MIGRANTI

Ancora alta tensione a Roma. L’eritreo ferito: non ho lanciato sassi ai bambini

Nella foto le forze dell'ordine presidiano il centro di accoglienza di via del Frantoio a Roma, in zona Tiburtino

2' di lettura

Rimane alta la tensione a Roma dopo che martedì sera un eritreo è stato ferito in una rissa tra residenti e migranti nel centro di accoglienza nel quartiere Tiburtino Terzo nella periferia della capitale. «Ho avuto paura, ma non nutro rancore. Non voglio vendetta», avrebbe detto l’eritreo accoltellato. L’uomo, ancora ricoverato in ospedale con 30 giorni di prognosi, è stato ascoltato ieri dai carabinieri con l’aiuto di un interprete. In mattinata i carabinieri della compagnia Montesacro trasmetteranno alla Procura di Roma che indaga per tentato omicidio un’informativa con gli elementi raccolti finora.

L’eritreo nega di aver lanciato sassi contro i bambini
Alla base della spedizione punitiva di due notti fa un dissidio con alcuni bambini avvenuto nella tarda serata di lunedì. L’uomo avrebbe però negato di aver lanciato sassi contro di loro. E intanto l’ingresso del presidio umanitario gestito dalla Croce Rossa di Roma continua a essere presidiato da polizia e carabinieri. Ieri c’è stato un via vai continuo di residenti lungo la strada che ne chiedono la chiusura e non sono mancati momenti di tensione con alcuni migranti che uscivano dalla struttura.

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Movimenti per la casa ancora in piazza a Roma
Questa mattina i movimenti per la casa sono scesi di nuovo in piazza dopo il corteo di sabato “Stop sgomberi” che ha attraversato le strade del centro della città. La manifestazione è partita da piazza dell’Esquilino. Il sit-in è stato organizzato per protestare contro le decisioni emerse ieri durante il vertice in Prefettura sull’emergenza abitativa nella Capitale. E intanto ha trascorso la quinta notte nei giardini vicino ai Fori Imperiali, alle spalle della Prefettura di Roma, il gruppo di migranti ex occupanti del palazzo di via Curtatone sgomberato il 19 agosto. Il presidio era stato autorizzato fino a lunedì, ma i migranti hanno deciso di restare.

Edificio di via Curtatone: oggi la Digos termina gli accertamenti
Dovrebbero concludersi oggi gli accertamenti della Digos all’interno dell’edificio vicino alla stazione Termini, al centro dello sgombero di occupanti, tra i quali numerosi migranti, di una decina di giorni fa. Gli investigatori sono alla ricerca di elementi utili per fare luce sul presunto racket dei posti letto e anche dell’utilizzo di timbri con sigilli dello Stato italiano. Sono stati sequestrati computer e documenti, tra cui ricevute di pernottamento. Sul posto anche la polizia scientifica per documentare lo stato dei luoghi. Terminato il controllo, ci sarà una relazione al procuratore aggiunto Francesco Caporale, che sulla vicenda di via Curtatone procede per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per contraffazione del sigillo dello Stato.

A scuola 800mila studenti non italiani
Rimanendo poi al tema dell’integrazione, sono oltre 800.000 le ragazze e i ragazzi con cittadinanza non italiana presenti nel sistema scolastico. Quasi il 60% di queste alunne e di questi alunni è nato in Italia. Questi dati soo stati forniti dal ministero dell'Istruzione, che ha comunicato la firma dei decreti sugli Osservatori per l’inclusione e Integrazione.

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