OPEN BANKING

«Ancora troppi ostacoli per la Psd2»: l’Eba sollecita vigilanza e sanzioni

Freni nella condivisione dei dati: l’Authority europea chiede misure se le barriere non saranno rimosse entro il 30 aprile

di P.Sol.

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2' di lettura

L'Eba torna a sottolineare gli ostacoli ancora esistenti che impediscono ancora oggi, a un anno e mezzo dall'entrata in vigore, la piena realizzazione della Psd2, la direttiva europea sui servizi di pagamento. E a sollecitare le autorità di vigilanza nazionali ad operare in tempi rapidi per rimuovere queste difficoltà entro il 30 aprile.

Qualora persistano ostacoli dopo la fine del prossimo mese - sottolinea l'Autorità bancaria europea -, le autorità nazionali sono chiamate ad adottare misure di vigilanza più efficaci per garantire la conformità con la direttiva, revocando ad esempio le esenzioni dal meccanismo di emergenza già concesse agli Aspsp o imponendo sanzioni.

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L'Eba, nello specifico, fa riferimento alla rimozione degli ostacoli relativi alle interfacce dei prestatori di servizi di radicamento del conto (Aspsp) nell'ambito della strong customer authentication e, soprattutto, della comunicazione sicura tra prestatori di servizi di pagamento, chiedendo alle autorità nazionali di valutare i progressi compiuti dagli Aspsp nelle rispettive giurisdizioni.

Si tratta di ostacoli spesso nascosti tra le pieghe di procedure duplicate e interfacce che frenano la fruizione dei dati degli utenti, finendo per complicare l'utilizzo dei dati da parte delle terze parti.

L'Eba ne aveva già parlato l'anno scorso in un parere più dettagliato che elencava una serie concreta di fattispecie di ostacoli all'accessibilità.Ora si spinge, cosa che non aveva fatto prima, a indicare la scadenza di fine aprile per la valutazione delle eventuali inadempienze.

Per bocca di ItaliaFintech, l'associazione che raggruppa i principali imprenditori del Fintech, il mondo dell'innovazione, pur nella consapevolezza che molto è già stato fatto, accoglie con favore l'invito dell'Eba alle singole autorità nazionali per vigilare in modo da poter eliminare tali ostacoli.

«Apprezziamo gli ottimi sforzi fino ad oggi fatti per rendere più competitivo il mercato – dichiara il presidente Andrea Crovetto –: tuttavia il perimetro di non conformità formale e sostanziale appare ancora ampio. Con l'”opinion” di Eba, che rinnova la richiesta di adeguamento alla direttiva in tempi rapidi, si apre finalmente la possibilità di rendere definitivamente e concretamente efficace la Psd2, consentendo alle imprese del Fintech di portare un contributo determinante all'evoluzione digitale dei servizi finanziari».

La Banca d'Italia ha già avviato nei mesi scorsi le procedure di controllo, ma, si sottolinea in ambito bancario, lo scenario italiano è peculiare per la presenza di ben quattro piattaforme che abilitano lo scambio di informazioni tramite Api, il che rende più competitivo il l’ecosistema dell’open banking contribuendo a sostenerne l'efficienza.

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