Oceania

Ancora disordini alle isole Salomone, decretato il coprifuoco notturno

I manifestanti cercano di raggiungere la residenza privata del premier Sogavare. Sparati lacrimogeni e colpi di avvertimento

Isole Salomone, rivolta nella capitale: i manifestanti danno fuoco ad alcuni edifici

2' di lettura

Ancora tensione alle isole Salomone, l’arcipelago a nord-est dell’Australia dove nei giorni scorsi era scoppiata una rivolta contro il governo locale. Il governatore generale dell’arcipelago ha annunciato il coprifuoco notturno per la capitale Honiara dopo tre giorni di proteste e rivolte. David Vunagi ha decretato «un coprifuoco giornaliero per Honiara dalle 19 alle 6:00, a partire dal 26 novembre, e fino alla sua revoca».

Nella giornata di venerdì (ricordiamo che alle isole Salomone l’orologio è 10 ore avanti rispetto all’Italia) la polizia locale ha sparato gas lacrimogeni e colpi di avvertimento per disperdere i manifestanti che cercavano di raggiungere la residenza privata del primo ministro Manasseh Sogavare, nonostante il coprifuoco in vigore. Lo hanno riferito giornalisti dell’Afp sul posto. Un piccolo numero di agenti ha disperso la folla che aveva dato fuoco ad almeno un edificio, ricacciandola verso il centro di Honiara, in ginocchio dopo tre giorni di violente proteste contro il governo di Sogavare.

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Il premier Sogavare : disordini frutto di ingerenze straniere

Lo stesso Manasseh Sogavare ha detto di vedere un’interferenza straniera dietro le proteste antigovernative, gli incendi dolosi e i saccheggi che hanno devastato la capitale Honiara negli ultimi giorni .Sogavare ha scatenato la rabbia di molti, in particolare quella dei leader della provincia più popolosa delle Isole Salomone, Malaita, quando ha interrotto le relazioni diplomatiche del paese con Taiwan rivolgendosi a Pechino. Un aereo con a bordo polizia e diplomatici australiani è arrivato giovedì sera a Honiara, dove aiuterà gli sforzi della polizia locale per ripristinare l’ordine dopo un secondo giorno di violente proteste antigovernative, ha detto il ministro della Difesa Peter Dutton.

Sogavare ha dichiarato di essere fedele alla decisione del suo governo di abbracciare Pechino. La violenza è stata «purtroppo influenzata e incoraggiata da altre potenze», le pressioni esterne sono state “molto grandi”, ha aggiunto. «Non mi inchinerò a nessuno. Siamo intatti, il governo è intatto e difenderemo la democrazia».

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