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Ancora vendite sulle azioni di Banca Mps, attesa per gli accordi con Axa e Anima

La capitalizzazione dell'istituto senese si è ormai assottigliata a 243 milioni. Nelle prossime settimane verrà lanciato un aumento di capitale da 2,5 miliardi

di Eleonora Micheli

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Non si ferma l’emorragia di vendite su Banca Mps, che va avanti dall'inizio della settimana, quando è stato effettuato il raggruppamento dei titoli (uno a cento) in vista dell’aumento di capitale. Oggi le azioni, dopo un tentativo di recupero registrato poco dopo l'apertura, segnano un calo del 6% circa. La vigilia avevano lasciato sul parterre il 13,5%. A poco è valsa la decisione dei giorni scorsi di Borsa Italiana di vietare ordini al meglio.

Ormai la capitalizzazione dell’istituto senese, che nelle prossime settimane dovrà lanciare un rafforzamento sul capitale da 2,5 miliardi di euro, si è assottigliata a circa 243 milioni di euro. Il termine ultimo per l’operazione, come indicato dall’ad, Luigi Lovaglio, dovrebbe essere il prossimo 12 novembre, anche se il condizionale è d'obbligo, visto che l'operazione potrebbe slittare di una settimana. Come riportato dal Sole 24 Ore, procedono a ritmo serrato le trattative tra Rocca Salimbeni e Anima e Axa, i due partner commerciali che dovrebbero sostenere l’operazione. Secondo il quotidiano potrebbe essere raggiunta un’intesa al fotofinish durante il fine settimana. Se però fosse richiesto ulteriore tempo per affinare l'accordo, i tempi dell'aumento potrebbero allontanarsi in avanti di una settimana. «Tutto si capirà meglio nelle prossime 48 ore», sostiene Il Sole 24 Ore, secondo il quale Axa e Anima sono pronte a mettere sul tavolo una cifra complessiva massima stimata attorno ai 400-450 milioni, in cambio di una revisione degli accordi commerciali che le legano – sul fronte assicurativo la prima, sul risparmio gestito la seconda – con Montepaschi. I due partner strategici metterebbero così poco meno della metà dei 900 milioni che la banca senese sta cercando di rastrellare tra gli investitori privati. Gran parte dell'impegno economico infatti arriverà da parte del Mef, azionista di maggioranza della banca con oltre il 64% del capitale. «Anche se chi lavora sul dossier non nasconde l’utilità di uno slittamento di una settimana delle trattative, l’intenzione del ceo Luigi Lovaglio al momento rimane comunque quella di avviare l'aumento per il 10 ottobre», sostiene ancora il quotidiano. Intanto lunedì è atteso il semaforo verde della Consob al prospetto dell'aumento. Ma anche in questo caso aleggia l'incertezza dal momento che nei documenti dovrebbero essere contenuti gli impegni al subaccollo da parte di Anima e Axa. Intanto, secondo rumors, dovrebbe partecipare all’operazione Denis Dumont, l’ex azionista del Creval. Dovrebbero inoltre intervenire Fondazioni bancarie, soprattutto toscane, ed enti previdenziali come Enpam e Cassa Forense, con cui il Mef avrebbe avviato alcuni contatti.
Intanto le azioni di Anima Holding in Borsa salgono così come quelle di Axa.

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