Lavoro in corso

Ancona, investimenti pubblici e privati per rilanciare il porto

Il presidente dell'Autorità portuale Giampieri spiega i progetti di potenziamento anche grazie agli 80 milioni dell'accordo di programma e di Fincantieri. Il nodo collegamenti

di Michele Romano

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Una veduta del porto di Ancona con i lavori di ristrutturazione

Il presidente dell'Autorità portuale Giampieri spiega i progetti di potenziamento anche grazie agli 80 milioni dell'accordo di programma e di Fincantieri. Il nodo collegamenti


3' di lettura

«Quello di Ancona è un porto internazionale e con i suoi 6.500 addetti che lavorano all'interno dello scalo incide per il 2,7% sul Pil delle Marche». A quattro anni dalla sua nomina a presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri continua a guardare avanti: dell'incendio all'interno di un capannone (sono andati distrutti 25 mila degli oltre 40 mila mq.) dice che «non lo dimenticherà mai», ma aggiunge anche che «il porto non si è mai fermato, perché qui la gente ha la pelle dura». Così, proprio in quella che è stata la settimana più dura della sua gestione, è arrivato un grande segnale di speranza per il futuro: l'accordo di programma tra Mit e Adsp, con un finanziamento pubblico da 40 milioni per la capacità produttiva dello stabilimento della Fincantieri, al quale se ne affiancano altrettanti già stanziati dal Gruppo per realizzare navi da crociera di ultima generazione. «Tutto questo avrà bisogno di maestranze qualificate, che possano rispondere alle specializzazioni necessarie a una cantieristica di qualità»: il presidente ha in mente una filiera della formazione professionale legata al comparto, con l'obiettivo «di generare crescita dei livelli occupazionali e delle competenze all'interno dello scalo portuale».

Tutto il lavoro di Giampieri è dedicato a interpretare il cambiamento del mercato: «Accanto a una profonda trasformazione della logistica – sottolinea – dovevamo mettere a disposizione un porto molto flessibile nelle destinazioni delle banchine e nel cogliere tutte le opportunità di crescita: ogni infrastruttura deve avere la logica di essere utile agli imprenditori». Una mission che poggia sull'analisi di un dato, che più di tutti spiega quanto sia importante la portualità e il porto di Ancona: il Mediterraneo rappresenta solo l'1% delle acque di tutto il mondo, ma «nel Mediterraneo gira il 20% del traffico commerciale di tutto il mondo».

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Guardando la mappa dei lavori in corso o in programma, lo scalo ha l'aspetto di un imponente cantiere. Risorse pubbliche per circa 50 milioni sono state destinate a modificare e potenziare 4 banchine, da utilizzare per il traffico dei container e per quello dei passeggeri, e per ristrutturare il mercato ittico, «come luogo di lavoro strategico, valore architettonico (fu progettato da Gaetano Minnucci a metà Novecento, ndr.) e sintesi del rapporto mare-territorio». Alla banchina 7, invece, Giampieri pensa di far attraccare yacht di grandi dimensioni che transitano in Adriatico, «intercettando una domanda crescente da parte del target del lusso, che oggi non trova soddisfazione sulle coste italiane». E anche i privati faranno la loro parte: Frittelli Maritime Group, a fine 2019, ha inaugurato il nuovo magazzino logistico nell'ex Carbonile e il magazzino del molo sud è in concessione a Icop e destinato al traffico di merci varie. La logistica, dunque, come priorità assoluta, declinando anche su Ancona la Zls-Zona Logistica Semplificata prevista nella legge di Bilancio per il 2020, perché «questo è un porto di importanza europea, che ha bisogno di velocizzare tutte le opere infrastrutturali previste». Una velocità che, per forza di cose, deve riguardare anche le infrastrutture di collegamento: è arrivato il progetto esecutivo da 12 milioni per allungare a 600 metri i binari della Nuova Darsena, in modo che i treni merci non transitino più per la stazione centrale, che si è aggiunta all'elettrificazione completa dei binari di collegamento, che consentono l'autonomia per le manovre di entrata e uscita.

Restano più indietro, invece, altri due progetti chiave: il raddoppio linea ferroviaria Orte-Falconara, opera inserita nel Piano ItaliaVeloce ma ancora in fase di studio, e il collegamento tra il porto e l’A14 (se ne parla da oltre 20 anni, ndr.), con l'Anas che a giugno ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica.

In questo complesso puzzle, infine, ci sono pezzi anche per l'attività crocieristica. Giampieri sogna di far attraccare «una nave da crociera al giorno tra quelle che girano in Adriatico da 290-310 metri» e che oggi non possono farlo nel porto storico per limiti di manovra: c'è un progetto per realizzare una nuova banchina dedicata sul Molo Clementino, che porterà ad Ancona fino a tremila persone a giorno per i 120-150 giorni di una normale stagione crocieristica, attraendo così circa 400 mila persone all'anno, «con flussi regolari sui quali costruire una strategia turistica di conoscenza e frequentazione di tutte le Marche».

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