un sito web gestito dal gruppo di attivisti anonimi anticensura GreatFire, ha mostrato che altre app di Yahoo! come Yahoo! Finance e Yahoo! Mail non erano disponibili sull’app store cinese di Apple già dal 14 ottobre. Le piattaforme dell’azienda non sono ampiamente utilizzate da normali cittadini cinesi.

La stretta di Pechino

In Cina, le normative di recente introduzione che disciplinano la privacy e la sicurezza dei dati hanno aumentato l’incertezza e i costi di conformità delle operazioni. E alcune aziende preferiscono ritirarsi piuttosto che affrontare rischi non ben definiti.

Modellato sul regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione europea, le nuove normative sulla privacy della Cina sono entrate in vigore lunedì 1 novembre e richiedono alle organizzazioni e agli individui che gestiscono le informazioni personali dei cittadini cinesi di ridurre al minimo la loro raccolta e di ottenere il consenso dell’utente.

Lo scorso fine settimana, Apple Inc. ha inviato un’email agli utenti del suo App Store cinese informandoli sui preparativi dell’azienda per la legge sulla privacy e spiegando l'introduzione di nuove normative sulla privacy a partire dal 27 ottobre. Altri requisiti del rigido regolamento cinese riguardano la necessità di localizzare i dati. E non è un caso che aziende come Apple e Tesla Inc. hanno cercato di conformarsi costruendo data center in Cina per archiviare dati cinesi.

I regolamenti fanno parte di una più ampia repressione da parte di Pechino sulle big tech. Repressione che quest'anno ha travolto le più grandi società digitali cinesi. Alibaba – che è stata fra le prime - è stata multata per la cifra record di 2,8 miliardi di dollari ad aprile per violazioni dell’antitrust.

La Cina ha anche inasprito le regole sul gioco online. Tencent Holdings Ltd. ha annunciato - il 31 ottobre scorso - che sta chiudendo Fortnite, il videogioco sviluppato da Epic Games, a partire dal prossimo 15 novembre. I regolatori di Pechino, ad agosto hanno introdotto nuove regole che limitano fortemente il tempo di gioco dei giovani giocatori, e hanno sospeso l’approvazione di nuovi giochi. Da ieri, agli utenti è negata la possibilità di aprire un nuovo account. Salta Fortress Night, quindi, la versione cinese del videogioco, caratterizzata da alcune differenze rispetto a quella standard.

Cos'è Yahoo! oggi

Ma cos'è esattamente Yahoo! oggi? Di certo è un'azienda molto lontana dalla startup che nel primo boom di Internet sembrava poter conquistare il mondo. Con gli anni, le scelte del management non hanno pagato, e Yahoo! ha perso quote di mercato e popolarità. Oggi è comunque una grande azienda, che gestisce piattaforme di distribuzione di notizie di nicchia come Yahoo Finance, Yahoo Sports e possiede media come TechCrunch. L’azienda ha circa 900 milioni di utenti attivi mensili.

Yahoo! era entrata nel mercato cinese nel 1999, lanciando servizi di email e directory di ricerca e offrendo traduzioni di articoli di notizie statunitensi. Dal 2005, a seguito di un accordo di partnership, la maggior parte delle operazioni cinesi della società era stata gestita da Alibaba, che ha gradualmente eliminato le piattaforme di Yahoo!.

Yahoo! è stata acquisita da Verizon nel 2017 e più recentemente è stata venduta alla società di private equity Apollo Global Management, che ha accettato di pagare circa 5 miliardi di dollari per acquisire Yahoo! e AOL. E pensare che nel 1998, proprio Yahoo!, poteva acquistare una startup di nome Google per la cifra di 1 milione di dollari. Sarebbe stata sicuro un'altra storia.

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