L’Intervista

«Ancona, investimenti da 100 milioni per dare slancio alla crescita»

Valeria Mancinelli.Dal porto ai mercati cittadini, dagli impianti sportivi al trasporto pubblico fino alla sostenibilità ambientale, la sindaca di Ancona annuncia i progetti di rilancio del capoluogo marchigiano

di Michele Romano

Secondo mandato. La sindaca di Ancona Valeria Mancinelli Nel 2023 si chiude il decennio alla guida della città.

4' di lettura

Cento milioni di interventi, un grande cantiere per riqualificare e rianimare la striscia di terra tra porto e città, che andava recuperata. È la rivoluzione di Valeria Mancinelli (Pd), sindaco di Ancona, e una vision che ha come orizzonte temporale il 2050, scavalcando l’arida logica della fine legislatura: «Sarà una città di mare, il suo porto ne sarà ancora l’anima e la porta verso il mondo, una città che non ha paura del futuro e dei cambiamenti, una città che della sostenibilità ambientale avrà fatto un pezzo della sua identità senza rinunciare alla crescita economica. Avrà imparato a produrre di più consumando di meno, a distribuire ancor meglio la ricchezza che produce, a esercitare il ruolo di capoluogo di regione non come un privilegio da rivendicare, ma come una responsabilità verso il resto del territorio». Una pianificazione ambiziosa, progettata alla vigilia della sua prima elezione (era il 2013) e sostenuta da un piano di azioni di cui Mancinelli va molto orgogliosa: «Ogni intervento, in ogni parte della città, al porto come nei mercati, negli impianti sportivi, nei quartieri Iacp, non è pensato solo per riqualificare le mura, ma per dare slancio sociale ed economico ai cittadini».
Nel 2023 scade il suo secondo mandato e si chiude un decennio alla guida di Ancona: c’è spazio per un terzo mandato?
Non c’è spazio per un terzo mandato, in primis perché è vietato oggi dalla legge.
Ma se fosse possibile non le piacerebbe vedere conclusi gran parte dei progetti che ha avviato?
Certo, ma con la consapevolezza che amministrare significa mettere in campo progettualità anche a lungo termine. Quindi è responsabilità delle Amministrazioni curare con precisione ogni singolo passaggio, per consegnare progetti concreti e avviati per giungere a buon fine.
Nell’immaginare la sua rivoluzione da dove è partita?
Dalla necessità di recuperare una identità e di rimettere in moto la città, di sbloccare le tante incompiute, di attivare quella rigenerazione urbana sulla quale si erano fatti tanti convegni ma non si erano cercati soldi, strumenti, occasioni per far ripartire investimenti e trasformazioni reali. Ma, prima di tutto e su tutto, dalla necessità di far recuperare credibilità alla politica e alla funzione di governo con un unico potente mezzo: fare ciò che si dice.
Dove sono destinati i 100 milioni di investimenti?
Il nostro obiettivo è di concludere i progetti speciali di riqualificazione urbana: abbiamo 10 cantieri aperti, in cui investiamo oltre 30 milioni di euro. Abbiamo messo a sistema fondi di privati e di altri enti pubblici, risorse vinte con bandi nazionali ed europei. Stiamo per avviare il secondo programma di investimenti straordinari sul Mercato del Piano, Vallemiano e sull’edilizia monumentale per 18 milioni, attraverso il nuovo bando nazionale. Siamo in condizione di far partire i lavori per l’ultimo miglio del collegamento porto-autostrada dopo trent’anni di progetti rimasti sulla carta.
I cittadini guardano anche agli investimenti ordinari…
È in corso una massiccia operazione di manutenzione su strade, scuole, impianti sportivi, verde pubblico per circa 20 milioni di euro all’anno. Questo mese partirà il percorso del Piano urbano per la mobilità sostenibile, dove sarà centrale la sfida del TPL elettrico–filobus. Qui possiamo investire 20 milioni, derivanti da bandi nazionali.
Anche nella città capoluogo regionale l'impatto del covid è stato devastante, sotto il profilo sociale ed economico.
Stiamo creando un sistema di strumenti a disposizione dei cittadini per il post covid, in tutti i settori, dal commercio, al turismo, all’impresa, con un’attenzione particolare alle micro e piccole imprese, che costituiscono un tessuto importante nella nostra città.
È questo il senso della manovra per la Tari appena varata?
Vale circa 2,2 milioni per le imprese, per gran parte delle quali esoneriamo al 100% la parte variabile della tassa (che pesa per il 55%, ndr.). Per le famiglie ci sono 500 mila euro: abbiamo esteso la fascia che ha diritto alle agevolazioni, anticipando così la risposta ai bisogni di chi nel periodo Covid è già caduto in una situazione di difficoltà, non ancora registrata dai dati storici utilizzati per il calcolo del reddito, che si basano sull’annualità 2019.
Quelle che deve realizzare lo Stato, come grande viabilità e ferrovie in particolare, sono ancora il punto debole, malate dei mali dell’Italia: farraginosità delle procedure e della organizzazione degli apparati pubblici, governi deboli e sempre provvisori. Mali aggravati, nelle Marche, dallo scarso peso politico di questa regione, piccola e divisa al suo interno.
Qualcosa si sta muovendo soprattutto all'interno del porto?
Il porto funziona per doti naturali di posizione geografica e fondali, ma anche grazie a imprenditori svegli e autorità pubbliche coese e fattive: sono sindaco dal 2013 e in questi 8 anni Autorità Portuale e Comune hanno marciato nella stessa direzione, condividendo strategie e cooperando per realizzarle con i fatti. Soprattutto sul porto vogliamo che si continui a viaggiare con questo stile, operativo e concreto: non è un auspicio, ma una richiesta ferma e precisa. Ancona non può in alcun modo permettersi uno stop.

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